8.4.09

BELLE FOTO IN GIRO PER IL MONDO







COSTA ANDALUSA
lago svizzero
KHO SAMUI spiaggia
ankgok wat cambogia
MAROCCO Atlante
portogallo lagos spiaggia

7.4.09

il Tibet mi sta proprio a cuore come il Nepal















Abu Simbel: veramente ero in aereoporto due volte ad Assuan per volare ad Abu Simbel ma c'erano tempeste di sabbia così dovetti rinunciare

ed i castelli della Loira che non ho visto e tutta la Normandia e Bretagna

e questi stupendi paesaggi del Tibet

ma anche le dune del deserto africano (ho visto l'Hoggar Tassilli algerino che però è prevalentemente un deserto di pietra, montagne, e disegni rupestri antichi)

e la Cina quando ci sono andato nel 1983 non aveva tutti i grattacieli di oggi (la foto riprende Pudong, l'isola avveneristica di Shangai che ha lo skyline forse più moderno al mondo)

per il momento ho smesso di girare il mondo solo fisicamente


ecco alcune foto di posti che vorrei ancora vedere, il Tibet naturalmente col suo Potala

2.4.09

altre foto in giro per il mondo






























































































































































































































































Dopo tanto tempo un po' di foto di mei viaggi

























































































































5.5.08

DOPO TANTI VIAGGI ESOTICI ED AVVENTUROSI INTORNO AL MONDO
ERA L'ORA CHE COMINCIASSI A FARE QUALCHE VIAGGETTO DALLE NOSTRE PARTI
ED HO COMINCIATO COL VIAGGIO PIU' TIPICO DEGLI ITALIANI: RIMINI
ECCO IL RESOCONTO

con la mia compagna ho passato un bel ponte del 1° maggio a Riminianzi a Torre Pedrera a pochi km da Rimini centro, nella costa nord
in un albergo a conduzione familiare dove si mangia veramente bene e conosci tutta la famiglia gentile ed ospitale
sono venuti a prenderci alla stazione di Rimini e ci hanno riportato senza farci pagare alcunchè
abbiamo pagato solo 150 euro per 4 giorni di pensione completa, inclusa la spiaggia curata e l'uso di ombrellone e lettini

ci ritorno per il ponte del 1° giugno perchè mi sono trovato veramente bene, ho preso 1 kg perchè non si può fare a meno di mangiare le delizie preparate dall'ottima cuoca, nè rinunciare al sangiovese
il tempo è stato discreto il primo e l'ultimo giorno, splendido il secondo ed il terzo siamo stati in spiaggia due interi pomeriggi abbronzandoci come d'estateho perfino fatto il bagno per qualche minuto, l'acqua era freddina ma abbordabile

abbiamo fatto parecchie escursioni coi mezzi pubblici frequenti e facili da raggiungere
abbiamo visitato il centro storico di Rimini il primo giornoin particolare l'Arco di Augusto, il ponte di Tiberio, il tempio malatestiano, la Domus (scavi recenti con mura e mosaici) il museo storico veramente interessante con reperti d'epoca romana ma anche di secoli successivi
ho avuto la fortuna di ammirare una ricchissima mostra del grande fotografo Storaro vincitore di 3 oscar, mostra allestita presso la Domus ed il museo a fianco, con foto splendide dei suoi film più famosi.

Rimini è una città antica, fondata nel 268 a.C. dai romani che la chiamarono Auriminum. Fu un porto importante e punto di partenza di 3 strade consolari: la Emilia che la collegava con Piacenza, la Flaminia con Roma e laPopilia con Aquileia e Tergestum (Trieste).
La Romagna si chiama così perchè quelle terre furono il baluardo romano contro gli invasori barbarici longobardi, goti ed altri.
Siamo andati inoltre a visitare Gabicce in mezzora di treno: spiaggia solita ma con monte verde a ridosso e canale porto recente e moderno.
Inoltre Riccione con passeggiata nella famosa via Ceccherini piena di turisti e negozi.

Altre due escursioni le abbiamo dedicate alla Repubblica di S.Marino ed al bellissimo castello di Gradara con borgo medioevale, dove si svolse la celeberrima storia di Paolo e Francesca
http://www.gradara.org/paolo_e_francesca.php
Ci siamo arrivati in comodo bus che si prende nei pressi della stazione ferroviaria di Rimini.
Infine l'ultimo giorno abbiamo visitato l'Italia in miniatura in periferia di Rimini a Viserba monte.
Insomma una vacanza breve e salutare avendo fatto incetta di sole, iodio e buona cucina spendendo pochissimo e senza lo stress delle code in autostrada avendo viaggiato comodamente in treno regionale che costa la metà rispetto agli Eurostare ed Intercity e non ha l'affollamento di questi treni che oltre ad essere molto più cari arrivano solo un paio d'ore prima.

28.12.06

FOTO VARIE










27.12.06

NATALE IN FAMIGLIA,MONTAGNA E STRESS















Ciao a tutti,
Ho passato un bel giorno di Natale con figlia, (che per l'occasione si è fatta trovare con i capelli di un ulteriore colore dopo che ha provato tutto l'arcobaleno, sfumature incluse nell'arco dell'ultimo anno a dimostrazione che l' adolescenza è il momento pazzo della vita) con sua madre ed ex mia compagna e la sua famiglia allargata.

Un ottimo pranzo a base di ricchi antipasti, pasticcio vegetariano come primo, spittini siciliani per secondo, cannoli siciliani per dessert, il tutto condito da un bottiglione di Brunello da Montalcino.
Prima del pranzo, data la bellissima giornata sono salito in montagna per un breve trekking con la mia amata Smilla (pastore tedesco).
Dopo abbiamo giocato a carte in modo molto piacevole e rilassante.
La sera abbiamo accompagnato in auto la dolce bambina dal moroso che vive a circa 20 km.
Tutto andava per il meglio, ma il diavolo ci mette sempre la sue pezze.

A Santo Stefano a rovinare tutto ci ha pensato mia figlia nel tourbillion della sua pazzia adolescenziale, sommersa di regali vietnamiti e tailandesi oltre al computer nuovo di zecca, il telefonino nuovo di gran valore e la macchina fotografica digitale che si e'presa in regalo dai generosi parenti.
Questo non è bastato a impedirle una crisi isterica nei miei confronti per aver usato il SUO COMPUTER che madre e sottoscritto generosamente le hanno regalato a Natale.
Forse la cara ragazza ha problemi con il moroso e non trova di meglio che sfogarsi con il padre, preso di mira ripetutamente da queste donne sull'orlo di una crisi di nervi.

Così, dopo un mese di tregua mi e' ritornato il mal di stomaco e complice la giornata odierna in cui Milano e'precipitata in una grigia nebbia, che ho fotografato scendendo dal metro in direzione dell'Ufficio, pari pari rispetto all'altr'anno, ho la precisa consapevolezza che fra un po' tornerà anche la depressione.
Ma il 1/7/2006 riconquisto la mia libertà dopo 36 anni di ufficio e alla faccia della figlia, della di lei madre e nonna, tornero'alla grande nei posti che mi hanno visto felice, rilassato ed in Paradiso come testimonia questo viaggio che spero abbiate apprezzato all'interno di questo blog.

26.12.06

VINKOR - in Vietnam




































VINKOR -un giovanotto matto di 56 anni






























Ciao a tutti
ecco alcune foto pazze di questo pazzo viaggio

24.12.06

ECCOMI A MILANO

Ciao a tutti,
sono arrivato a Milano stamattina alla 06.20 dopo un volo interminabile di circa 12 ore con l'ottima Thai che dà un servizio eccezionale con pasti di qualita', personale estremamente gentile, musica e film attuali nel grande schermo posto nello schienale del sedile anteriore.
Accanto a me una coppia malese in visita turistica in Italia, lei tranquilla e riservata, lui che beve una birra dietro l'altra e scambia con me qualche parola in un inglese alquanto stentato.
Il giorno precedente dopo un ultimo shopping e bagno nella spiaggia assolata di Patong, pranzo frugale delle specialitaà preferite vengo aiutato dai miei ospitanti sarti sikh a evitare le pesanti penali di Air Asia da Phuket a Bangkok.
Questa compagnia low cost, sussidiaria della Thai, permette solo 15 kg di peso nel bagaglio principale e 7 in quello a mano mentre con bilancia fornitami dal sarto, accerto ben 20 kg in uno e 12 nell'altro.
Allora escogito un ulteriore e terzo invio via posta di materiale vario per circa 7 kg e borsa con vestiti pesanti invernali in altra che farò sparire dietro un paravento all'aereoporto di Phuket. Niente penali, a parte il pesante costo del pacco (circa 30 euro) doppio rispetto ai prezzi delle poste vietnamite.
Trovo un'ulteriore sorpresa con l'annuncio di partenza ritardata da Phuket di 2.30 ore che mi permetteraà cmq di arrivare in tempo per il volo internazionale della 00.20.
Non mi rassegno a restare piu'di 4 ore nel noisoso aereoporto di Phuket e mi viene in mente di aver letto da qualche parte che l'aereoporto confina con una delle spiagge piu'belle dell'isola.
Mi sparano cifre incredibili per il taxi, cosi' con la solita faccia tosta mi faccio portare in spiaggia "agratis"da un ragazzo in motorino che si presta gentilmente e altrettanto per tornare in aereoporto dopo circa 3 ore da uno fermato per strada.
La spiaggia e' veramente bella, lunga, quasi deserta, sabbia gialla, alberi che la limitano e che vengono quasi toccati dalle ruote degli aerei che atterrano e che danno poco fastidio.
Riesco cosi' a rilassarmi, a farmi l'ultimo bagno, correre in spiaggia, vedere un discreto tramonto e fare le ultime foto, raggiungendo quota 2500.
L'aereoporto nuovo di Bangkok e'un portento di tecnica, comodita', ingegno ed eleganza.
Disposto su 4 piani, in alluminio, con tapis rollanti, ascensori e perfino salite da un piano all'altro rese possibili percorrendo comode rampe pedonali.
Ci sono indicazioni che rendono tutto facile ed un'ottima organizzazione per il check in, ritiro bagagli e Internet gratuito oltre a infiniti negozi che vendono di tutto ma a prezzi piuttosto alti.
Il nostro Malpensa sembra al confronto un aereoporto del terzo mondo.
A Milano ancora buia veniamo introdotti in un corridoio squallido mezzo rovinato, con crepe e dobbiamo attendere un sacco per il controllo passaporti dato lo scarso personale.
Inoltre i carrelli sono irrimediabilmente indisponibili e legati in attesa che i cittadini di tutto il mondo li possano ritirare introducendo 2 euro che nessuno ha.
Cosi'il primo bigliettto di visita del nostro paese all'ospite straniero e'subito un pugno nell'occhio, sempreche' gli onestissimi lavoratori dell'aereoporto non ti alleggeriscano del contenuto delle valigie, come successo per lungo tempo prima di venir scoperti.
Per il pullman mezzo vuoto ti fanno pagare 5,50 euro ma non ti danno il biglietto. Puzza di imbroglio alla societa'di trasporti.
La temperatura e'fredda ma accettabile:circa 9 gradi.
La giornata e'assolata cosi'dopo aver disfatto le valigie, una doccia per togliermi il sale del mare di Phuket d'addosso, faccio un riposino, vado a far la spesa e mi faccio un giretto in bicicletta per il centro, molto piacevole con bancherelle dei mercatini natalizi, la gente indaffarata negli ultimi acquisti per i regali.
Tutto sommato sono ancora un turista prima di diventare un viaggiatore.
Tornare a casa a Natale e'ancora importante per me.
Preparo i regali, telefono a mia figlia, scarico le ultime foto dalla digitale ed eccomi pronto per le libagioni natalizie nella famiglia allargata che ci fanno riunire in una decina attorno ad un tavolo riccamente imbandito.
Buon Natale a tutti

22.12.06

IL RIENTRO ` ultimo nevrotico giorno

Ciao a tutti
fra mezzora il minibus prenotato mi portera'all'aereoporto di Phuket per il volo su Bangkok e quello su Milano a mezzanotte.
Ho appena pranzato scegliendo le mie due specialita' locali preferite:
zuppa calda piccante con verdure e frutta di mare
spaghetti fritti con verdure e pollo
e naturalemte birra SINGH, vino troppo caro o assente purtroppo!
Ieri sera sono arrivato a Patong dopo una attraversata via ferry nel quale ho fatto amicizia con una famiglia spagnola che vive a Kunming, Cina, una coppia belga di Bruxelles e due ragazzi parigini di origine marocchina che incontro dappertutto perche' facciamo le medesime escursioni.
A Patong mi son dato all'ultimo frenetico shopping che e' continuato fino a un'ora fa.
Con intervalli per un rilassante massaggio d'olio alle erbe per dare refrigerio alla pelle assolata, una nuotata lunghissima nella bella spiaggia di Patong e problemi connessi ad un prelievo ATM.
Dalla famiglia romagnola incontrata a Phi Phi mi e'venuta la voglia di comprare le loro belle scarpe Nike ma ho perso tanto tempo per avere un prezzo decente.
Inoltre ho visto delle t-shirt favolose con le immagini di Che Guevara e Bob Marley cui non ho saputo resistere e delle magliette con maniche lunghe di emporio Armani e Versace.
Stanotte l'ho passata quasi in bianco grazie ai canadesi che festeggiavano il matrimonio in spiaggia e successivi schiammazzi a pochi metri dalla mia camera.
Se avessi saputo del matrimonio mi sarei intruffolato con la solita faccia tosta e invece ho finito per rigirarmi nel letto inviando loro imprecazioni ad alta voce in 5 lingue.
Li ho incontrati un'ora fa e li ho perdonati, visto il matrimonio, con conseguente bevuta offertami per scusa.
Ora parto e ci vediamo fra pochi giorni.
Buon Natale e non mangiate troppo

21.12.06

PHI PHI-PUKHET

Ciao a tutti,
ieri sera ho fatto finalmente una cosa saggia: sono andato a dormire alle 20.30 ed ho fatto probabilmente il piu'lungo sonno da quando sono in Asia, fino alle 04.30 quando mi sono alzato e sono andato in giro incontrando i nottambuli che rientravano ubriachi per lo piu' dalle varie feste in giro.
Prima avevo pensato di assistere ad uno spettacolo di Thai Boxing, qui va per la maggiore ed i campioni piu'celebrati sono i cosidetti lady boys, cioe' travestiti che sono i più bravi in questo sport.
Il campione tailandese ha cambiato sesso ed e'diventato una celebrita'locale con tanto di film di grande successo.
Purtroppo ero stravolto dalla stanchezza dopo una notte in cui avevo dormito solo un paio d'ore ed un giorno totale di mare, snorkeling, sole e chiacchere.
Infatti stamattina, dopo la lunga dormita, ero in forma e sono andato a vedere l' Hippy Bar dove ho trovato gli ultimi superstiti della nottata che indulgevano ancora negli ultimi bagordi.
C'era un gruppo di pazzi australiani che si erano messi strani capi d'abbigliamento per non passare inosservati e gridavano citando gli stilisti italiani.
Allora mi sono fatto avanti ed e'finita che son finito a fare lo scemo con loro per un'oretta.
Un australiano piu' serio ma totalmente ubriaco mi ha dato le dritte per il viaggio che intendo fare il prossimo anno in Australia e Nuova Zelanda.
Ho assistito poi al sorgere del sole, ho fatto il bagno mattutino, ho girato la cittadina mentre i locali facevano colazione.
Un buon caffe', un banana chocolate pancake (crepe) e cosi' rinforzato ho salito l'erta che porta al punto panoramico dell'isola dove ho ammirato il bel paesaggio della baia e di Phi Phi Lay in lontananza.
Ora ho le idee piu'chiare sulle isole: la piu' bella e'la terza, piccolina e somigliante alle Maldive: Bamboo Island.
Le due maggiori hanno varie spiagge e baie, la piu' famosa delle quali e'Maya Beach resa celebre dal film the Beach con Leonardo Di Caprio.
Girando la cittadina ho incontrato decine e decine di negozi di ogni tipo, soprattutto Internet Caffe', negozi di abbigliamento di mare e chincaglierie varie, con prezzi piuttosto alti, totalmente diversi da quelli vietnamiti e quasi vicini ai nostri.
Pertanto non ho comprato niente anche se un paio di bermuda stile surf california mi attiravano.
I locali sono bruttini, scuri e islamici, pero' gentili tranne i commessi dei negozi che sono aggressivi e maleducati e si arrabbiano se contesti i loro folli prezzi.
Sono rimasto in spiaggia all'ombra di un bel albero con tanto di altalena proprio davanti all'Hippy bar ed ho scoperto a fianco un ottimo ristorante dove ho pranzato a base di noodles, verdure e gamberetti, assaggiando il caffe' lungo e ghiacciato che loro prediligono.
Fra due ore circa m'imbarco sul traghetto che in un paio di ore mi riportera' a Phuket per l'ultima notte folle a Patong.
La coppia di amici bolognesi mi hanno consigliato per l'indomani una piccola spiaggetta deliziosa che si trova prima di Surin Beach a nord di Patong in direzione dell'aereoporto che dovro' raggiungere verso le 16.00 per il mio volo a Bangkok dove dovrei arrivare verso le 19.00 ed attendere il mio volo internazionale che mi riportera'in Italia dove arrivero' sabato mattina verso le 06.00 dilazioni e ritardi permettendo.
Sono preoccupato per il sovrappeso del mio bagaglio e credo che Air Asia si appresti a multarmi per circa 50 dollari.
L'alternativa e' regalare o lasciare un po' di cose o spedirle, dopo due invii gia'effettuati in Vietnam.
Ho calcolato di aver comprato 30 kg di merci varie.
Ho fatto anche un primo bilancio delle spese: siamo sui 3.000 euro di cui:
700 per il volo Thai internazionale
300 per 5 voli locali
200 per assicurazioni, vaccinazioni, visto e medicine varie
200 per una serie infinita di massaggi (non sessuali, please)
200 per 12 escursioni
800 per alberghi, vitto, bibite varie, per 30 giorni, circa 25 euro al giorno
150 per i denti puliti, curati e sbiancati
150 per vestiti personali in seta, cotone, fatti su misura scegliendo stoffe e modelli (Armani)
300 per vari altri acquisti (perle, paccottaglia varia, regali)
insomma un bel bilancio per un mese perfetto di vacanza che ricomincerei daccapo
e pensare che son partito malvolentieri.......

20.12.06

HIPPY BAR E MY WAY due serate pazzesche

Ciao a tutti,
lunedi' sera non avevo voglia di immergermi nel puttanaio di Patong cosi' ho chiesto in giro per una serata alternativa e mi hanno consigliato il My Way, un locale dove fanno spettacolo "en travesti " con coreografie degne del Crazy Horse di Parigi, del Plataforma di Rio de Janeiro e del Tropicana dell'Avana.
Piume di struzzo a profusione, travestimenti pazzeschi, un presentatore checca orribile ed una pazza nana obesa locale che da sola era uno spettacolo.
Il clou e'stato cmq un gruppo di donne scatenate di diversa provenienza internazionale che stavano festeggiando l'addio al celibato di una di loro.
Erano vestite strane per provocare ed una di loro, una moraccia londinese mi ha fatto impazzire con i suoi movimenti sexy con vestito nero incollato che faceva salire fino all'inguine fra l'indifferenza della maggior parte degli spettatori gay.
Un misto di Monica Belluci, Sabrina Ferrilli e Randy Ingermann per far capire il tipo e le mie preferenze.
Sono salite varie volte sul palco e l'ultima volta non ho resistito e son salito anch'io per controccambiare le evoluzioni sexy della londinese e dopo il ballo della cintura appreso a Cuba, sperimentato varie volte nei locali salsa e strade cubane, son riuscito a fare la mia porca figura con la bella e provocante moraccia britannica.

Il clou e'stato ieri sera sulla spiaggia di Phi Phi al Hippy Bar che non aveva niente di hippy ma che mi ha fatto passare la più pazza notte della vacanza fino alle 05.00 del mattino con sveglia alle 07.00 per l 'escursione alle isole vicine.
Uno dei motivi che mi hanno fatto decidere per il ritorno a Phi Phi e' l'eccezionale spettacolo di Fire Show che cmq quest'anno ha superato ogni aspettativa nel senso che gli artisti son migliorati vistosamente e oramai sono dei virtuosi musicali, circensi di grande abilita' e ballerini di tutto rispetto.
Si sono esibite una decina di artisti, alcuni in coppia, di varie razze e provenienze.
Prima dello spettacolo, praticamente in spiaggia, seduto comodamente sorseggiando un cocktail locale, ho assistito ad un gioco divertentissimo.
Circa dieci partecipanti seduti sul palco.
Il presentatore abilissimo e ottimo artista Fire Man Show lui medesimo, faceva sparire una sedia ed i partecipanti venivano eliminati a turno quando l'ultimo cercava di sedersi dopo aver trovato fra il pubblico un oggetto scelto dal presentatore medesimo.
In ordine: un preservativo, un tampone femminile, un paio di boxer, un reggicalze,ecc...
Il massimo e' avvenuto quando ha chiesto un completo intimo da donna.
Una stangona teutonica si e' denudata coraggiosamente davanti a tutto il pubblico per lanciare alla sua beniamina l'oggetto che l'ha fatta vincere.
Il pubblico e'esploso con un'ovazione di giubilo per l'esibizione coraggiosa della tedescona.
Poi sono iniziate le danze sul medesimo palco con pezzi classici del rock internazionale e successi piu' recenti del panorama musicale odierno.
Eta' media 25 anni, le donne vestite sexy "guardami che ti seduco", gli uomini a petto nudo con le t-shirt appese ai pantaloni."
Ho fatto amicizia con una londinese che mi ha ricordato totalmente la mia prima fidanzata, finita a Londra pure lei e due matti e simpatici ragazzi, un trentenne belga di Antwerpen ed un matto francese di Grenoble che sta girando il mondo e proviene dalla Cina dopo una permanenza in quel paese di oltre 8 mesi!
Abbiamo gareggiato noi maschi per farci scegliere dalla londinese che alla fine ha optato per il ragazzo belga, somigliante al cubano Andy Garcia, mentre il francese ricordava alla grande Denzel Washingon.
Ha vinto Andy Garcia che e'sparito con l'intrigante londinese mentre noi ci siamo accodati a due matti londinesi che mi hanno fatto provare per la prima volta una sigaretta di marijuana.
Ero curioso di provare questa esperienza che mi hato solo un po' d'ebbrezza e fatto sputare per tutta la serata perche' la sigaretta mi fa decisamente venire una nausea insopportabile.
Non e'tutta quella roba che pensavo e non fa decisamente per me.
Un buon bicchiere di vino rosso mi eccita molto di piu'!!!
Adesso sono stanchissimo dopo le due ore di sonno e conto di andare a nanna presto, sempre se trovo il proprietario/receptionist del mio nuovo alloggiamento: un bangalow spartano in collina a copertura di eventuale Tsunami!

PHI PHI ISLAND l'apoteosi terz'ultimo giorno
















Ciao a tutti
venire a Phi Phi Island per la seconda volta in un anno, e'stata un'ottima scelta anche se generalmente non torno mai nel medesimo posto.
Phi Phi ha cmq il fascino dei posti che ti incantano e ti costringono a ritornare, come Ibiza e Formentera, Rodi, Santorini, Mykonos, Goa, le 5 terre, l'Umbria e Toscana, le Dolomiti, il lago di Como, Napoli e dintorni, Taormina solo per nominare quelli che mi hanno impressionato maggiormente.
Ho anche ripetuto con piacere l'escursione dell'altr'anno e parzialmente di ieri, rivedendo i medesimi posti e imprecando il destino che non mi permette di fotografare Maya Beach (dal film di Di Caprio).
Questa volta per un equivoco, l'altr'anno per timore di bagnare la macchina fotografica dato che vi si accede in canoa.
Ho rivisto Phi Phi Lay fermandoci dalla barca ormeggiata a fare snorkeling nella prima baietta e raggiungendo poi a piedi proprio Maya Beach, attraverso un'apertura nella roccia ed un bel sentiero in mezzo a prati verdi e vegetazione tropicale.
Oggi sono rimasto piu' in acqua che a terra, snorkelando tre volte in diversi posti, visitando l'incantevole spiaggia Bamboo Beach, simile alla Maldive e Monkey Island con alcune scimmie in attesa di essere sfamate da curiosi turisti.
Per un momento sono andato in panico mentre stavo arrivando a nuoto sulla spiaggia delle scimmie nuotando dall'imbarcazione ormeggiata al largo.
Infatti e'passato accanto a me un serpente d'acqua velenosissimo bianconero che avevo visto conservato sotto alcol in Vietnam con l'avviso che se ti morde hai pochi minuti di sopravvivenza.
E' andata bene, ma son ritornato a bordo dell'imbarcazione sul kayak dei due simpatici israeliani di origine ucraina che mi hanno ospitato.
Oggi ho fatto un incontro speciale con una bella famiglia bolognese trasferita a Cesenatico: Rossella, il marito Walter ed il dolce Lorenzo, il loro figlio decenne.
Sono appena arrivati in Tailandia e mi hanno dato il sapore dell'Italia da ritrovare.
La giornata e'stata assolata ma anche ventilata, si e' mangiato male a pranzo (praticamente un po' di riso con qualche verdura), ma mi son rifatto stasera con pesce da mezzo chilo alla griglia, patata arrosta e tanta verdura inaffiata dalla buona birra locale Singh, su una bella terrazza dominante il panorama di Phi Phi Don.
Oggi ho visto centinaia di pesci di tutti i colori e coralli di ogni tipo, ma ho anche avuto l'ebbrezza di un doloroso e pericoloso crampo alla gamba destra fortunatamente in prossimita' dell'imbarcazione dopo aver nuotato a lungo fra tanta meraviglia con l'uso di maschera e pinne.
Alla fine abbiamo assistito in barca ad un discreto tramonto.
Domani mattina mi godo le ultime ore di Phi Phi prima di riprendere il ferry boat delle 14.30 che mi riportera' a Phuket per l'ultimo giorno di questa ottima vacanza.

19.12.06

PHI PHI ISLAND-quart'ultimo giorno























Ciao a tutti
sono nella mitica Phi Phi Island che rivedo dopo un anno dalla prima sfortunata visita dell'anno scorso durante la quale,con l'eccezione di un giorno di sole splendido, aveva piovuto parecchio ed inoltre ero alla prese con la scottatura alla gamba destra procuratami dopo averla distrattamente appoggiata al tubo di scarico del motorino noleggiato a Phuket.

Questa volta il tempo e'piu'clemente anche se appaiono a tratti nuvole che oscurano il sole, ma e'una fortuna perche'nonostante la brezza marina, il sole picchia forte ed ho dovuto indossare tutto il giorno una maglietta bianca per non peggiorare la scottatura presa all'isola dei coralli
il giorno precedente.

Sono arrivato con un ferry boat, solo per persone, da Phuket Town dopo due ore di piacevole navigazione durante la quale sono rimasto sul tetto dell'imbarcazione finche'il mare mosso e le onde forti non ci hanno lavato e siamo stati costretti a rientrare all'interno .

Oggi ho fatto amicizia con una giovane coppia londinese che sta facendo il giro del mondo per una anno intero e poi madre e figlia cinesi di Shangai.
La ragazza parlava un ottimo inglese dato che da un po'vive a Londra e lavora per il gruppo Virgin.
Ho incontrato verso la fine anche una coppia milanese che vive a pochi chilometri da casa mia.
Stanno viaggiando da soli con Francorosso: significa che spendono il triplo e devono arrangiarsi ugualmente perche' hanno assistenza e guida solo in pochi casi.

Phi Phi Island e' costituita in effetti da tre isole di cui le piu'grandi sono Phi Phi Don dove mi trovo attualmente e Phi Phi Lay, piu' la piccola e splendida Bamboo island.
Abbiamo potuto ammirare la Viking Cave una strana grotta che si apre alla base di una alta parete rocciossa e Maya Beach, quella famosa del film di Leonardo Di Caprio.
Solo le imbarcazioni piu' piccole si avvicinano sotto costa, cosi' penso di restare anche domani a Phi Phi Don e prendere l'escursione di una giornata intera che mi permettera' di rivedere quanto gia'visto l'anno scorso con il cattivo tempo.
Il ferry ci ha comunque fermato davanti ad una bella spiaggia (long beach, la migliore di Phi Phi Don) ed abbiamo avuto la possibilita' di fare snorkeling per un'ora intera, ammirando la moltitudine di coralli e pesci variopinti.
Quindi abbiamo trasbordato su una imbarcazione minore che ci ha portato in spiaggia ed abbiamo pranzato in un ottimo ristorante con un buffet ricco di ogni ben di Dio.
Alla fine prima di rientrare nel ferry mi son fatto una mezza ora di bagno in quelle acque da sogno e sono rientrato col medesimo ferry fino all'imbarcadero di Phi Phi Don.
La gran parte dei turisti sono rientrati subito a Phuket mentre una piccola minoranza incluso il sottoscritto è rimasta a Phi Phi Island per goderci questa isola di pace e tranquillita' dove l'auto ed i motorini sono banditi e si circola solo a piedi lungo le stradine interne, del lungomare e spiagge.
L'isola e'piccola , con alberghetti e bungalow , cari e tutti esauriti per cui ho girato un po' prima di trovare una camera libera in una casetta vicino alla costa, a due passi dal lungomare dove si passeggia, ci si ferma a bere birra o cocktail , a mangiare nei tanti ristorantini o a farsi fare un massaggio in stanze a pianterreno, in vetrina con tanti lettini accostati e le donne locali intente a guadagnarsi la giornata con questa attività proficua per tutti, dal costo di 200, 300 baht (1 baht circa 50 vecchie lire). per un'ora di massaggio di tutti i tipi: totale, all'olio di erbe, facciale, ai piedi, per la schiena, ecc...
Gli isolani sono bruttini, scuri e mussulmani, con alcune donne bardate come vuole la loro religione assurda.
Mi sono sentito osservare anche dagli uomini come mi capitava nei paesi nordafricani: la solita repressione islamica che gli fa indirizzare su ogni meta alternativa dato che probabilmente le loro donne sono raggiungibili solo dopo il matrimonio.
Stasera vado al hippy bar dove fanno un black moon party con cocktail e fire show: praticamente girano delle aste di legno , incendiate agli estremi intorno al corpo a ritmo di musica e lo spettacolo e'veramente piacevole considerato che si svolge in spiaggia sotto le stelle con sottofondo musicale molto avvincente.
L'altr'anno mi hanno incantato per cui voglio ripetere l'esperienza.
Prima pensavo di andare a Ko Lanta o a Krabi, ma oggi ho cambiato idea: sara'il troppo sole, il mese di peregrinazioni, le poche ore di sonno, ma ho deciso di restare fino giovedi'pomeriggio a Phi Phi Island a godermi in pace il mare e fare l'escursione di tutto il giorno domani per rientrare il giorno successivo col battello delle 14.30 a Phuket e passare l'ultima notte a Patong nel famoso luogo di perdizione dove ho lasciato il mio pesante bagaglio presso l'alberghetto dei miei ospitanti sarti Sikh.
E' tempo di ritorno: vediamo se lo stomaco si sveglia e si fa risentire dopo un mese di tregua.
Anche Phi Phi e'cara come Phuket ma la si puo'perdonare dato che e'piccola ed esclusiva.
Ci sono molti negozietti che vendono le solite cose ma parecchio care.
La follia dello shopping e'terminata anche perche' mi hanno bidonato con l'orologio comprato a Patong cosi' bello ma che va avanti solo se lo scasso continuamente. Va bene che e'meccanico ma che si debba muoverlo continuamente mi sembra esagerato: purtoppo e'una bella patacca da 22 dollari che cerchero' di restituire al mittente quando torno a Patong o almeno a sostituirlo con uno a batteria piu' funzionante.
Saluti
A domani.

18.12.06

PHUKET, TAILANDIA le sue e nostre contraddizioni



















Ciao a tutti
la vacanza sta volgendo al termine purtroppo.
Sto cercando di godermela fino in fondo, quasi a far tesoro del sole e caldo che qui riesco ad assaporare in attesa del lungo inverno milanese che mi aspetta.
Sono a Phuket, l'isola meta del turismo di mare e sessuale di migliaia di europei.
Patong beach e' l'emblema di tale paradiso/inferno cui non riesco a sottrarmi ma cui non presto la mia collaborazione nel senso che non partecipo al mercato della carne in cui si spingono tanti porcaccioni coetanei che girano mano nella mano in compagnia di giovani ragazzine locali e altri in compagnia di ragazzi e altri ancora in compagnia di giovani dalla dubbia sessualita', forse transgender o forse lady boys come vengono chiamati qui.

L'isola e' comunque bella, con un mare favoloso ed il sole non brucia come si puo'temere.
Ho trovato una camera in una guesthouse gestita da gentili pakistani sikh che abitano all'ultimo piano, sotto affittano tre camere e a pianterreno hanno un negozio di sartoria su misura, somigliante alle sartorie di Hoi An, solo che qui i prezzi sono doppi, se non tripli.
Pukhet e'cara e poco competitiva: se non avesse il mare che ha e tutta questa carne in vendita, sarebbe presto abbandonata perche' i paesi vicini offrono prezzi molto inferiori.

Per star lontano dalle tentazioni sono andato tutto il giorno in escursione all'isola dei coralli dove ho passato una splendida giornata in compagnia di un piccolo gruppo ed un simpatico ragazzo tailandese nostra guida, chiamato Big forse per l'imponenza del fisico raro da queste parti di gente minuta e magra.
Ho legato subito con un coetaneo di Gelsenkirchen, Lothar in pensione gia' da sei anni grazie al pre-pensionamento ,strano per un paese come la Germania e con una coppia americana di Tucson, Arizona con lui vecchio ma simpatico di 78 anni e la moglie francese americanizzata sulla sessantina.
Oggi ero particolarmente in forma, li ho fatti morire dal ridere per ore ed alla fine non volevano mollarmi, con tanti complimenti per la mia vivacita' ed entusiasmo.

Siamo arrivati dopo un'ora di navigazione su un motoscafo veloce ed approdati su una spiaggia da sogno con sabbia bianchissima, acque cristalline, coralli e tanti pesci colorati, murene, ecc. che ho potuto ammirare con maschera e pinne per ore ed ore dato che la temperatura dell'acqua ti permette di stare a mollo senza un brivido di freddo.

Mi e'tanto piaciuta che ho rilanciato per l'indomani prenotando con la medesima agenzia (trovata sempre per caso nelle mie peregrinazioni all'avventura) un'escursione a Phi Phi Island con open ticket per il ritorno, nel senso che intendo pernottare almeno una notte a Phi Phi e poi proseguire per Krabi che l'anno scorso ho saltato con rammarico, restando nella sua meravigliosa provincia per altre localita' da sogno (Phangang bay, Railey West ed East Beach, James Bond Island, Phangan Cave Beach, ecc..).
Ho comprato un orologio copia rolex meccanico, un'ottima cintura in pelle di un animale non ben definito, un giubbotto pesante misto seta e non so che altro, copiato dal trade Ferrari dai pakistani che mi curano il bagaglio durante la mia assenza da Patong.
Ieri sera mi sono scatenato in discoteca, saltando di fiore in fiore senza impollinatura perche' decisamente contrario come detto a questo mercato del sesso.
C'e' da dire che qui almeno le ragazze sono tutte indipendenti, non soggette a papponi o mafie profittatrici come in Europa. E' una loro scelta, easy money, a confronto dei miseri stipendi per un lavoro normale che qui prendono (circa 200 dollari al mese).
Oltretutto non sono biasimate dai locali.
Stasera non mi sono fatto perdere l'ennesimo massaggio thai, gia'sperimentato in passato, l'oil massage che mi ha permesso di dare respiro alla pelle arrossata da tanto sole preso durante tutto il giorno passato in mare.
Stasera andro' un po'in giro in attesa della bella giornata che mi aspetta domani ed i pochi giorni successivi.
Sto entrando nell'incubo del ritorno, del freddo e della solita noia che mi aspetta a Milano.
Pero'me la sto godendo alla grande e non e'ancora finita
Buona settimana lavorativa

17.12.06

CIAO VIETNAM, Mekong delta ultimo giorno














Ciao a tutti
ieri ho terminato il secondo giorno di escursione nel delta del Mekong.
A parte certi piacevoli gira in barca nei canali piu' piccoli dove la vegetazione e'molto suggestiva,
il delta mi ha un po' deluso.
L'acqua e'marrone, non c'e niente di molto particolare a parte la vegetazione lungo i canali minori.
Abbiamo visto il mercato galleggiante del mattino dove ci sono soprattutto grandi imbarcazioni casa ed altre adibite a commercio locale, ma non era il tipico mercato con le barchettine e le donne a vendere mercanzia varia, tranne qualche eccezione.
Abbiamo visitato interessanti laboratori dove lavorano il riso, trasformandolo da grezzo a raffinato ed inoltre altri posti dove producono i noodles cioe'gli spaghetti a base di riso e tapioca.
Infine altri laboratori dove fanno i dolci di cocco, di banana, l'alcol di banana e riso e perfino quello con dentro i serpenti.
Sono stato l'unico a berlo ed ho perfino maneggiato un cobra attorno al collo per la foto di rito ed un altro serpente che ho preso in mano.
La sera ho girato CanTho la grande citta' del delta che conta addirittura 1,2 milioni di abitanti.
E' una piacevole citta' lungo il Mekong con bella passeggiata lungo il fiume.
Stamattina, dopo una capatina dalla dentista per alcuni convenienti lavoretti, son partito per Singapore.
Mi trovo da qualche ora in questo splendido aereoporto in attesa del volo per Phuket dove dovrei arrivare in nottata.
Buona domenica a tutti

15.12.06

DELTA DEL MEKONG

















Ciao a tutti,
ho appena terminato il primo giorno d'escursione nel delta del Mekong, il grande fiume asiatico che attraversa molti paesi tra i quali la Cina, Laos, Cambogia e Vietnam dove e' soprannominato il fiume dei nove dragoni, dato che ha nove canali.
Nel delta, largo tre km e profondo 17 mt, ci sono varie diramazioni e isole dove c'e' un'alta densita' di popolazione dato che il terreno fertile a causa dei detriti fluviali produce tanto riso da far divenire il Vietnam secondo esportatore mondiale dopo la Tailandia.
Nella stessa regione si producono infinite varieta' di frutta esotiche.
Abbiamo fatto un paio d'ore di pullman da Saigon prima di imbarcarci in un battello da trenta persone e poi via via in imbarcazioni sempre piu' piccole per poter raggiungere canali piu'ridotti.
Il paesaggio dentro i canali e'molto bello con alte piante di cocco di mare, banane, frutta del dragone,ecc..
Nella parte larga del delta si incontrano grossi battelli e chiatte che trasportano di tutto.
Stanno costruendo un lungo ponte che unira'le due sponde.
Dentro i canali minori ci sono piccole case, quasi capanne e molte imbarcazioni semplici in legno condotte soprattutto da donne.
Ci siamo fermati in vari posti dove ci hanno fatto vedere come producono i dolci dal cocco (6 tipi: al cioccolato, con i pistacchi, con ingredienti vari) e l'ottimo vino di banana che ci hanno fatto assaggiare, dolce e molto forte.
Finalmente ho capito cosa sono tutte quelle bottiglie in vendita nei negozi lungo le strade, pensavo olio di soia e invece e' vino di banana che qui va per la maggiore dato che una bottiglia di mezzo litro costa 1 euro e ci si puo' inciuccare con poca spesa.
Abbiamo assistito anche ad una esibizione canora di musica folclorica vietnamita con le nenie che mi hanno conciliato il sonno.
Abbiamo visitato un giardino di alberi bonsai, ma in conclusione mi aspettavo di piu', seppure il paesaggio dentro i canali e'suggestivo.
Fa caldo ma c'e' una salutare brezza.
Dopo My Tho, citta' importante della zona e due ore di pullman siamo arrivati a CanTho grosso centro vicino alla Cambogia e domattina andremo a visitare un grande mercato galleggiante, piu' altre cose.
Per sedici dollari ho l'escursione di due giorni, viaggio, guida, albergo e pasti inclusi e l'albergo e' buono, pulito e comodo.
Adesso vado a fare un giro per il centro dopo un'ottima cena in compagnia di un simpatico tedesco di Colonia che mi ha dato l'occasione di rinfrescare la lingua teutonica.
Ho conosciuto anche una simpatica giapponesina di Tokyo, una coppia canadese di Vancouver della mia eta' ed una piu' giovane di parigini.
In questo viaggio ho conosciuto gente di ogni parte del mondo e l'esperienza mi fa sentire sempre piu' cittadino internazionale senza frontiere.
Buon week end a tutti

SAIGON CAOTICA MA BELLA



















Ciao a tutti,
ennesima sorpresa che mi riserva la penultima meta del mio viaggio vietnamita: perfino Saigon che ritenevo una tappa da saltare o da limitare al minimo mi ha notevolmente e positivamente sorpreso.
Ieri sera ci sono arrivato da Mui Ne in pullman verso le 19.00.
Mi sono sistemato per combinazione al Kim Hotel, 40/18 Bui Vien St.Dist.1
appartenente alla stessa catena dell'albergo che avevo frequentato ad Hanoi!
Ho una camera piccolina ma comoda, con tv, frigo, aria condizionata, ventilatore e bagno per 10 dollari e sono a 100 metri dall'Agenzia con la quale stamattina inizio l'escursione di due giorni nel delta del Mekong.
Sabato sera ritorno a Saigon per l'ultima notte vietnamita prima del volo di domenica delle 13.30 che mi portera' con la Tiger Airways (low cost company) a Singapore dove resto in transito in attesa del volo con la stessa compagnia per Pukhet dove arrivero'domenica notte.
Sto pensando di fermarmi solo due notti a Pukhet che gia'conosco e che non mi piace tanto perchè troppo turistica, cara e dedita al mercato del sesso.

Prendero'un battello veloce lunedi'mattina per Phi Phi Island dove gia'son stato esattamente un anno fa, che mi era decisamente piaciuta di piu' ma dove avevo incontrato giornate di pioggia insistente.
In alternativa una coppia di belgi mi hanno consigliato Ko Jam, un'isoletta tranquilla tranquilla fuori dal circuito turistico e con un mare favoloso.
Vedro' in base al tipo di trasporti disponibili quale scelta compiere.

Intanto ieri sera mi sono ulteriormente lanciato negli acquisti: occhiali firmati, accendini strani, e una copia Lonely Planet di tutto il sud est asiatico.
Mi sono accorto purtroppo di aver smarrito (o qualche furbetto me l'ha rubata) la mia copia Lonely Planet del Vietnam che in questo viaggio non ho mai usato, tantomeno tutto il materiale che avevo scaricato da Internet.
Serve avere un'idea generale del paese e poi approffittare dell'organizzazione locale che a prezzi convenienti ti offre tanto e di piu' per trasporti, alberghi ed escursioni.

Ritornando a Saigon l'ho girata un'ora in moto con autista simpatico per 3 dollari, girando tutto il centro con tanto traffico e luci delle insegne e addobbi natalizi che qui fanno impallidire i nostri molto più modesti.
Saigon e'una bella metropoli, seconda a nessun'altra grande citta'internazionale.
Ci sono albergoni lussuosi a iosa e palazzi dalle architetture piu' sbalorditive di Bangkok.
La cosa piu'sorprendente sono gli addobbi natalizi che tutti gli alberghi, i grandi magazzini e molte boutique hanno messo in piedi per attirare e ingraziarsi la clientela.
Non ho mai visto niente di simile e la macchina fotografica e'impazzita.
Ci sono inoltre bellissimi palazzi stile coloniale per la municipalita', il teatro, il palazzo delle poste,belle piazze e perfino battelli ristorante enormi ancorati al fiume locale.
Ho incontrato una enorme boutique MILANO con tutti i nostrani stilisti.
Cosi'in tema casalingo ho cenato con un'ottima pizza margherita e birra Tiger tanto per riassaporare la nostra cucina dopo tre settimane di pausa.
A Saigon fa caldo umido (sui 30 gradi) pero' c'e'una piacevola brezza che rende il clima sopportabile.
Lascio il mio enorme zaino e lo zainetto medio con tutti i regali nell'albergo locale dove tornero' domani sera e giro con uno zainetto con poche cose necessarie per due giorni di escursione.
Ultima follia: non ho resistito ad una sartoria vicina ed ho ordinato altre due camicie in seta da una signora gentile che parlava un ottimo francese.
Sono riuscito a spuntare gli stessi prezzi di Hoi An anche se la signora ha fatto grande resistenza.
Inoltre 5 cravatte di seta sul cui prezzo devo ancora concordare domenica mattina prima di avviarmi all'aereoporto di Saigon.
Ora vado a far colazione prima della partenza per il delta Mekong.
Buon fine settimana a tutti

14.12.06

CIAO MUI NE, ARRIVO A SAIGON










Ciao a tutti
purtroppo oggi alle 13.30 prendo il pullman che mi portera'in serata a Saigon.
Lascio con molto dispiacere questo posto da incanto e sono estremamente pentito d'aver programmato 5 giorni a Phuket anziche' prolungare la mia permanenza in Vietnam.
Purtroppo sono stato indotto in errore da alcuni forum che segnalavano brutto tempo in Vietnam intorno a Natale mentre a Phuket dovrebbe far bel tempo.
Magari trovero' la pioggia proprio li, spero di no.
Il mio resort e' estremamente rilassante, ho reincontrato stamattina le tre ragazze israeliane di Nazareth che prenderanno il mio stesso pullman per Saigon.
Ci stiamo rincorrendo per tutto il paese.
A Mui Ne non sono riuscito a star fermo se non per poche ore, come al solito.
Sono andato in giro in moto con driver alla scoperta delle localita'vicine.
Ieri sono andato ad ammirare le dune di sabbia gialla ed il canyon rosso.
Incredibile che in questo Vietnam pieno d'acqua ci siano anche posti simili, molto suggestivi.
Sono entrato in casa di una famiglia ed ho visto come vivono: case spaziose, mobili di legno massiccio un po kitsch, amache per rilassarsi, tv,ecc...
La parte piu' interessante e'quella dei pescatori che si alternano con le loro abitazioni ed imbarcazioni agli hotel, resort, bar e ristoranti.
All'interno ci sono tante altre case che qui costano parecchio, anche 200.000 dollari se vicine alla spiaggia.
Ieri sera ho cenato con un gallese che vive a Saigon per un'organizzazione che addestra insegnanti locali.
Mi ha raccontato cose interessanti di questo paese, per esempio il fatto che c'e' tanta corruzione per cui ad esempio se vuoi essere assunto in qualsiasi ditta devi pagare cifre spropositate che puoi recuperare solo dopo anni di lavoro.
Ho bevuto il famoso vino rosso di Dalat che e' veramente buono e adesso vado in spiaggia a godermi le ultime ore di questo paradiso prima del caos di Saigon

12.12.06

MUI NE -diciasettesimo giorno











Ciao a tutti
sono arrivato a Mui ne verso mezzogiorno dopo 5 ore di pullman passate conversando piacevolmente con Claire, una simpatica australiana di Brisbane, in viaggio post laurea in Storia con le mie stesse date in arrivo e partenza.
Durante il viaggio abbiamo visto strani paesaggi, un'alternanza di risaie verdi ed altre secche, un sacco di tombe sparse in collina per chilometri e chilometri e addirittura dune di sabbia gialla in prossimita' di Mui Ne, considerata la piu'bella spiaggia del Vietnam, molto diversa della piu' celebre Nha Trang che e'una vera citta'di mare con lunghissimo litorale e spiaggia adiacente.
Abbiamo pranzato e cenato assieme, poi lei stanca e'andata a dormire ed io sono passato a Internet.
Questo pomeriggio anziche'rilassarmi in spiaggia ho fatto una lunga passeggiata dal nostro bel resort, con giardino esotico e camere a pianterreno prospicenti la spiaggia (la mia di prima fila costa 12 dollari con sconto).
Sono passato attraverso un villaggio di pescatori intenti nel loro lavoro, un rimessaggio di imbarcazioni locali, ho scattato un centinaio di foto molto intriganti di vita lavorativa dei locali fra cui molte donne impegnate a dividere e pulire pesce e frutta di mare.
Quella parte di spiaggia e'piuttosto sporca e piena di conchiglie di ogni tipo, di pesci morti anche di una certa stazza e di rifiuti vari portati dal mare.
La citta' che si intravede dal mio resort in pratica e'una serie di case in collina senza alcun centro o piazza, sicche' il poveretto che alla fine si e'offerto di portarmi in giro in moto ha dovuto subire i miei rimbrotti perche' abbiamo girato tutta la zona senza trovare la citta' che si vede ma non esiste.
In compenso ho scoperto che dall'altra parte ci sono resort di lusso con giardini favolosi e stanno preparando gli addobbi natalizi molto fantasiosi e colorati con tanti alberi di Natale, luminarie di ogni tipo e perfino presepi.
In spiaggia a piedi scalzi sono montato sopra un piccolo riccio nascosto dalla sabbia che e'riuscito a infilzarmi un piede con i suoi aculei.
Cosi'mezzo zoppo e sofferente ho dovuto farmi soccorrere da un posto di assistenza sanitaria dove un gentile dottore e assistente mi hanno tolto la spina che si era conficcata piuttosto profondamente.
Mi hanno spillato 7 dollari ma ne valeva la pena, altrimenti avrei rischiato un'infezione o l'immobilizzazione per qualche tempo.
Rientrato alla fine in moto mi son rilassato in spiaggia per assistere al tramonto assieme a Claire.
Domani mi sono imposto di non muovermi e di riposarmi in questa pace totale prima di affrontare il caos di Saigon che cmq conto di evitare per andare subito in escursione nel delta del Mekong

ISOLE DI NHA TRANG

Ciao a tutti
dopo la prima entusiasmante escursione a quattro isole in faccia a Nha Trang, il divertimento con l'ottima organizzazione e la bella compagnia, ho rilanciato per un secondo tour ad altre tre isole vicine.
Il gruppo era piccolo, la guida un ragazzo piuttosto addormentato, ma le isole belle e piacevoli.
Nella prima c'era un povero elefante femmina di 25 anni legato per far le foto a pagamento con i turisti, una decina di enormi struzzi dentro un recinto, ai quali si offrono rami di vegetali per altre foto ed infine una trentina di antilopi dentro un recinto.
Il mare era bello, la giornata pure, ma abbiamo avuto poche occasioni per fare il bagno, tranne nella seconda isola che aveva una spiaggia molto invitante, ma ci hanno condotto ad una vicina cascata d'acqua non altissima dove ci siamo bagnati e fotografati nella pozza d'acqua prospicente.
Abbiamo pranzato nella medesima isola, piuttosto malino e siamo partiti per l'ultima meta:
l'isola delle scimmie, dove vivono, portate dai russi per test di medicina, circa 1000 scimmie di tre diverse razze e quattro gruppi ognuno dei quali dominato da un re, il maschio piu' forte con delle palle grandi quasi come quelle dei tori ed atte a propagare la specie con le femmine che si concedono solo a loro.
Il re se ne fa fuori circa 45 al giorno e impedisce agli altri maschi di avvicinarle.
Cosi' i poverini sono costretti a battagliare tutto il giorno e prepararsi a combattere il re che dura in carica circa un anno, per sperare anche loro di soddisfare le loro brame.
Le scimmie vivono circa 25 anni e sono protette da un'istituzione locale.
Alla fine ho fatto il bagno nella spiaggia davanti all'imbarcazione che ci ha riportato a Nha Trang.
Ho fatto amicizia con una bella e simpatica coppia spagnola di Pamplona, Ignacio e......non ricordo il nome della gentile sua consorte che poverina e'stata attaccata da un cavallo imbizzarrito proprio alla fine dello show con le scimmie (triste spettacolo in cui le poverine, vestite da umani si cimentano in alcuni esercizi da circo).
Spero che la simpatica amica stia bene, si sia ripresa, faccia un bel viaggio con suo marito nel nord del Vietnam, approffittando dei tanti consigli che ho loro elargito.
Intanto e'in arrivo un altro tifone dalle Filippine, che dovrebbe scatenarsi forse domani nel centro del Vietnam e dirigersi verso nord.
Fortunatamente tra pochi minuti parto verso la spiaggia di Mui Ne, vicino a Saigon ultima tappa.
A presto

11.12.06

ISOLE DI NHA TRANG -Sedicesimo giorno



























Ciao a tutti
che bella e pazzesca escursione ieri in barca a4 isole in faccia a Nha Trang.
Eravamo un bel gruppo internazionale: svedesi, finlandesi, francesi, australiani, tedeschi, vietnamiti ed il pezzo forte, l'italiano rappresentato dal sottoscritto.
Prima tappa a fare snorkeling alla barriera corallina della prima isola: tanti pesci colorati, coralli,ecc..
Seconda isola, bagno in spiaggia e giro a piedi dell'isola.
Pranzo ricchissimo in barca seguito da un'ora pazzesca di happy hour.
Lo staff composto da 4 ragazzi vietnamiti simpatici ci ha fatto cantare per nazionalita' Fra Martino campanaro in tutte le lingue e poi ci hanno fatto un bel concerto con pezzi internazionali e altri vietnamiti.
Alla fine tutti in acqua a bere un cocktail alcolico fatto di vodka di riso, succo di ananas e lime.
Eravamo ancorati ad un bar galleggiante ciascuno dentro un grosso salvagente per non farci trascinare via dalla corrente.
Abbiamo bevuto tutti da pazzi ed alla fine eravamo tutti ciucchi.
Quindi visita al bel acquario nella prossima isola, dentro uno strano palazzo kitsch con tante vasche con dentro enormi tartarughe marine, murene, squali, cernie, tonni e altri pesci asiatici.
Ultima tappa in un'altra isola dopo ci siamo rilassati in spiaggia a smaltire l'alcol che ancora faceva effetto.
Stamattina sarei dovuto partire per Mui Ne, l'altra bella localita'marina a circa 4 ore di pullman da Nha Trang, invece ho deciso di prolungare la mia permanenza a Nha Trang per ripetere un'altra escursione in giornata ad altre 4 isole dove spero di divertirmi come ieri.
Ieri sera, dopo il solito rilassante massaggio e sauna a vapore, cena a base di pesce e frutta di mare, passeggiata rilassante lungo il mare ad ammirare i locali che festeggiavano la domenica, sono stato invitato da 4 vietnamiti che nel parco bevevano, cantavano e suonavano la chitarra.
Mi sono esibito con successo nei seguenti pezzi forti: Imagine di John Lennon, Marina, Bella Ciao,Azzurro, Volare, Quando quando quando che sono le canzoni italiane piu' famose all'estero e per concludere la serata sono andato a ballare in discoteca.
La prima era piena di ventenni, eleganti e scatenati con pezzi di musica rock internazionale attuali, piu' qualche bel pezzo ritmico vietnamita.
Dopo un'oretta mi son fatto portare nel miglior locale sul lungomare, il Sailing Club, direttamente in spiaggia, in un ambiente raffinato con poltrone sotto le stelle e pista da ballo retrostante.
Il disk jockey inglese metteva pezzi imballabili e come al solito son dovuto intervenire per fargli ...cambiar musica.
Ehi ragazzo se sei venuto fin quaggiu' per mettere 'ste schifezze potevi anche startene a casa tua.
Aveva funzionato a Ibiza al famoso Pacha ed ha funzionato anche qui.
Il tipo irritato, al quale ho fatto notare che nessuno ballava e che quella musica poteva ascoltarsela nella sua camera d'albergo senza rompere i cosidetti a noi clienti, ha tirato fuori le migliori hit internazionali e tutti hanno cominciato a ballare.
Saranno passati un paio d'anni da quando non ballavo in discoteca, dopo una trentina d'anni di frequentazioni settimanali.
Ho fatto subito amicizia con due gnocche vietnamite e ci siamo scatenati in pista fino alle tre del mattino.
Ho tirato fuori tutto il mio repertorio di una vita, dallo shake scatenato, al ballo sexy della cintura cubano con tanto di rotazioni del bacino che hanno un po' scandalizzato i locali che pero' han finito per copiarmi, la samba brasiliana, il mambo rock che ho insegnato alle due vietnamite con gran loro divertimento e perfino un vecchio twist.
Son tornato in riscio' al mio albergo verso le 3 del mattino per rialzarmi alle sette.
Ora dopo colazione, parto per l'escursione di cui vi raccontero' stasera.
Buona settimana.
Qui e'un po' nuvoloso ma il sole si fa vivo spesso, ieri mi sono abbronzato alla grande e meno male che ho messo la crema protettiva fattore trenta, altrimenti mi sarei bruciato.
La temperatura e' sui 30 gradi, ventilato e ogni tanto vien giu' una pioggerella ristoratrice che tutti prendono volentieri addosso per rinfrescarsi.
Buona settimana lavorativa a chi sta in ufficio.
Ho visto che l'Inter e' in testa con forte distacco, secondo scudetto in vista , questa volta meritatissimo

9.12.06

FOTO DI NHA TRANG





















FOTO DI MY SON E MUSEO CHAM

















FOTO DI MARBLE MOUNTAINS E CHINA BEACH
















NHA TRANG -sedicesimo giorno

Ciao a tutti
Nha Trang si sta rivelando una bella sorpresa, nonostante le critiche di molti che la ritengono una citta' balneare troppo turistica.
Ha una lunghissima spiaggia che ricorda quelle di Rio de Janeiro, un bel lungomare e tante isole davanti che spero di visitare nei prossimi giorni, tempo permettendo perche' stasera si e' rimesso a piovere dopo una bellissima giornata di sole.
Ho trovato un ottimo albergo di buona qualita' che per 12 dollari mi ha dato una bella camera spaziosa e soleggiata con vista sulla citta' e mare, al settimo ed ultimo piano.
Dopo una breve passeggiata sul lungomare ed una capatina in spiaggia ancora deserta, ho noleggiato una bicicletta per 2 dollari per l`intera giornata e mi son fatto tutto il lungomare, scoprendo angoli deliziosi, con ottime strutture balneari, bei ristoranti, giardini, parchi e nella parte nord un porto di strane imbarcazioni tutte colorate in azzurro e rosso che sembrano piu' abitazioni galleggianti che barche da pesca.
Piu' avanti c'e'un promontorio con una baia delimitata da belle rocce rotonde che ricordano quelle della costa smeralda sarda.
C'e' un bel edificio in legno stile pagoda con un bel giardino ed all'interno statue, foto con sottofondo musicale romantico.
Infatti ho incontrato una coppia di sposi eleganti che si facevano fare le foto del matrimonio.
Ho fatto amicizia piu'in la con tre studenti che seduti all'ombra delle palme mi hanno offerto mango e pezzi di canna da zucchero.
Poi ho avuto una botta di fortuna incredibile: casualmente mi son fermato in un ristorantino modesto, dove ho incontrato un vietnamita che vive a Londra e che avevo gia'incontrato nel mio albergo a Hue.
Cosi' con il suo consiglio ho pranzato divinamente provando una ottima specialita locale a base di pesce, verdura e frutta di mare che viene cotta in una pentola che ti portano sul tavolo.
Bisogna introdurre i vari componenti e aspettare una decina di minuti prima di assaggiare il tutto in piatto separato, intingendo i pezzi in varie salse alquanto piccanti e bevendo il brodo con noodles saporiti.
Una scorpacciata di gamberetti, granchi ed altri pesci che non conosco.
Il pomeriggio sono rientrato in albergo perche' sentivo la stanchezza del caldo e della nottata in bianco in pullman.
Mi son fatto una dormita di un paio d'ore nella mia bella camera con aria condizionata e poi sono passato al vicino ufficio postale per inviare un secondo pacco via nave e sbarazzarmi dei troppi acquisti che mi rendono difficile il viaggio.
Ho dovuto scrivere il mio indirizzo una decina di volte, riempiendo vari moduli (la famosa burocrazia dei paesi comunisti) e pagare circa 20 euro per un pacco di 7 chili che arrivera in Italia fra tre mesi ma che mi permettera' di evitare il sovrapprezzo per peso eccessivo nei prossimi voli con le compagnie low cost che approffittano in tali occasioni per rifarsi del basso costo del volo.
Alla fine sono andato a farmi fare un ottimo massaggio in un grande albergo e poi a cena in un altro ristorante consigliatomi da un locale dove ho mangiato un'ottima insalata di frutta di mare.
Ora mi trovo in uno dei tantissimi Internet shop presi d'assalto dai ragazzi e addirittura bambini che vengono a giocare e passano infinite ore spendendo quattro soldi (15 centesimi di euro per un'ora).
Domani spero che il tempo torni bello dopo la pioggia serale perche' ho prenotato un'escursione in barca alle isole vicine con tanto di bagno e snorkeling.
Speriamo bene

MY SON `Quindicesimo giorno










Ciao a tutti
ero in dubbio se fare l'escursione a My Son dato che gli americani molto intelligentemente hanno distrutto 50 delle 70 torri Cham del grande impero che domino' il Vietnam fra il settimo ed il tredicesimo secolo D.C.
Erano induisti e provenivano dall'India con connessioni con le altre localita' archeologiche asiatiche, da Prambanang e Borobudur a Giava, Pagan in Birmania, Angkor Wat in Cambogia.
Invece il posto e' molto suggestivo, immerso nel verde fra belle montagne e boschi circostanti attraversati da fiumiciattoli.
Avendo visitato il museo Cham di Da Nang che raccoglie i pezzi migliori raccolti in tutto il paese e soprattutto a My Son che era un posto riservato a celebrazioni religiose.
Sono rimasti ancora circa 80.000 persone discendenti da tale civilta che continuano a celebrare i riti antichi con processioni nei templi piu'recenti.
Di ritorno a Hoi An abbiamo preso la barca, visitato un villaggio di artigiani del legno dove mi son dato al solito shopping, per arrivare dopo un paio d'ore nella bella Hoi An che si stava riprendendo dal mezzo allaggamento subito dopo i diluvi della settimana scorsa.
Dopo aver ritirato gli ultimi vestiti da Lilly, la mia sarta di fiducia, aver fatto un paio di numeri nel mercato adiacente dove ho scatenato l'ilarita' delle venditrici e clienti, proponendo di sposare una di loro e trovando un'ottima spalla in una di loro che ha messo di mezzo i soldi per giungere a tale scopo.
In serata ho preso a malincuore il pullman notturno per Nha Trang dove sono arrivato verso le sei di mattina, viaggiando per circa 12 ore e dormendo pochissimo, tra l'aria condizionata di cui in Asia son fanatici e le varie soste per ristoro, pipi' e cena.
Ho fatto amicizia con una simpatica coppia olandese che sta girando l'Asia e che piu' furbescamente del sottoscritto non prende alcuna escursione in loco, ma organizza tutto da se' spendendo meno e godendo le attrattive locali in modo personale, senza le attese, le visite dei negozi per procacciare le commissioni alle guide.
In ogni caso solo l'escursione di Sapa si e' rivelato un bidone mentre le altre sono state ottime, economiche e ben organizzate.

7.12.06

MARBLE MOUNTAINS,DANANG`quattordicesimo giorno














Ciao a tutti
oggi e'stata un'altra giornata pazzesca ma altrettanto intrigante.
Stamattina mi sono svegliato come al solito verso le 05.00, ho fatto un giro in centro assistendo alla colazione dei locali che si limitano ad un caffe' lungo, sigarette vendute sciolte e te verde a volonta' gratuito.
Sono andato al mercato delle stoffe per ordinare un altro completo in seta misto cotone, ancora piu'elegante, panciotto in fantasia grigio, camicia di seta bianca in fantasia e pantaloni in seta neri, per 500.000 dong cioe'25 euro circa.
Di ritorno in albergo mi aspettava impaziente Tum il massaggiatore conosciuto al mercato il giorno prima.
Con la sua moto abbiamo raggiunto in un'ora circa Marble Mountains: chi le perde merita che gli si spari nelle palle.
Si arriva in una cittadina insignificante con un sacco di laboratori negozio che lavorano e vendono oggetti in marmo locale, Budda giganteschi e leoni da qualche tonnellata, ma anche collane ed oggetti vari di cui ho fatto incetta come al solito.
Si inizia a salire una scalinata e si raggiungono vari templi, pagode, torri e grotte alte con tetti a cielo aperto e con preziose statue di Budda all'interno.
Dalla cima si vede Da Nang, terza o quarta citta' del paese, moderna, piacevole ma poco interessante ad eccezione dell'imperdibile museo della civilta' Cham che costitui' in passato un impero in Vietnam e paesi vicini.
Il museo e' estremamente ricco di statue in pietra grigia che raffiguarano divinita' induiste, bassorilievi, animali vari, interi pezzi di templi, la cui tecnica ed arte ricorda molto quella Maya del Messico e Guatemala.
Ho fotografato ogni singola statua mentre il povero Tum aspettava all'esterno.
Ritornando verso Hoi An ci siamo fermati a China Beach, lunga spiaggia di sabbia in un ambiente insolitamente secco con palme sofferenti per la mancanza d'acqua.
Finalmente una giornata di pieno sole, con pochissimi turisti, alcuni dei quali sono stati ripresi dai bagnini locali perche' si erano allontanati ed il mare poteva essere pericoloso.
Naturalmente ho fatto il bagno, prima in mutande e poi nudo finche' sono arrivati un paio di poliziotti che mi han fatto capire che non era il caso.
Ero alquanto alticcio dopo un pranzo a base di pesce in un ristorante sul mare a base di gamberoni e calamari alla griglia, avendo rinunciato a far fuori il povero pesce che nuotava nella sua vasca.
Tum e' praticamente un alcolizzato di birra, dato che ne fa fuori una decina per sera.
Gli ho concesso un paio mentre io mi son fatto fuori una bottiglietta di vodka locale con ghiaccio, lime e zucchero, la mia passione, simile al gin fizz, la caipirinha, il pisco sauer,ecc...
Tum ha fatto il furbetto in quanto mi hanno presentato un conto gonfiato di 160.000 dong, cioe' 10 dollari circa.
Era evidente che conosceva il proprietario e che si dividevano il conto gonfiato.
Semplicemente gli ho proposto di pagare il conto e dimezzare il suo compenso di 10 dollari per la giornata.
Ha abbozzato ed il conto e' calato del 50%.
Pertanto il rapporto si e' guastato ed in serata l'ho scaricato.
Non mi va di essere oggetto di speculazioni, anche se tutto sommato e' stata un'occasione unica con tre attrattive che mi sarei perso.
Me lo sono ritrovato al mercato delle stoffe dove la solita moglie lo ha cazziato alla grande e l'ha mandato con la coda fra le gambe a chiedermi scusa.
Cosi' ha rimediato altri 100.000 dong per l'ottimo massaggio di un'ora a casa sua mentre la moglie cunicana la cena e la figlioletta di 7 anni giocava tutto intorno a noi.
Infine sono andata a prenotare un open ticket per 16 dollari che mi permette di raggiungere prima Na Thrang, la piu' grande citta' balneare del paese con autobus notturno che prendero' domani sera alle 06.00 per arrivare a destinazione verso le 06.00 del mattino.
Da Na Thrang con lo stesso biglietto aperto potro' proseguire per Mui Ne, la Portofino vietnamita ed in prosecuzione Saigon, ultima meta del viaggio in questo splendido paese.
Oggi ho fatto talmente tante foto, ma sono troppo stanco per postarle.
Domani conto di ritornare a China Beach per rilassarmi tutto il giorno al mare e rientrare in serata ad Hoi An a prendere il mio pullman notturno per Nha Thrang

6.12.06

FOTO DINTORNI DI HOI AN















FOTO DI HOI AN CENTRO
























HOI AN - tredicesimo giorno

Ciao a tutti
finalmente la pioggia e` diminuita in mattinata e cessata nel pomeriggio, facendo riapparire il sole
....odo augelli far festa e la gallina ritornata sulla via che ripete il suo verso....
causa il maltempo le escursioni sono state sospese, ma come dice il mio maestro Osho
"ogni nuova occasione e' una nuova opportunita'"
insomma ho affitatto una bici per la modica cifra di un dollaro per tutto il giorno e viaaaaaaa!
La liberta' non ha prezzo, girare in gruppo puo' esser comodo perche' ti risparmi un sacco di noie ma vuoi mettere la gioia di andare all'avventura disegnando la tua giornata come viene, viene?
pedalando, pedalando (solo 4 km a est) passando una zona di fiumi e stagni, con certe ambientazioni intriganti, facendo una colazione a base di frutta esotica, montando per scherzo un buffalo, sono arrivato alla spiaggia un po' piu' in la', un po' deserta..... il mare finalmente anche senza sole e senza gente e' sempre affascinante!
Di ritorno nel centro storico ho sparato un centinaio forse piu' di foto splendide e sorpresa: ho incontrato Claus e Kim i simpatici canadesi e le stangone israeliane, il mondo e' piccolo per noi, troppo piccolinooooo
Ho fatto qualche numero dei miei comprando the best of Abba e ballando nel negozio di musica col sottofondo di Dancing Queen he avevo in testa dal karaoke di Cat Ba Island.
I vietnamiti hanno apprezzato ma erano troppo timidi per accodarsi.
Anche il mercato di periferia e' stato intrigante ed ho comprato le banane nane che mi strapiacciono ed il sticky rice da una vecchietta (una poltiglia di riso appiccicaticcia e saporita con spezie dentro foglie di banano).
Hoi An, a riprova che merita l'appellativo di seconda Venezia che forse nessuno le ha dato proprio perche' e' l'unica a meritarlo, aveva l'acqua alta in certe zone ed alcune case e quartieri erano raggiungibili solo in barca o camminando con l'acqua alle ginocchia.
Verso mezzogiorno sono ritornato al mercato dei tessuti per ritirare il mio completo estivo in seta e cotone per 20 dollari.
E' venuto cosi' bene che per 40 dollari ho ordinato un completo lana, cotone stile Armani da cerimonia (nel caso mi saltasse ancora in testa di sposarmi o almeno di partecipare alle nozze di qualche amico) che ritirero' domani.
Ero alquanto stravolto in quanto continuo a svegliarmi verso le 04.30 del mattino e nel pomeriggio crollo.
Le mie simpatiche sarte tra una misura ed un catalogo si sono prodigate per rimettermi in forma.
E' arrivato il marito di una di loro, massaggiatore di professione che mi ha portato a casa sua.
Te, doccia ed un massaggio che mi rimesso in forma.
Siccome e` anche barbiere, mi ha rasato quei quattro peli che mi erano cresciuti e visto che c'era mi ha pulito le orecchie con una decina di strumenti in ferro, varie strumentazioni elettriche e casco con luce in testa.
Insomma stasera sento meglio, non ero sordo, avevo solo troppo cerume che in mezzo mondo si fanno togliere, tranne che nella civilissima Europa.
Anche i peli del naso hanno fatto la loro fine, mancavano solo quelli del c....
Allora mi e' venuto in mente che era un po' di tempo che non pulivo i denti, detto fatto, Tum mi porta con la sua moto da un ottimo dentista giovane e colpo di culo devo aspettare in sala solo un cliente mentre dopo ne arrivano a decine che mi avranno mandato a quel paese dato che son rimasto dentro quasi un'ora, perche' dopo la ottima e sicura pulizia con strumenti sterili e dottore bardato da palombaro, gli ho chiesto se per caso poteva sbiancarmi anche i denti.
Naturale che si, per 1.100.000 dong (circa 70 dollari) pulizia e controllo incluso.
Il dentista di Cologno M. mi aveva sparato 500 euro senza la pulizia che da sola ne costa circa 100 di euro.
Mi hanno fatto le impronte con una pasta strana colorata e domani mi daranno un aggeggio che dovro' usare tutte le notti per una settimana circa, levandolo la mattina, mangiando regolarmente tranne bevande troppo calde o fredde.
Tum mi ha riportato al mercato per recuperare la bicicletta ed ha avuto la sfuriata della moglie che lo ha aspettato tutto quel tempo (le donne sono uguali dappertutto).
Per solidarieta' maschile ho arrotondato il mio esborso di 170.000 dong (10 dollari circa) ed ho accettato la proposta di farmi accompagnare da lui domattina alle Marbles Mountains, che sono a circa 20 km da Hoi An e che avevo perso con l'escursione sospesa.
Tum inoltre mi ha portato in un ottimo ristorante dove c'erano solo locali e dove ho cenato divinamente con insalata di frutta di mare abbondante e ottimo pesce alla griglia in foglie di banane, saporito ma alquanto speziato.
Sono rimasto male quando ho visto che in una delle vasche davanti al mio tavolo mancava uno dei due pesci giganti che nuotavano allegramente all'inizio della serata.
Se avessi saputo che l'avrebbero fatto fuori, avrei cambiato menu'.
Mi sono consolato con un lemon rum, ma non so se stanotte dormiro' bene.
Ho sulla coscienza quel povero pesce rosso!

5.12.06

FOTO DI HOI AN




























HOI AN - dodicesimo giorno

Ciao a tutti
mi stanno crescendo i funghi sotto le ascelle da tutta quest'acqua che sta scendendo
ciononostante son felice e son contento, ahahahah!!!
In tv si parla del ciclone che ha fatto tanti morti nelle Filippine e sta passando di qua.
Non mi spaventa, se deve venire l'aspetto, sara' una nuova avventura.
Intanto stamattina ho lasciato la vecchia capitale Hue ed in 4 ore di bus sono arrivato in quella che e` considerata la citta' piu' romantica del Vietnam: Hoi An
E' stata molto importante nei secoli scorsi, contemporanea di Malacca e Macao, un grande porto ricco e commerciale.
Come a Pisa il mare e`retrocesso causa i sedimenti del fiume e la citta' ha perso importanza commerciale, ma ha conservato l'ambientazione dell'epoca con le sue casette a due piani lungo il fiume e nelle vie adiacenti e con alcune meravigliose case dei ricchi mandarini e commercianti che sono un'attrazione turistica.
La citta' per lo piu' pedonale si e'specializzata in sartorie artigianali che invitano i turisti a scegliere la stoffa, il modello dai cataloghi internazionali e in un giorno l'abito e' pronto a prezzi molto convenienti.
Volevo farmi un abito in lana copiato da un bel modello di Armani a circa 60 dollari, ma ho desistito al momento per l'ingombro della giacca, quindi ho optato per pantaloni e camicia stile orientale in seta al costo di 20 dollari, che ritirero'domani pomeriggio.
Nel mondo ci sono innumerevoli citta' che si spacciano per copie di Venezia, dall`insignificante Suzhou cinese, la ridicola Venice di Los Angeles, la dignitosa Stoccolma, l`intrigante Amsterdam, ma a mio parere solo Hoi An puo' vantare questo merito, avendone il fascino e la bellezza.

Se volete passare una bella luna di miele, cenando a lume di candela in un bel ristorantino, mangiando le prelibate specialita`culinarie locali a base di pesce, aragosta inclusa e magari noleggiare una bicicletta e raggiungere dopo 4 km di bella campagna una spiaggia niente male,
fare un'escursione a My Son (strabombardata tanto per cambiare dai soliti americani) che non soddisfatti di aver fatto fuori il palazzo imperiale e la citta' proibita, si sono anche accaniti nei confronti delle bellle torri in terracotta dell'importante civilta' Cham
ed un'altra a Marble Mountains di cui vi raccontero' domani sera, non dovete far altro che venire ad Hoi An che vale anche il detto vedi Napoli e poi muori.
Hoi An vale Taormina, Capri, Bellagio, Santorini, Mikonos, ecc...
Le foto sono state fatte sotto una pioggia infernale con la macchinina per evitare di rovinare le preziose lenti Carl Zeiss dell'altra macchina che spero di usare domani, tempo permettendo.
Sara' veramente penoso lasciare Hoi An fra qualche giorno anche perche' credo che sia il top del viaggio e Saigon, Na Thrang, Mui Ne, il delta del Mekong e quant'altro non potranno reggere il confronto

4.12.06

HUE ` TOMBE IMPERIALI





























FOTO DI HUE -PALAZZO IMPERIALE/CITTADELLA


























HUE VECCHIA CAPITALE - decimo e undicesimo giorno

Ciao a tutti
Sono a Hue vecchia capitale del paese e martoriata durante l`ultima guerra dagli americani che durante l`offensiva del Tet (festival lunare che corrisponde al loro capodanno)hanno distrutto il 90% della cittadella, ossia del palazzo imperiale nel quale avevano vissuto varie dinastie imperiali dal 1300 circa, quando i vietnamiti si sono liberati dalla dominazione millenaria dei cinesi fino al 1802 con l`arrivo dei francesi che se ne andarono solo nel 1954 a seguito della sconfitta militare subita nella battaglia di Dien Bien Phu.
L`ultima dinastia imperiale fu quella degli Nguyen che ebbe 13 imperatori.
Di questi Hue conserva le impressionanti tombe imperiali che si possono ammirare lungo il fiume locale, vari palazzi che ricordano le tradizioni dei faraoni d`Egitto che si facevano costruire tombe e piramidi per sopravvivere alla morte e passare nel mondo dei defunti in previsione di una rinascita.
Il penultimo imperatore fu un playboy che visse piu` in Francia che in Vietnam, non lascio` eredi perche` non fertile nonostante le centinaia di mogli ed amanti.
Cmq concesse che alcune mogli avessero figli da altri membri della famiglia imperiale per continuare la dinastia.
Mori` nel 1925 e si fece costruire la tomba pazzesca che vedrete nelle foto piu`avanti con la sua foto in evidenza.
Questo imperatore fu odiato dal popolo perche` non si interesso`mai della sorte del paese e fini` per fare il rammollito fra agi e vizi, una marionetta in mano ai francesi colonialisti.
Il successore Baodai, fu l`ultimo imperatore, anche lui poco amato dal popolo che pero`non si rese conto che in effetti cerco` di fare qualcosa, ma in epoca difficile, con i giapponesi che invasero il paese, cacciando i francesi.
Nel 1945 Baodai abdico` ai vietcong che imposero il regime comunista.
Si rifugio`all`estero e mori` nel 1995 a 83 anni.
Nella cittadella, vero palazzo imperiale, larga 14 km quadri, vissero tutti gli imperatori in una corte enorme e fastosa che l`Unesco ed il paese stesso stanno cercando di riportare all`antico splendore, essendo ora solo all`inizio.
Hue e`una citta` piacevole che niente ha a che fare con la maestosita` ed il caos della metropoli Hanoi nuova capitale.
Domattina parto per Hoi An, citta` romantica, sperando di non incontrare il ciclone che ha fatto centinaia di morti nelle Filippine e che sta arrivando in zona.
Oggi ha piovuto tutto il giorno, ma la temperatura e` piacevole.
Ho fatto l`escursione di tutta la giornata a visitare la Cittadella imperiale, le tombe palazzo degli ultimi imperatori, ritornando in battello al centro.

3.12.06

HUE - VIETNAM CENTRALE - decimo giorno

Ciao a tutti
dopo nove giorni trascorsi al nord, fra cui 2 ad Hanoi, 2 a Sapa, 3 ad Halong Bay, 1 a Ninh Binh ed uno alla Pagoda dei Profumi, stamattina ho preso il volo della Vietanm Airlines per Hue
antica capitale del paese, con un palazzo imperiale e cittadella della dinastia degli ultimi imperatori Nguyen di cui ammirerò domani in escursione le tombe gigantesche nell`escursione lungo il fiume dei Profumi.
Mi sono fatto consigliare dall`albergo di Hanoi che mi ha indirizzato ad un ottimo albergo a 3 stelle, nettamente superiore al loro e per lo stesso prezzo di 10 dollari al giorno.
La stanza e`veramente bella, con televisore, frigorifero rifornito di ogni bene, televisore satellitare, terrazzo, due comodi letti, mobili pregiati d`epoca e terrazzo panoramico.
Sono nella zona residenziale di Hue ad un paio di km dal centro storico e dal palazzo imperiale.
Ho preso un riscio/bicicletta per un`ora al costo di 2 dollari ed il tipo mi ha scarrozzato per tutta la citta`, cosi` ho potuto ammirare le cose principali seduto nel mio trono morbido, scattando decine di foto e facendomi un`idea del posto.
La citta` e`sicuramente meno caotica di Hanoi anche se i vietnamiti strombazzano continuamente sui loro motorini. C`e` un largo fiume che rinfresca il clima piuttosto caldo.
Ho prenotato un`escursione per l`indomani per vedere tutto quello che c`e` in zona al costo di 9 dollari, pranzo e guida parlante inglese includa.
Purtroppo ci sono da pagare 4 biglietti per le tre tombe e la cittadella che in tutto mi costeranno altri 11 dollari.
Stasera ho cenato lungo il fiume, in un ottimo ristorante provando la specialita` locale, una specie di crostino che contiene gamberetti e carne, si annaffia con una salsa a base di legumi e si mangia assieme all`insalata cruda.
Ho ordinato inoltre un piattone di insalata, pomodoro, aglio e cipolla.
Stasera se apro la bocca faccio svenire tutti.
Nel ristorante ho comprato ben dieci bei disegni su carta di riso.
Non riesco a controllarmi con lo shopping.
Stamattina tra zainone e zaino medio avevo 28 chili e sono partito con 14!!!
Adesso il problema e`: regalare qualcosa o pagare il sovrappeso nei voli low cost che non perdonano e lasciano 15 + 7 chili.
Il Vietnam continua ad entusiasmarmi, la gente e` veramente cordiale, il paese bello, il clima piacevole, ci sono tante cose da vedere e si spendono cifre ridicole per ogni cosa.
Se va avanti cosi` lo mettero` al primo posto nel Sud est asiatico prima di Birmania, Tailandia, Laos e Cambogia.
Forse l`ultimo paese e` quello che piace di piu` e pensare che quasi non volevo venirci!!!

CIAO HANOI











LA GROTTA E...















PAGODA DEI PROFUMI - foto













2.12.06

PAGODA DEI PROFUMI

Ciao a tutti
oggi ho fatto l`escursione alla Pagoda dei Profumi, praticamente un paesaggio abbastanza simile a quello di ieri di Ninh Binh, forse addirittura piu` bello e interessante in quanto, oltre alla visita di
di un tempio importante, ha incluso la navigazione in barca a 4 lungo un paesaggio ancora piu` intrigante di circa un`ora, arrivando alla base di una lunga scalinata che conduce alla cima della montagna con la Pagoda dei Profumi, contenuta in una grotta scoperta circa 1000 anni fa e divenuta un luogo sacro di preghiera per tutti i vietnamiti che vi accorrono in massa (fino a 400.000) persone durante il Tet, il festival lunare che celebra in febbraio l`anno nuovo.

Si rende omaggio ad una donna che si era rifiutata di sposare un principe ed era diventata monaca rifugiandosi in questa grotta, semplice ma che trasuda energia spirituale da tutti gli angoli.

Ho fatto amicizia con un altro gruppo di francesi e soprattutto con Jin Young Lim, una simpatica ragazza coreana di Seoul di 29 anni che sta viaggiano attraverso vari paesi del sud est asiatico in una lunga pausa di riflessione, a seguito di una crisi esistenziale che anch`io ho attraversato a quella eta`in cui si comincia a chiedere se si sta imboccando la strada giusta.

Cosi` dopo aver parlato per tutto il viaggio e la salita alla grotta dei profumi, abbiamo continuato la serata in un bel ristorante intimo dove abbiamo cenato assieme.
Peccato che Jin debba ripartire per la Cina ed io per Hue domattina, altrimenti sarebbe potuto venir fuori qualcosa di estremamente interessante dato che fra di noi c`era tantissimo feeling.

Il contatto rimane e se saran rose fioriranno.

VIETNAM IN FOTO VARIE SUL ROSA
























NINH BINH FOTO






















1.12.06

FOTO PARTICOLARI











































CAT BA ISLAND














FOTO DI HALONG BAY













BAC HA MARKET









FOTO DI SAPA





FOTO DI HANOI








NINH BINH settimo giorno

Ciao a tutti
oggi e` stato la volta dell`escursione a Ninh Binh a circa 100 km a sud di Hanoi
la particolarita` del posto include un sito con due templi antichi risalenti intorno all`anno mille,
ex palazzi reali e dedicati ai primi due re vietnamiti dopo la liberazione dall`occupazione cinese
in quella che fu la prima capitale del Vietnam prima che venisse trasferita ad Hanoi.

Sono due edifici bassi con stanze semibuie e suggestive perche` ricche di oggetti pregiati dell`epoca consistenti in altari con statue in legno rosso e laccato dedicate ai due ed ai lori figli.
Predomina il colore rosso scuro, le porcellane preziose con disegni azzurri su sfondo bianco, colonne istoriate e tetti di legno scolpito con figure religiose.

Dopo l`ottimo pranzo durante il quale ho reincontrato i miei due amici canadesi Ken e Claus ci siamo imbarcati a coppie a bordo di piccole imbarcazioni in legno in compagnie di due simpatiche donne locali di cui una addetta ai remi ed un`altra piu` giovane alla vendita di tovaglie e centritavola ricamati a mano.

Il posto e` veramente suggestivo e viene considerato la Baia di Halong di terra.
Infatti lungo il percorso ci sono catene di colline che ricordano i faraglioni e le isole della famosa baia, il tutto in un paesaggio verde e bucolico.

Ci sono decine di barche che vanno nei due sensi, quasi tutte condotte da donne che remano normalmente con le mani, mentre i pochi uomini usano remare con i piedi all`altezza del sedere in posizione seduta: un modo originale che ricorda quello del lago Inle birmano.

Ogni tanto bisogna accucciarsi perche` si incontrano delle basse grotte che sovrastano il fiume.
Il percorso dura un paio d`ore, una in andata ed una al ritorno.
L`altra persona in barca era un simpaticissimo trentenne di Seoul, Corea del Sud, agente navale che parlava un ottimo inglese americanizzato.
Abbiamo parlato per tutto il tempo dei rispettivi paesi , della vacanza e scherzato parecchio sugli incontri calcistici ai mondiali che ci hanno visto perdenti per ben due volte nel 1966 in Inghilterra e nello scandaloso incontro di Seoul del 2002, complice il disonesto arbitro colombiano Moreno che loro sostengono di non aver pagato!!!!.
Senza molto ritegno ho accusato la Corea di aver comprato la partita ed il ragazzo si e` messo a ridere e con la solita cortesia orientale ha chiesto scusa a nome del suo paese.
Ad uno dei tanti francesi in pullman ho dato una testata per pareggiare il conto con quella di Zidane a Matterazzi ed i transalpini hanno accettato lo scherzo ridendo di buon grado.

Abbiamo riso parecchio e ancor di piu` quando e` iniziato l`insistente tentativo della venditrice locale in barca di farci comprare i suoi prodotti.
Mi sono lasciato andare al solito cabaret triestino che mi viene instintivo e ho fatto divertire tutti, compresa la seria rematrice vietnamita.

Alla fine sono riuscito ad abbassare il prezzo del 60% consegnandole direttamente il portafoglio nel quale erano rimasti gli ultimi dong di cui conoscevo l'ammontare.
Praticamente le ho proposto di prendersi tutti i soldi che trovava dentro il mio portamonete.
Gli occhi le sono brillati ma quando ha realizzato il contenuto e` rimasta delusa .

Alla fine, in dirittura d'arrivo, ha ceduto a malincuore e mi e` dispiaciuto perche` ha 4 bambini di cui mi ha mostrato le foto, ma erano veramente gli ultimi soldi locali che avevo appresso.

Sono troppo sensibile agli acquisti che ritengo convenienti e finisco per riempirmi di oggetti anche belli che magari rimangono nei cassetti, se non trovano una destinazione piu` meritevole.

Il rientro a bordo del nostro pulmino con una ventina di persone, perlopiu` francesi, e` stato piuttosto interessante perche` accanto a me c`era una francese che vive a Ko Samui dove ha messo su un ristorante di lusso francese assieme al marito presente.

La famosa isola tailandese, meta di tanti turisti al pari di Pukhet , sta dall`altra parte della penisola che raggiunge la Malesia ed infine Singapore ed in questo periodo e` piovosa a differenza di Pukhet che gode belle giornate assolate.
Praticamente quando piove a Ko Samui e` bel tempo a Pukhet e viceversa, peccato che molti non conoscono questo scherzo della natura ed arrivano per le agognate vacanze nell'isola sbagliata, complici le agenzie che non si peritano di informare della differenza metereologica.

Ho approfittato per chiedere lumi alla francese sulle case in acquisto ed affitto della bella isola.
Praticamente un bel bungalow a ridosso della spiaggia costa la bellezza di circa 300.000 dollari, mentre all`interno ma anche a breve distanza si spende circa un terzo.
Per gli affitti: 300 euro al mese per il bungalow in spiaggia e circa 150 all`interno.
Inoltre si puo` avere un permesso annuale, dimostrando all`ambasciata ad esempio che si dispone di denaro per il proprio mantenimento o che si e` pensionati.

Tornati ad Hanoi per raggiungere l`albergo abbiamo trovato un traffico pazzesco costituito al 90% da motociclette di giovani che tornavano a casa dal lavoro ed alcuni nella provincia circostante alla fine della settimana lavorativa.
Se tutti avessero l`auto sarebbe praticamente impossibile circolare.

Ci sono motorini cinesi che costano 300 dollari, tante Honda giapponesi sui 2.000/3.000 dollari e perfino le nostre vespe guidate soprattutto da ragazze piuttosto eleganti.
Insomma anche in questo campo il nostro prodotto rappresenta uno status symbol di stile.

Alla fine dopo aver effettuato il cambio in un vicino albergo, per ricostituire le mie scorte di dong vietnamiti, sono andato a cena nel medesimo locale della sera precedente (tavolini bassi d`asilo sui marciapiedi all`angolo di due strade) dove ho incontrato le due olandesi bionde e alte oltre 1,85 m. che avevo conosciuto in mattinata nella hall del mio albergo.

Quest'anno c'e` una inflazione di stangone , dopo le tre israeliane incontrate a Sapa che erano ancora piu alte.
Le due olandesi avevano girato per 4 mesi il sud est asiatico ed a mio parere erano anche rimaste a corto di soldi dato che si informavano nel dettaglio sui prezzi ridicoli (costo di 1, 25 euro per un`ottima cena e birra grande inclusa).

Domattina faro` l`ultima escursione al nord, prima del volo domenicale a Hue, alla pagoda dei profumi a circa 60 km da Hanoi che dovrebbe somigliare parecchio a quella odierna, ma per i particolari rimando a domani sera.

Buon week-end a tutti voi che vi state accingendo a terminare la settimana lavorativa.
Oggi faceva freddino, sotto i 20 gradi, cielo grigio ma non ha piovuto.
Mi manca il sole e spero di ritrovarlo a breve

30.11.06

HANOI una serata particolare



Ciao a tutti
stasera sono uscito in cerca di una clinica dentaria per farmi la pulizia ai denti per 5 dollari
come da informazione ricevuta nel mio hotel dal solito receptionist Thu che si prodiga di consigli per farmi sentire a mio agio e non farmi mancare niente, inclusa l`assegnazione della camera migliore e tranquilla all`ultimo piano con tanto di terrazzo panoramico.
Purtroppo la dentista era gia`uscita ed in un`altra clinica incontrata, il dottore si e` rifiutato perche` non capiva l`inglese.
Riprovero` piu`avanti.
Mi sono accomodato per la cena in uno dei tavolini bassi sul marciapede pieno di gente locale, segno che si mangia bene.
Il gruppo accanto non ha gradito molto perche`mi hanno fatto capire che attendevano altre persone, poi dietro mia insistenza hanno desistito.
Ho mangiato una delle migliori cene della mia permanenza, tanta verdura fresca di cui sentivo tanto la mancanza e che non dovrei mangiare, ma tanto sono vacinato contro l`epatite A e poi ho visto altri turisti che la mangiano tranquillamente.
Poi il piatto forte e` stato a base di noodles fritti, verdura cotta e carne di bue, uno dei miei piatti preferiti, completo e gustoso, piu` la birra Tiger il tutto per 36000 dong, praticamente meno di 2 euro.
La sorpresa e` cominciata quando la persona piu` anziana del gruppo,vedendomi mangiare con tanta avidita` e gusto la verdura, mi ha offerto anche la sua che ho accettato ben volentieri.
Cosi` e`iniziata la serata delle sorprese e dell`amicizia.
E` arrivato un bel mazzo di fiori che hanno tenuto nascosto e subito dopo una bellissima ragazza che si e` seduta di fronte a me.
Parlava inglese, cosi` e` venuto fuori che festeggiavano il suo 28 compleanno, assieme ai genitori, al marito, cugini e amici.
Durante la cena mi hanno offerto il vino di riso che sorseggiavano tra un boccone e l`altro brindando alla salute della festeggiata.
Naturalmente mi hanno invitato a berlo e appena ne bevevo un sorso il padre della festeggiata ricolmava il bicchierino di questo liquore secco, piuttosto forte, somigliante alla nostra grappa.
Alla fine della cena, pagato il conto ho detto che sarei ritornato con una sorpresa subito dopo.
Sono andato nel mio albergo che era a due passi ed ho preso un regalino(un braccialetto in pietra) e la macchina fotografica.
L`ho offerto alla festeggiata come personale regalo di compleanno non prima di inciampare con la scarpa sul tavolino e ribaltarlo con tutti i piatti ed i bicchieri sopra, scatenando l`ilarita`generale.
Invece di essere arrabbiati erano tutti molto divertiti al punto di invitarmi ad un`altra festa presso il caffe` Serenade.
Prima di partire un francese che era in compagnia di una bella vietnamita si e` offerto di farci la foto, dicendomi che la meritavo perche` ero una bravissima persona.
Ho capito che apprezzava il fatto che ero stato gentile con la ragazza festeggiata offrendole il regalo , dato che anche lui era in coppia con una locale.

Il marito della festeggiata si e`offerto di accompagnarmi con la sua moto mentre la moglie arrivava a bordo di un`altra guidata dal cugino.
Sorpresa delle sorprese, siamo arrivati, dal centro storico popolare alla zona residenziale piu`esclusiva, accanto all`albergo coloniale Metropol, l`Opera House e l`Hilton.
Era un bar elegantissimo con una pianista tanto bella che brava che allietava la serata suonando pezzi classici ed altri di musica moderna con uno stile particolare da grande artista.
Il gruppo era composto da trentenni della borghesia locale, vestiti all`ultima moda, stile italiano, tutti professionisti importanti, dal marito della festeggiata, professore universitario di tecnologia dell`automazione, un architetto donna bella ed elegante, due altri insegnanti e la coppia reale, padroni di casa, lei di grande classe, seduta accanto a me ed il marito con baffetti.
Bella gente, elegante e con facce aristocratiche che sembravano piu` europei che asiatici.
Abbiamo discusso di varie cose, dell`Italia che loro tutti apprezzano molto conoscendo la nostra cucina, la moda, i nostri campioni mondiali di calcio che conoscono meglio di me e naturalmente la Ferrari.
Insomma anche quaggiu`siamo sempre piu` apprezzati che in casa nostra, come al solito mi capita di osservare viaggiando all`estero.
E`stata una serata molto piacevole anche se mi sentivo un po` un pesce fuori d`acqua per l`eta`rispetto a loro e per l`eleganza del locale sofisticato che non e`il genere che frequento anche se so pare la mia "porca figura".
Alla fine mi hanno abbracciato tutti con calore, mi hanno dato il loro biglietto da visita che qui conta molto e che tutti hanno, si sono raccomandati di rivolgersi a loro in caso di bisogno, mi hanno offerto un ottimo gelato all`italiana di mia scelta mentre loro bevevano cocktail e cappuccino ed alla fine mi hanno pagato il taxi per tornare all`albergo.
Della serie: se hai la faccia tosta e sei gentile, generoso e socievole, le porte del paradiso si spalancano.
E pensare che credevo di passare una serata alquanto noiosa perche` oggi con rincrescimento ho lasciato il gruppo con il quale ho trascorso tre bellissime giornate nella baia di Halong!!!!

HALONG BAY meraviglia mondiale

Ciao a tutti
sono appena ritornato dall`escursione eccellente di Halong Bay
che devo mettere nella lista dei primi tre posti belli al mondo finora visitati
e`una scena mozzafiato: migliaia di faraglioni e isole, alcune delle quali di roccia pura
ed altre ricoperte di verde, imbarcazioni molto suggestive (giunchi in legno), case galleggianti
grotte enormi ed illuminate con luci colorate ed una bella isola dove abbiamo soggiornato e fatto un trekking nel parco nazionale locale percorrendo un sentiero facile in mezzo al bosco e raggiungendo la cima di una montagna dalla quale si poteva ammirare il paesaggio.
Ci sono tre belle spiagge che si raggiungono percorrendo dei pontili collegati alle rocce e la citta` stessa e` molto carina con un grande porto di pescherecci e case galleggianti.
Naturalmente sono stato l`unico a fare il bagno, dato che il sole e` apparso solo un`oretta.
La temperatura era cmq piacevole e l`acqua calda sui 22 gradi.
Sono molto attrezzati, belle case, alberghi e posti di intrattenimento.
Eravamo un gruppo molto affiatato e piccolo composto da Claus un canadese di 67 anni che vive in Birmania assieme alla giovane moglie, Ken un suo amico (tipo Easy Rider in motocicletta) di Seattel.
Ionni, una simpatica ragazza svizzera con madre nigeriana, multilingue, sportiva, di 28 anni che sta girando l`Asia per qualche mese per prendersi una pausa dal lavoro, Swan un`insegnante d`inglese di Singapore e Being Phing una dolce ingegnera elettronica di Singapore.
Ieri sera abbiamo avuto la nostra serata pazza in un Karaoke vicino dove mi sono esibito per la prima volta cantando la canzone Imagine di John Lennon, ricevendo calorosi applausi.
In barca si mangiava molto bene, avevamo il terrazzo con le sedie a sdraio tutto a nostra disposizione per ammirare il panorama incantevole e buone cuccette con bagno privato.
Anche l`albergo dell`isola era ottimo.
Questa mattina dopo colazione ci siamo imbarcati nuovamente a bordo del nostro giunco per il viaggio di ritorno dall`isola verso Halong City dove abbiamo pranzato prima di riprendere il nostro pulmino che in tre ore ci ha riportato ad Hanoi.
Abbiamo seguito un itinerario diverso rispetto a quello di andata, altrettanto suggestivo e ci siamo fermati per girare in canoa in coppia, facendo il giro di alcuni faraglioni e baie.
Il Vietnam continua a sorprendermi sempre di piu`: non e` assolutamente quel paese di serie B che pensavo, ma una meta di tutto rispetto, non seconda a nessun altro paese asiatico.
Domani faro` un`altra bella escursione a Ninh Binh, la Halong bay di terra, ma ne riparlero` domani sera e spero di riuscire a postare alcune foto delle centinaia che ho scattato (circa 500 con la macchina nuova dopo aver eliminato molte altre e circa 150 con la vecchia macchina).
Purtroppo inserire le foto mi fa perdere molto tempo che mi sembra di sprecare, cosi` mi riservo di farlo piu` avanti col tempo.
Per intanto saluti a tutti, particolarmente a mia figlia Marina

28.11.06

HALONG BAY, quarto, quinto e sesto giorno

Ciao a tutti
sto per partire per l`escursione di 3 giorni nella celebre baia di Halong
a circa 100 km ad est di Hanoi.
Dopo un viaggio di circa 2/3 ore dovremmo pranzare al porto prima di imbarcarci
su un caratteristico giunco con il quale percorreremo la baia, incontrando le tante
isole con grotte e soprattutto i numerosi faraglioni che danno vita ad uno spettacolo
unico al mondo.
Infatti il posto e` stato dichiarato patrimonio dell`umanita`da parte dell`Unesco e
considerato una delle meraviglie del pianeta.
Tempo permettendo faremo anche il bagno e potremo usare il kayak in giro per le
isolette.
Ci aspetta poi la bella isola di Cat Ba, la maggiore dove pernotteremo la seconda sera.
Dovremmo fare un trekking nel parco nazionale dell`isola, considerato uno dei piu` belli
del Vietnam e poi visitare il resto dell`isola o fermarci in spiaggia.
L`ultimo giorno riprenderemo il nostro giunco per una seconda escursione con visita ad
altre grotte, isole e villaggi locali.
Quindi ritorniamo ad Halong City dove ci aspetta il pullman per il ritorno nel tardo pomeriggio di giovedi`ad Hanoi.
Non so se trovero`una postazione Internet in questi giorni, spero di si dato che ci sono dappertutto.
Purtroppo stamattina, facendo colazione, una coppia malese mi ha informato che due settimane fa nella medesima baia e` arrivato un tifone, fuori stagione, ed ha affondato molte imbarcazioni.
Speriamo bene.
Stamattina fa ancora caldo ma il cielo e` grigio, spero di ritrovare il sole nella baia.
Ieri sera ho comprato la crema di protezione 35.......
Lascio il mio enorme zaino nell`albergo MY KINH di Hanoi, 72/74 Hang Buom Street, Hanoi
nel quale sto soggiornando e nel quale tornero` giovedi sera per fermarmi 3 notti ancora prima del volo per Hue di domenica mattina, ore 06.30 con una levataccia che vi lascio immaginare.
Nei due giorni restanti ad Hanoi faro` due altre escursioni in zona:
la prima a Ninh Binh che e` una Halong Bay di terra e l`altra sul fiume dei profumi.
Mi chiamano, ciao a tutti

27.11.06

HANOI ` Quarto giorno





Ciao a tutti
ieri sera in treno ci siamo sbellicati dalle risa fino a star male.
Nel nostro scompartimento di quattro cuccette, assieme ad una bellissima irlandese dai capelli rossi simpaticissima ed una coppia della mia eta` di Singapore, abbiamo passato un paio di ore a raccontarci aneddoti buffi dei nostri precedenti viaggi e anche di recenti bidoni.

Per esempio la povera irlandese aveva preso la fregatura da una disonesta agenzia che le aveva succhiato la bellezza di 130 dollari dandole solo il servizio trasporto e albergo a Sapa.
La poveretta non aveva potuto partecipare ad alcuna escursione in loco per incomprensioni varie
ma anch`io nonostante la mia esperienza ho subito un mezzo imbroglio, avendo pagato un`escursione di tre giorni, ma rimanendo a Sapa solo due.
Pertanto stamattina mi son fatto rimborsare la differenza in contante.
Oggi sono rimasto a riposarmi ad Hanoi, la mattinata trascorsa in Internet a cercare piu` volte di postare le foto e riuscendoci solo dopo svariati tentativi.
Non capisco se sia la linea o il computer alquanto vecchio.
Poi mi son fatto una dormitina, un buon pranzetto e shopppppping!
Ho comprato un grande zaino per non far scoppiare piu`quello che mi ero portato appresso.
Ho dato il mio contributo a tutta una serie di venditori ambulanti da cui si e`assaliti continuamente, anche se sono gentili e non insistono.
Finalmente il centesimo lustrascarpe l`ha avuta vinta ed ho partecipato alla cerimonia, con lucidatura, spazzolatura, suola interna profumata e perfino un po`di silicone su qualche giuntura.
Poi due berrettini con la bandiera vietnamita (stella gialla in campo rosso) da una ragazzina dolce, due paia di calze da una vecchietta, due mutande da una signora gentile ed un giro di biciriscio` che e` stato un grande piacere perche` seduto come un re sul trono, con la brezza in faccia (oggi faceva proprio caldo, da tre docce in albergo), sono passato per la zona ricca ed elegante di Hanoi: una sorpresa incredibile.
C`eun albergo coloniale bianco (il Metropol), l`Opera House, l`Hilton di una bellezza ed eleganza che non ha riscontri in altri paesi.
Son passato anche davanti all`ambasciata italiana, una casetta modesta con giardino nella zona anzidetta.
Mi son fatto fotografare sul riscio` dallo stesso autista e per un pelo non mi sono ribaltato perche` non c`era il suo contrappeso, proprio davanti ad una fila di riscio` i cui guidatori son scoppiati a ridere.
Ho cenato ottimamente in compagnia di due austriache di Salisburgo, rinfrescando il mio tedesco e approffitando del fatto che una di loro era di origine vietnamita, cosi` mi ha consigliato un ottimo piatto con noodles, verdure e carne che era una delizia, piu` l`ottima birra di Hanoi per 1 euro in tutto!!! Naturalmente in un ristorantino sul marciapiede che in tutta Asia e` ad uso esclusivo dei commercianti mentre i pedoni devono rischiare la vita nella carreggiata!
La serata si e` conclusa con lo spettacolo delle marionette nell`acqua, un must di Hanoi che tutti i turisti vanno a vedere.
C`era un`orchestra di otto elementi in costume tradizionale che suonava delle nenie che stanotte mi concilieranno il sonno (spero) e poi variopinte marionette, con draghi fumanti, pescatori e principesse che imbastivano una storia in vietnamita di cui non ho capito un`acca ma che cmq ho apprezzato per la sua spettacolarita`.
Adesso sono le 21.40 la serata e` fresca e vado a dormire perche` domattina parto per l`escursione di tre giorni nella baia di Halong.
Dalla foto in cui mi si vede in compagnia di tre donne variopinte del gruppo etnico Hmong, si potrebbe pensare che sono alquanto ingrassato e gonfio: invece sono i soldi, documenti e aggeggi vari che mi porto addosso nascosti su vari strati e che mi cacciano un caldo della madonna.
Trovero` nuove soluzioni ma so che e` alquanto pericoloso girare con le borse perche` si rischia lo scippo anche se a me sembra tutto molto tranquillo.
Ho visto che Berlusconi e` stato male, auguri Silvio, sarebbe l`ora che ti ritiri e ti godi i tuoi miliardi ed i tuoi 5 figli, ma soprattutto quella bella moglie che non vedi mai!
ciao, un abbraccio a tutti voi ed un gran bacio a mia figlia

26.11.06

BAC HA Terzo giorno








Ciao a tutti
sono le 18.00 circa di domenica 26/11
sono a Lao Cai, praticamente sul confine con la Cina, in attesa del treno notturno che mi riportera` ad Hanoi, dopo una giornata trascorsa a Bac Ha, un mercato di gruppi minoritari etnici del nord ovest che arrivano la domenica in questa localita`per incontrarsi e vendere i loro prodotti artigianali.
In questa localita` convergono tutte le domeniche centinaia di turisti per sparare migliaia di foto a queste donne coloratissime, nei loro vestiti tradizionali.
Predomina il rosso ed il giallo della tribu` Hmong Flowers, chiamati cosi`perche`sono i piu` variopinti, somigliando ai fiori colorati.
Oltre ai tessuti bellissimi, che usano loro per agghindarsi nei modi piu`incredibili, offrono in vendita tovaglie ricavate a mano, camicie, gonne, scialli, berretti in un tripudio di colori.
Nonostante la voglia di non comprar niente per non aver problemi col bagaglio gia` colmo delle mie cose, mi son lasciato andare agli acquisti, la gonna che Carmen mi ha chiesto e che pesera`da sola qualche chilo, piu` varie altre cose per la capacita` di una borsa consistente che non so come portare.
Infatti ho cercato uno zaino piu`grande ma ne vendono solo piccoli o le solite valigie ingombranti.
Provvedero` domani ad Hanoi.
Il gruppo, una decina di persone, erano turisti di vari paesi con i quali ho legato subito, innondandoli delle mie solite chiacchere nelle varie lingue.
In particolare ho fatto amicizia con una coppia di australiani di Brisbane che mi hanno dato le dritte su un prossimo viaggio nel loro paese e tre ragazze israeliane di Nazareth, altissime e simpatiche.
Inoltre un paio di coppie francesi, una belga ed una tedesca.
Nei giorni precedenti avevo conosciuto rispettivamente:
-in aereo un soldato americano di stanza a Sigonella che andava a prelevare a Bangkok sua moglie tailandese che aveva conosciuto in Bahrein
- una bella tailandese all`aereoporto di Bangkok con la quale ho passato tutta la mattinata
- una coppia italiana di Forte dei Marmi che girava la Tailandia,
- quattro francesi nel treno notturno,
una coppia irlandese ed una svedese durante il trekking.
Viaggiare da soli non significa restare soli, ma avere l`opportunita`di conoscere cittadini di tutto il mondo, soprattutto se si ha la faccia tosta e si parlano svariate lingue come capita a me.
Mi spiace poter conoscere pochi locali perche`generalmente parlano solo la loro lingua impossibile, cmq ho conosciuto in aereo per Hanoi un ragazzo di Hanoi laureato a Groningen, Olanda che parlava un ottimo inglese e che mi dato preziose informazioni sul suo paese oltre ad aiutarmi all`aereoporto di Hanoi ed a prendere assieme un minibus che mi ha fatto risparmiare il taxi costoso.
Inoltre il ragazzo alla reception del mio albergo della capitale che mi ha venduto tutte le escursioni con poche commissioni, permettendomi di risparmiare tempo e pratiche noiose.
La simpatica guida del trekking, Maa che parlava l`inglese meglio di me e la guida di oggi.
Siamo andati anche a visitare un villaggio di Hmong Flower, dopo il mercato di Bac Ha ed il confine con la Cina.
Stasera son rimasto solo perche` i miei compagni di viaggio sono ritornati a Sapa mentre io ritorno ad Hanoi.
Adesso vado a mangiare al ristorante presso la stazione e verso le 9.15 prendo il treno notturno in cuccetta, scompartimento piu` comodo dell`andata con solo 4 persone invece di 6.
Ho approffitato per un massaggio classico cinese e per una doccia rinfrescante per rimettermi in formad dopo una giornata piuttosto calda nel mercato e le tante ore di viaggio nei trasferimenti.
Adesso mi sento fresco come una rosa e rilassato.
Buona domenica a tutti e per chi e` sintonizzato, buon pranzo perche` adesso in Italia dovrebbe essere mezzogiorno
ci risentiremo da Hanoi

25.11.06

SAPA - 2 giorno







Ciao a tutti
oggi e` stata una giornata di trekking molto piacevole, con un bel tempo, incredibile a questa altitudine, pensavo di trovare freddo e dover usare vestiti pesanti e invece tanto sole, clima estivo, circa 22 gradi, mi sono abbronzato camminando in compagnia di due coppie, una svedese ed una irlandese e Man,una simpatica ragazza di 21 anni, in costume tradizionale, nostra guida attraverso il sentiero che abbiamo percorso dalle 10.00 fino alle 15.00 passando attraverso un paio di semplici villaggi, camminando sopra alcuni ponti ballerini, sospesi su un bel torrente incontrando un sacco di donne nei loro costumi neri, gentili ma piuttosto aggressive nel cercare di vendere i loro prodotti artigianali, perlopiu` tovaglie, borse, camicie, gonne in tessuto scuro con disegni colorati ricamati a mano.
Ci siamo fermati a far colazione in un ristorantino, abbiamo chiaccherato assieme e mangiato cose semplici, ma naturali, frittata, pomodori, cetrioli, mandarini, un incrocio fra mela e pera e bevuto te verde.
Ho ceduto alle insistenze di tre donne agguerrite comprando tre oggetti: una piccola borsa in stoffa, un portapenne ed un collare strano coloratissimo.
Quando sono riuscito ad abbassare il prezzo della meta1, pensavo di aver raggiunto il prezzo giusto e invece, secondo Man, ho pagato il doppio.
Pazienza son soldi finiti in mano a chi ne ha piu bisogno di me!
La notte ho viaggiato in treno in cuccetta, assieme ad un gruppo di francesi di Parigi e Lione e la loro guida, un vecchietto vietnamita simpatico con il quale ho parlato a lungo in francese.
Purtroppo non ho chiuso occhio tutta la notte anche se il treno era comodo e poco rumoroso.
Colpa del caffe` che avevo bevuto nel tardo pomeriggio ad Hanoi.
Non so come faccio a resistere: da quando son partito dall`Italia avro`dormito in tutto 5/6 ore.
Stanotte a Sapa, con il bel fresco notturno ed un paio di pillole di melatonina, spero di fare una bella dormita fino domattina alle 6.
Dopo colazione partiremo per Bac Ha il famoso mercatino a circa 100 km da Sapa, dove si radunano i venditori di tutti i villaggi circostanti la domenica.
Sapa e`in posizione dominante sopra una bella valle circondata da monti alti.
Ci sono belle case ed alberghi e ne stanno costruendo tanti altri, buttando giu`le povere vecchie casette.
Qui arrivano tutti i giorni centinaia di turisti col treno notturno da Hanoi ed il turismo e` parecchio sviluppato anche se la localita` ha conservato parecchio il suo carattere originale.
Mi hanno fatto tribolare un po` con l`abergo, stamattina avrei voluto fare la doccia e cambiarmi ed invece le stanze non erano ancora disponibili.
Quando son tornato dal trekking puzzavo come un caprone e finalmente son riuscito a farmi la doccia sospirata.
Subito dopo mi hanno fatto cambiare albergo perche` nel primo la luce se ne era andata.
Ci sono vari gruppi etnici, ognuno col loro costume tradizionale diverso e con una lingua differente.
A Sapa ci sono soprattutto i Cat`Cat che vestono di nero con disegni colorati sobri ricamati sopra la stoffa di cotone scuro.
Parlano un buon inglese, abituati come sono, ai turisti numerosi.
Stasera dopo cena dovrei vedere il mercato notturno che si tiene nei pressi della locale chiesa cattolica.
Per ora e`abbastanza. Mi stanno aspettando per la cena.
Domani sera dovrei ritornare a Lao Cai direttamente da Bac Ha per la cena e poi a riprendere il treno notturno per Hanoi, dove mi aspetta una meritata giornata di riposo, prima di ripartire per la seconda escursione di tre giorni nella bella baia di Halong a circa 100 km ad est di Hanoi.
A presto, saluti a tutti e buona domenica
Ciao

24.11.06

HANOI - Primo giorno








Ciao a tutti
ho passato la mia prima giornata in Vietnam in modo eccellente.
Sono di ottimo umore ed il Vietnam mi sta piacendo piu`di quello che pensavo.
La gente e`molto cordiale, sono calmissimi pero` efficienti e mediamente colti.
E`l`impronta del comunismo che ha dato loro la cultura, anche se oggi sono orientati al mercato e devono pagare tutto.
Il paese ha cmq un tasso di sviluppo simile a quello cinese, il territorio e`poco piu`grande dell`Italia ma hanno piu` di 80 milioni di abitanti.
La forma del paese da nord a sud somiglia ad una esse.
Dopo aver prenotato tutto quanto avevo previsto per il Nord, ho girato la citta soprattutto in motocicletta che e`imezzo piu` usato come taxi.
Ci sono ragazzi appostati in tutti gli incroci che per mezzo dollaro ti portano in ogni direzione a bordo del loro mezzo, guidando spericolatamente, incrociando altre centinaia di motorini che vanno anche contromano, spesso non rispettando i semafori.
Hanno dei riflessi incredibili.
Cosi`ho visto questa bella citta`da 4 milioni di abitanti, con bei viali, tanti laghi, parchi e giardini, case coloniali d`epoca e del periodo comunista.
C`e`un bel centro storico di 36 vie, ognuna specializzata in un genere di prodotti in vendita nei negozi adiacenti e sui marciapiedi che vengono completamente occupati a fini commerciali come in tutti i paesi asiatici.
Sicche`bisogna camminare nella careggiata, rischiando di finir sotto ad un motorino.
Per attraversare ho visto turisti in grave crisi di indecisone pericolosa. Chi tentenna, si ferma o corre, rischia la vita. Se si va decisi ce la fai e tutti ti schivano.
Ho imparato subito e molti turisti mi venivano dietro.
Ho visitato tutta una serie di musei e posti interessanti. Praticamente tutto cio`che merita vedere ad Hanoi: il tempio della Letteratura, praticamente l`universita`piu`antica d`Asia con una serie di cortili ben curati, alberi bonsai ed un bel tempio rosso e basso in fondo con belle decorazioni e statue di budda.
Poi la pagoda ad una sola colonna, praticamente una piccola pagodina in mezzo ad un laghetto.
Il grande museo di Ho Chi Min, chiuso per turno, il suo mausoleo, simile a quello di Lenin sulla Piazza Rossa a Mosca ed a quello di Mao Tze Tung nella Piazza Tian An Men a Pechino.
Lo zio Ho, cosi` lo chiamano qui affettuosamente e`in temporanea trasferta a Mosca, dove va tutti gli anni per tener compagnia all'amico Lenin.
Cosi` da imbalsamati e vecchi marpioni parlano dei bei tempi passati.
Tornera` a fine anno dopo due mesi di trasferta.
In compenso ho visitato il museo della vittoria, della rivoluzione, della vittoria e delle armi.
Tutti templi dedicati alla rivoluzione e vittoria sia contro i francesi che contro gli americani.
Ci sono foto d`epoca della guerriglia e lotta partigiana, armi, cimeli, bandiere che ricordano quelle viste a Cuba.
In un cortile ci sono pezzi di aerei americani caduti in mezzo a splendidi bonsai, bombe, razzi, pezzi di artiglieria, radar, ecc..
E`molto interessante il Museo storico che raccoglie vestigia del paese dai tempi preistorici ad oggi con statue dell`impero Cham, terracotte, vasellame, mobili in tek scolpiti finemente, quadri di battaglie e di alberi fioriti in ceralacca.
Costumi preziosi in seta, gioielli d`oro filigranati, insomma di tutto un po`, come in tutte le capitali che vogliono celebrare la gloria artistica del paese.
Ho inoltre visitato il grande mercato, un palazzone dove vendono soprattutto vestiti, stoffe, scarpe, radioline, telefonini e aggeggi vari, tutto in una grande confusione e con tanti colori, insomma un grande bazar che ricorda quelli mussulmani di Istanbul o del Cairo.
Il lago accanto al centro storico e` proprio carino, c`e` un`isoletta che si raggiunge attraverso un bel ponte in legno rosso e si visita un tempio antico molto bello.
Si fa il giro del lago a piedi in mezzora circa, fermandosi a scattare belle foto del panorama e dei giardini circostanti. L`ho percorso due volte, dopo le sedute interminabili all`aereoporto di Bangkok del giorno prima.
Ho provato le specialita`culinarie locali, il famoso Pho, una ottima zuppa saporita con spaghetti cinesi e verdure, contornata da pezzi di carne di bue il Bo che ho provato a colazione o di pollo, il Gan, sperimentato a pranzo.
Qui tutte le parole hanno due o tre lettere, pertanto si somigliano tutte.
Mi sto cimentando con la lingua e mi arrangio gia` per le cose elementari.
Aiuta tanto perche` a parte lo staff degli hotel e delle agenzia di viaggio, tutti gli altri parlano solo vietnamita.
Stasera ho cenato nel centro storico in un ristorante all`aperto facendo amicizia con un simpatico indiano di Citta`del Capo che ha ascoltato tutta la mia avventura in Cambogia e Laos, dato che stasera volava verso quei paesi.
Abbiamo provato un`altra specialita`di pesce cucinato in una padella direttamente sul proprio tavolo, tipo la fonduta e contornato da varie erbe e arachidi.
La birra locale e`ottima, il vino molto caro, a parte il vino di riso che provero`prossimamente.
E`incredibile vedere tutta la gente, molto gentile e cordiale, indaffarata a mangiare, trasportare, vendere, giocare a carte o a dama nei marciapiedi.
Qui sta iniziando l`inverno ma ci sono 25 gradi ancora.
Sono tutti in maniche di camicia, solo la notte fa fresco e non serve l`aria condizionata che loro comunque accendono a tutta forza.
Ieri sera da Bangkok in aereo stavamo congelando!
Si riesce a pranzare con 1,5 dollari, birra inclusa.
La cena a base di pesce e`costata ben 4 dollari, una follia!
E`il paradiso per gli squattrinati ed i tirchi come il sottoscritto.
Oggi ho scattato la bellezza di 250 foto, con la nuova camera digitale che ho comprato all`aereoporto di Roma, dopo che mi ero rassegnato al fatto che la mia vecchia macchinetta e` sfasata come il suo padrone.
Ho fatto un acquisto pazzo, convinto da una bella e simpatica romana che mi ha fregato con la sua simpatia, bellezza e con le canzoni di Elisa che ascoltava.
Ho speso la bellezza di 230 euro, di cui 180 per la macchina e 50 per la memoria di 1 gigabyte che puo` memorizzare ben 1800 foto a bassa definizione.
La macchina e` una Sony DSC 50 da 6 milioni di Pixel, zoom x3 e lenti Zeiss, le migliori.
Non c`e` paragone con le foto precedenti e lo schermo e` enorme e si possono rivedere tutte le foto in modo esauriente.
Dovrete sopportare qualche migliaio di foto, ma veramente belle.
Domani poi sara`l`apotesoi perche` faro`il giro delle tribu`etniche e domenica il mercatino variopinto di Bac Ha che viene raggiunto dai vari gruppi di tutta la regione per vendere le loro mercanzie e oggetti artigianali.
Infatti fra 10 minuti parto col treno notturno che mi portera`in zona a 400 km a nord ovest di Hanoi, al confine con la Cina, dove faro` il trekking per i due giorni successivi.
Lunedi` torno ad Hanoi e martedi` parto per tre giorni alla famosa baia di Halong dove pernottero` una notte in barca ed una notte nell`isola di Cat Ba, visitando grotte, facendo il tour nella baia di 2000 isole e faraglioni, facendo kayak e spero anche il bagno.
Adesso parto!
Buon week-end a tutti
Ciao

GIANNI/VINKOR IN VIETNAM



Ciao a tuttI
se non sbaglio da voi sono le 16.00 e state finendo il lavoro
io invece inizio la mia prima giornata in Vietnam, qui sono le ore 10.00 am
Sono ad Hanoi, il tempo e bello, circa 22 gradi
Arrivato ieri sera a mezzanotte ore locali dopo una maratona di aereoporti, con attesa di 12 ore in quello nuovo di Bangkok.
Purtroppo non mi hanno concesso di anticipare il volo ed ho dovuto aspettare tutto il giorno, oltre al ritardo di altre 3 ore.
In compenso stamattina ho avuto un colpo di fortuna
in un`ora sono riuscito a organizzare tutti i prossimi dieci giorni nel nord
direttamente in albergo, il tutto per circa 300 dollari includente:
4 escursioni, una di tre giorni in battello nella baia di Halong
una di tre giorni di trekking e visita ai villaggi etnici intorno a Sapa
una nella splendida Vinh Binh, paesaggio bucolico e collinare spettacolare
e una lungo il fiume dei Profumi per vedere antiche pagode.
Incluso inoltre il volo aereo per lunedi` 4/12 per Hue, la vecchia capitale,al centro del Vietnam, tutti i pernottamenti e pasti, guide in inglese,ecc..
Sono in centro in un buon albergo con ottima colazione vietnamita, Internet gratis, per soli 10 dollari il giorno.
Adesso esco per vedere la citta` e stasera ho il treno notturno per Sapa dove arrivero` domattina per iniziare tre giorni di trekking e visita dei villaggi etnici e mercato domenicale.

Logorroico, come al solito, significa che sto bene, niente mal di stomaco, ne` paranoie che mi sono passate di colpo.
Come era previsto e come sanno quelli come voi che mi conoscono.
Adesso vi lascio alle vostre incombenze e vi auguro un buon week-end
Un cordiale abbraccio a tutti voi, in particolare a mia figlia Marina ed ai miei amici e colleghi
a Raffa e Carmen
Raraccomando a MARINA di non distruggermi la casa di Milano e non fumare troppo.
Un bacio e abbraccio
Ciao

26.5.06

PORTOGALLO E ANDALUSIA



































































CIAO
dopo oltre un mese rieccomi, inserendo il racconto dell'ultimo viaggio di due settimane
in compagnia di Carmen, mia ex compagna e madre di mia figlia

il racconto è suo e lo ospito volentieri dato che scrive meglio di me
nei prossimi giorni inserirò le foto

PORTOGALLO – ANDALUSIA 23/4 – 8/5/2006


Domenica 23/4

Dopo un volo di 2.5 ore siamo arrivati a Lisbona che c’è ancora luce, si vola rasenti la città che è vasta e attraversata dal Tago, a sua volta attraversato da due ponti, il vecchio ex Salazar , ora 25/4 (perché anche per i portoghesi è una data che ricorda la liberazione dal fascismo), e il nuovo Vasco del Gama lungo circa 25 km. Abbiamo lasciato i bagagli nel nostro hotel, che si trova su una salita ripida (si chiama Gloria), che ha anche un tram elevatore, attualmente non in funzione, che trasporta i pedoni sino alla collina. Il nostro hotel si trova a circa 80 m, meno male. Abbiamo poi scarpinato fino in cima dove c’è il Barrio Alto, alla ricerca di un locale per mangiare il Bacalhao e una gentile locale di ha indirizzato in un bel ristorantino, dove si magia all’aperto, tirava un bel vento fresco, anzi freddo. Al Faria è il ristorante. C’era vicino a noi una turista brasiliana simpatica. Cena buona a base di baccalà, ma haimé 48 euro.
Siamo ridiscesi a naso e abbiamo percorso anche il Chado, un altro quartiere, considerato elegante, e quindi in hotel, non prima di essere andati a bere una ginginja, specialità alcoolica a base di ciliegia, muy barato(economico).

Lunedì 24/4

Mattino presto, dopo la prima colazione, praca Figueira, a prendere il biglietto “7 colli” un abbonamento giornaliero per tutti i mezzi di trasporto della città – costa 3.50 euro – Abbiamo preso il fatidico electrico 28 che va su e giù per i colli della città: Bairro Alto, Chado, Alfama, Estrella, Graca, ecc.ecc. Siamo andati al Castello, abbiamo visto nel dettaglio la città attraverso una camera oscura, un congegno che avevo già visto all’Avana e che si rifà a un progetto di Leonardo: ti permette di vedere la città a 360°.
Nella discesa a piedi abbiamo incontrato la Cattedrale, la Sé, (le cattedrali in Portogallo si chiamano Sé – come il nostro duomo, credo), poi praca Commercio che si trova a braccia aperte verso il mare, da lì abbiamo preso il tram 15 per Belem, ma il Monastero di S.Geronimo in stile Manuelino era chiuso e ci siamo accontentati di vederlo dal fuori e poi la Torre di Belem che quando c’è l’alta marea è proprio circondata dal mare – chiusa – Pranzo in un localino sfigato a 29 euro e quindi sempre col 15 rientro in città e in camera un po’ sfiniti.
Dopo un piccolo riposino e la doccia conciliante, di nuovo a Praca Commercio per il tramonto, ma non era proprio lì sul mare, ma più a NO –peccato – abbiamo camminato sino a Praca Pedro IV per cercare il Largo do Carmo dove avrebbe dovuto esserci una manifestazione popolare per il 25/4, ma dopo una scarpinata ulteriore sino in alto al Chado, ci siamo accorti che non c’era niente, qualche bandiera rossa e striscione, poca gente. Tram 28 sino San Vincente dove sembra ci sarebbe dovuto essere qualcosa, ma non avevamo bene le informazioni e non abbiamo trovato niente, quindi ci siamo spostati verso Praca Commercio dove ci sono localini per la cena – ottimo 28 euro –
Rua Augustea una bellissima strada pedonale che parte da Praca Commercio, passa sotto un arco e va dritta verso Praca Pedro IV, e poi una ginginja in un posto piccolo piccolo, e quindi le persone prendevano il bicchiere e stavano fuori a chiacchierare tutti in piedi; abbiamo conosciuto due algerini, uno è un pittore che vive già da 10 anni in Portogallo, ma che è stato alcuni anni anche in Italia – molto simpatici.

Martedì 25/4

Prendiamo un taxi per l’Europcar, ritiriamo l’auto – una Punto nera nuovissima – e partenza. Abbiamo pagato 101 euro in più per avere la clausola di all inclusive. Complessivamente ci è costata circa 350 euro da oggi sino al 2/5 mattino quando la lasceremo a Faro.
Dopo circa 90’ arriviamo a Evora, bella cittadina inerpicata dolcemente su un colle, con casine bianche e gialle, una austera chiesa gotica, un teatro romano, un convento ora adibito ad albergo (posada) e una bella chiesa gotica S.Francesco, dove c’è anche una cripta piena di ossa e crani in bella posta, abbiamo evitato lo spettacolo e ci siamo fermati in un localino per un piccolo pranzo veloce e partenza per Tomar, attraverso Estremoz un bel paesino distinto da una parte bassa di stradine e case bianche una rocca con un vecchio maniero, chiesa e palazzo antico adibito a posada.
Percorriamo le strade nazionali, attraverso campi ora blu, ora gialli, ora bianchi, in relazione ai vari fiori che li invadevano.
Grandi e bianche macchie di rose canine, vigneti, oliveti, si raggiunge Tomar.
Un gioiello di cittadina attraversato da un fiume, una bella piazza con una chiesa e la statua del templare che costruì il castello, la pavimentazione della piazza è in piastrelle lucide bianche e nere, il castello impera dalla collina.
Abbiamo trovato un residential a 29 euro per stanza: abbiamo deciso di dormire separati perché io per dormire devo stare supina e quindi russo. Cena a base di baccalà (ma guarda…), dopo una zuppa di patate, uova e verdure. Il tutto per 20 euro.
Ginginja in un tipo di cooperativa popolare dove adulti di tutte le età si cimentavano con impegno ad imparare passi di cha cha cha, continuando a ripetere sempre lo stesso pezzo musicale, nello stesso modo di successione di passi. A letto perché abbiamo percorso circa 300 km e siamo stanchi.

Mercoledì 26/5

Appena alzati, su in cima alla collina a visitare quel complesso chiamato dei templari, anche si loro è rimasto solo il giro delle mura, il resto è stato distrutto con spregio per fare posto a un insieme di costruzioni che si sono succedute in relazione a chi governava il posto. Quando l’ordine dei Templari fu distrutto nel 1307 il re passò tutte le ricchezze e la fortezza all’ordine di Cristo da lui stesso creato come alibi morale per aver dilapidato i Templari e poi lo stesso Ordine fu usato come foglia di fico per i delitti e le depredazioni di oltreoceano. La chiesa dei Templari è stata distrutta quasi totalmente, di fianco e a ridosso di essa è stata costruita una nuova chiesa, in stile manuelino, bella e particolare, negli interni. Ha un tempietto ottagonale centrale tutto scolpito con stucchi dorati, pitture per tutte le pareti, statue di santi nella loggette. Inoltre la costruzione è una successione di chiostri, di cortili uno nell’altro, un vero labirinto. Il tutto è maestoso, chissà cos’era nella maestosità e sobrietà dello stile dei templari.
Partenza per Fatima, dopo essere passati dall’Europcar a farci dire il significato di alcune spie del cruscotto dell’auto che si erano accese.
Fatima è una cittadina anonima in un contesto cresciuto troppo in fretta, disordinatamente. Il santuario si trova in una spianata enorme che dovrebbe raccogliere i fedeli. La chiesa è in cima a una scalinata dalla quale partono ai lati dei colonnati che sembrano un angelo con le braccia aperte ad accogliere tutti. In fondo alla spianata c’è un luogo dove apparve la madonna e che accoglie i fedeli; chi ha fatto un voto si fa la visita tutta in ginocchio . Di fianco si comprano le candele, che si accendono e si buttano in una specie di grande forno aperto in alto.
La chiesa è bella, ma niente di speciale. Manca un che di mistico, di magico.
Partiamo per Coimbra. Dopo circa 1.50 ore, ci appare abbarbicata sulla collina, ma con radici alla base molto sviluppate. E’ una città caotica, trafficata, non si sa dove andare. Non ci sono informazioni precise, si va alla cieca. La macchina te la dovresti mangiare. Dopo circa un paio di ore a girare, cercare ecc. decidiamo di andarcene e capiamo perché in una di quelle informazioni su Internet, qualcuno diceva che dopo 3 h aveva già un’idea e se ne andava.
Se dovessi tornare a Coimbra lascerei l’auto al di là del ponte prima di entrare in città e mi muoverei a piedi o con i mezzi pubblici. Ma ormai eravamo esasperati e ce ne siamo andati
Figuera de Foz a circa 1 ora da Coimbra: bella cittadina adagiata su un ampio golfo, con una spiaggia larghissima e l’oceano che la lambisce con forza.
Decidiamo di scendere a Sud e dopo un’ora circa arriviamo a Leira per imbottigliarci in un traffico locale bestiale, senza indicazioni, per perderci. Finalmente dopo aver chiesto a destra e manca troviamo la strada per Batalha. Quando si arriva, si vede questa enome chiesa con annesso convento, in stile manuelino. Cerchiamo un albergo e grazie al solito vecchietto locale troviamo un appartamentino con due camere, bagno comune per 50 euro.
Cena in un locale a base di baccalà e poi a letto.

Giovedì 27/4

Dopo la colazione a base di pastelleria, ci siamo recati a vedere la chiesa di S.Maria della Vittoria in stile Manuelino, grandiosa, gotica con tombe all’interno. Abbiamo incontrato la coppia italiana che aveva già conosciuto Gianni e abbiamo fatto la visita con loro. Dopo i saluti di rito, ci siamo trasferiti a Alcobacasa dove c’è un complesso monumentale rilevante costituito da una chiesa gotica con annesso un vasto convento con sale notevoli, anche le cucine sono sorprendenti, con cappe enormi.
Da lì ci siamo spostati a Nazarè, sull’Atlantico, doveva essere un paesino stupendo, ora è molto urbanizzato. Era famoso per le donne che si sedevano sulla spiaggia ad aspettare i mariti che arrivavano dal mare. Le anziane vestono ancora gonnelloni molto ampi, ricci, piuttosto corti, di panno pesante scozzese a quadri grandi, calzettoni di lana sotto il ginocchio e ampi scialli di lana. Trasferiti ad Abidos, una chiesa grande e isolata prima della cittadina e all’interno di mura merlate poderose che si possono percorrere tutte con stretti camminamenti, è veramente carina, leccata come la nostra S.Gimignano o altro, da lì siamo andati a Peniche su una delle punte più a Ovest del Portogallo, la costa alta e tormentata dai marosi che hanno scolpito dei strani monumenti di roccia a picco o dentro l’oceano che si infrange violentemente con mille spruzzi e spume vorticose. La riva alta è tutta cosparsa di fiori e piante grasse di mille colori e profumi. Una visione emozionante il mio impatto col MARE quello doc.
E ora Sintra: località di villeggiatura IN nel passato e ora. I monarchi e i signori vi hanno lasciato le loro dimore estive ricche e sontuose che abbiamo visitato. Il palazzo nazionale, il palazzo da Pena col parco che si trova in alto sul colle, era chiuso. Sembrava di essere in una località del lago di Como o Garda per la vegetazione particolare e ricca, per la sontuosità e la particolarità delle abitazioni, abbiamo pensato di non dormire lì, sarebbe costato troppo. Ci siamo incamminati in un’avventura alla ricerca di una sistemazione per la notte che ci ha fatto attraversare Estoril, Cascais e oltre sino a Setubal per dormire in un albergo sullo stradone del lungomare. Siamo arrivati alle 21 circa. Stravolti, nervosi, incazzati. Cena con chocco fritto (che sarebbe un fritto di calamari piuttosto grossi e da masticare lungamente. Cena e a letto presto.

Venerdì 28/4
Abbiamo sbagliato la strada e costeggiato il mare, ma siamo finiti in bocca a una fabbrica.
Abbiamo preso l’autostrada per Gandara e poi sulla statale sino al mare. Gianni ha trovato un posto solo spiaggia, mare, quasi normale e niente altro. Non mi piaceva di stare lì tutto il giorno. A malincuore Gianni ha accettato di partire e siamo giunti a Porto Corvo, un paese che in alta stagione deve essere un troiaio, tutto costruito intorno al nucleo originale. La ora non c’è nessuno, sei solo, ma c’è anche il paese, le stradette da percorrere in cerca dell’ombra e un oceano spumoso che si sbatte con violenza sulle rocce che ogni tanto lasciano apparire un anfratto con una spiaggia da raggiungere scendendo sentieri o scalette. Il tutto nel mezzo dei soliti fiori coloratissimi, l’odore e la brezza marina sono palpabili.
Per dormire in una mansarda presso un’affittacamere 40 euro due camere. La mansarda è simpatica
colle finestre sul letto, dove cantano gli uccelli. Pranzo da Ignazio e passeggiata per digerire lungo la falesia sino a una spiaggia ampia che si raggiunge con scalini, relax sulla spiaggia, dove il vento e gli spruzzi ti tengono fresca, salvo poi al rientro accorgerti che forse il sole per la prima volta è stato troppo. Telefonata a casa e tramonto sull’oceano sino alla caduta totale del sole.
Man mano si sentiva più alto il vento e meno il tepore. I gabbiani a frotte volavano rubandosi il cibo, poi improvvisamente i voli sono finiti, il sole solo qualche attimo più tardi è sceso e noi siamo andati a cena in una bella piazzetta con chiesa, aiuola fiorita, la sola del paese credo. Cataplana che è una zuppa di pesce poco brodosa, con poche qualità di pesce, molte patate e altre verdure, alloro per togliere il sapore forte. Non male, ma neppure il max – 27 euro – due passi nel paese e poi a letto.

Sabato 29/4

Colazione alla pasteleria(pasticceria/bar).
Poi dritti verso Sud. Visitata una delle ultime spiagge dell’Alentejo: Vila Nova de Montes, carina con il fiume che entra o tenta di entrare nel mare, lasciando una zona lacustre un po’ paludosa.
Arrivo nell’Algarve e la prima spiaggia Azerinha de mar è rocciosa e nera con alte pareti; quindi da Alejur ad Arrifana che si vede dall’alto, grande e incassata, poi da Carrepetera con un giro ad anello: Amado solcata da surfisti grande e Bordeira probabilmente molto ventosa perché la sabbia arriva sino alle colline formando dune e lasciando un litorale ampio. Scendendo a sud decidiamo di dormire a Vila de Bispo che si trova a pochi chilometri dalla spiaggia, alla fine ci sistemano nella stessa pensao con due ingressi diversi io con bagno, Gianni col servizio comune. Ripartiamo per Signes dopo Capo Vincente, fine della costa vicentina e punta più a SO dell’Europa. Ci fermiamo a Beliche in una spiaggia molto protetta, per arrivarci c’è una scalinata prima dolce, poi ripida e a gradoni. Essendo riparata il sole picchia. Dopo un po’ ce ne andiamo a vedere la Fortaleza di Signes costruita dal re Enrique non so che numero, dovrebbe essere famosa la sua rosa dei venti sul pavimento del cortile con diametro di 43 m, ma è sconnessa, si indovinano a fatica i raggi, se non sai di che si tratta, sembrerebbe uno strano gioco della natura.
Vediamo un po’ la cittadina, estremamente anonima, a misura di turista e ripieghiamo sul nostro paesino, da dove andiamo a vedere la spiaggia Castelejo che prima non eravamo riusciti a raggiungere perché non trovavamo la strada giusta. E’ molto bella, lunga, con pietre nere all’inizio e intorno e faraglioni. Abbiamo fatto una sosta lunga a goderci l’ultimo sole poi a casa per una doccia e a cena presso un buon ristorante dove abbiamo mangiato buon pesce, 29 euro.

Domenica 30/4

Partenza coi galli da Vila do Bispo – poi Lagos, dove abbiamo cercato disperatamente Atalaia dove avrebbe dovuto esserci un mirador, ci siamo incasinati in anonimi lussuosi quartieri con campi da golf. Siamo andati a fare un giro in città cha ha ancora verso il mare una parte di mura, una porta dalla quale sale un’erta e dietro al lungomare si sviluppa il centro storico che è poi il quartiere, anzi il paese originale, prima che la speculazione gli mettesse le mani. Siamo andati a Punta della Piedade da dove si vede dall’alto uno sviluppo di rocce, faraglioni, archi sul mare ecc., molto suggestivo. La spiaggia di Lagos è a sud del paese ed è una striscia ocra di alcuni chilometri.
Andando verso Portimao, abbiamo visto alcune spiagge: Praia de roche, molto bella con faraglioni e molto estesa. Da Portimao siamo saliti a Silves, una città sotto una fortezza con camminamento percorribile. Il forte è limitato e nel suo interno vi sono scavi che fanno indovinare insediamenti preesistenti probabilmente distrutti dal terremoto.
Albufeira città che si è estesa notevolmente intorno al vecchio nucleo. Il lungomare è carino e anche la spiaggia incoronata dalla cittadina. Spiaggia Oios d’agua e S.Eulalia, molto frequentate.
Faro è una cittadina carina con un bel centro storico.
Olhao a 10 km da Faro, bella cittadina con un bel centro storico, con stradine, viuzze, ecc.
Loulè all’interno a pochi chilometri a N da faro con una porta che entra nel giro delle mura, c’è un bel centro, piccolo ma carino.
Tavira, bella proprio con tetti particolari di tegole a forme piramidale, tante chiede, belle stradine. Abbiamo trovato una signora anziana che ci ha raccontato della città, delle sue spiagge, di Santiago e SantaMaria e non la finiva mai, si vedeva che amava la città. E’ piaciuta molto anche a me. Rientro a Faro e per fortuna abbiamo trovato un residential in centro a 2 passi dalla stazione e dall’europcar, ma non è stato affatto fatto apposta, pura fortuna,
25 euro ogni singola. Cena a base di sardine che ci hanno fatto su e giù tutta la sera. Abbiamo dovuto fare due passi per il bellissimo centro pedonale che ha anche una piccola area murata con accesso da una porta che sembra un androne. Infine capirinha e sangria per digerire e a letto.
Sono dispiaciuta per non avere fatto quello che desideravo, anche se non sarebbe stato del tutto giusto. Parlo dei fiori spontanei dell’Alentejo, quelli che si trovavano nei pressi della costa atlantica, fiori coloratissimi, di struttura da pianta grassa o sassifraga, di colori e forme meravigliosi, pensavo di trovarli in tutto l’Algarve, ma ahimè dalla costa vicentina verso laSpagna si passa a una vegetazione di tipo mediterraneo. Al castello di Signes ero quasi intenzionata a fare il furto di un fiore per qualità, ma serviva un coltellino che non avevo e poi si rimanda sempre.Non rimandare mai quello che puoi fare oggi. Più invecchio e più i proverbi mi sembrano giusti!

Altra riflessione: mi ero portata il libro di Saramago (scrittore portoghese – premio Nobel) “Viaggio in Portogallo – che ho finito in Spagna e mi sono accorta che avrei dovuto usarlo come mini-guida in quanto è un insieme di viaggi e itinerari fatti dallo scrittore per vedere un Portogallo con gli occhi di un profondo conoscitore della sua storia, della sua arte e di un estimatore delle espressioni artistiche anche popolari, considerate di minor pregio, ma che hanno radici profonde nella cultura del Paese, inoltre notizie più particolari, che nessun libro d’arte o turistico ti dà, oltre ad itinerari impensabili che ti fanno entrare nelle viscere del Paese. Certo ci vorrebbe un sacco di tempo, ma mi dispiace ad esempio di non aver saputo davanti al Tempio di Diana di Evora che non era prorio dedicato a Diana, che fu adibito per secoli per macello cittadino e solo negli ultimi anni è stato ridato al suo antico splendore, oppure che a Tomar nella chiesa Manuelina lassù alla fortezza Templare, il tempietto molto particolare di cui parlavo, veniva utilizzato per celebrare i matrimoni, sino a qualche anno fa, e i vari ospiti staccavano per souvenir pezzi di stucco, ecc. degradando e rovinando la struttura, fino a convincere chi di dovere di chiudere a queste manifestazioni e altre piccole perle…. Peccato!

Lunedì 1/5

Ultimo giorno di Portogallo. Gianni ieri ha voluto fare tutto come se fosse preoccupato di non riuscire a vedere tutto o forse voleva essere il più vicino possibile a Faro per la resa auto. Oggi, dopo un giro della città a piedi, abbiamo preso l’auto e siamo andati a Estoi e Milreu. Gli scavi romani di Milreu chiusi. A Estoi stavano preparando la festa della pigna, sugli usci delle case c’erano dei fantocci impagliati vestiti con abiti di lavoro o di casa che rappresentavano un mestiere: la tessitrice, il pastore, lo stradino ecc. La villa famosa era chiusa e sembra che sia prossima a diventare una Posada.
Dopo di lì in pieno sole, Gianni ha la pensata di andare alla praia di Faro – vicino all’aeroporto. Chilometri di spiaggia che si separa dalla terraferma perché vi passa un fiume. C’è un ponte stretto semaforato che rallenta molto il traffico dei gitanti. Ci siamo fermati molto indietro e abbiamo fatto un bel po’ di strada a piedi. La spiaggia era piena di gente, normale spiaggia, con normale mare. Dopo 6 ore di sole ce ne siamo andati cotti e stufati in tutti i sensi. Ho fatto un tuffo nell’oceano, l’acqua era frizzantemente fresca. Rientro per doccia e cena in una pizzeria-ristorante: volevamo provare la pizza portoghese che mangiavamo in Brasile, ma non è stato così e il baccalà alla brace era una specie di omelette pasticciata nella quale il baccalà per me non c’era. Pazienza. Mogli e buoi dei paesi tuoi! Ma la pizza portoghese di Rio era così buona e grande…. A letto presto, siamo strani perché il sole ci sta facendo reazione, starnutiamo e brividi.

SPAGNA – martedì 2/5

Alzati presto per le operazioni di partenza: valigie alla stazione, auto all’Europcar. Treno per S.Antonio de la Vila ore 9. Arriviamo a S.Antonio alle 10 spagnole, prendiamo un taxi per Aiamontes, la prima cittadina spagnola e da lì in pullman per Huelva, a piedi alla stazione ferroviaria per scoprire che per Cadice bisogna comunque andare a Siviglia. Prendiamo il treno per Siviglia dove 45’ dopo c’è quello per Cadice. Poi alla ricerca di una camera; alla fine troviamo un 4° piano sfigato, senza ascensore, bagno in comune 25 euro per camera. Cena in un posto omologato per turisti senza lode e senza infamia; andiamo alla stazione dei pullman per gli orari e le informazioni per i prossimi trasferimenti.
Cadice è una cittadina di origine romana e forse per questo ha strade dritte che si incrociano con altre, squadrate; il centro storico è così strutturato, poi vi sono dei bei viali lungo il perimetro delle mura. Il nostro hotel è al centro delle viuzze a 500 m da Piazza di Spagna.
Comunque è strano che non vi siano comunicazioni dal Portogallo a Cadice. Bisogna passare da Siviglia, forse per il territorio che presenta lungo la costa una zona di canali che parte da Faro e si prolunga sino qui.

Mercoledì 3/5

Tempo incerto. Chiediamo per le balene. Ci dicono che il mese di passaggio è luglio/agosto. Iniziamo a fare un giro sui bastioni che corrispondono con il lungomare, dopo essere passati danti alle cattedrali vecchia (in restauro) e nuova (chiusa). Il lungomare si estende lungo tutti i bastioni, in quanto Cadice è una penisola che finisce in due punte. In fondo dopo le due punte c’è il giardino dei genovesi, una specie di giardino botanico. Decidiamo di andare a fare un’escursione, prendiamo il pullman e andiamo a Jerez de la Frontera a circa 20 km da Cadice in direzione Siviglia; è una bella cittadina, famosa per i vini dessert. C’è un bel alcazar che ti mostra come fossero organizzati all’interno, con giardini, bagni, moschea ecc. c’è poi la cattedrale molto maestosa di pietra scura (tutte le chiese in questa città hanno questo aspetto, sarà forse materiale del posto) e questa cattedrale ha degli archi come contrafforti di sostegno nella parte alta, come le chiese francesi e del nord. La facciata è molto lavorata con delle figure grottesche, i portali sono molto lavorati.
L’interno presenta l’altare maggiore e alcune laterali, in barocco lavoratissimo che sembra manuelino; un bel coro in legno e molte altari votive una diversa dall’altra. Usciti volevamo andare a vedere la Cantina di Byasse, ma l’ingresso era di ben 17 euro la coppia. Abbiamo ripiegato per una taverna vicina, piena di botti, abbiamo bevuto del vino bianco accompagnato da olive, grissini e una specie di bologna (5 euro il tutto).
Ancora una chiesa S.Michele, regolarmente chiusa, e rientro a Cadice. Stradette, piazze, su piazzette, vicoli su vicoli, le cose che volevamo vedere: regolarmente chiuse. Il mio piede si è un po’ gonfiato per il tanto camminare, speriamo in bene! Anche se ho preso l’antidolorifico, lo strapazzo è troppo. Sto scrivendo da una pausa che ci siamo presi prima di uscire per la cena.
Un riposino per il mio piede e per lo stomaco di Gianni e poi alla ricerca di un ristorante. Dopo aver rifatto in su e giù le stradine della città vecchia, abbiamo tentato sul lungomare e abbiamo trovato un ristorante a menu fisso che a mio parere è stato un po’ meglio di quello di ieri.
Insomma qui ci sono poche libreriea, edicole non ne ho viste, pochi ristoanti, ma perché evidentemente la loro distribuzione è differente, I bar qui diventano ristorante a menu fisso; vi sono bar che fanno dei piatti volanti, come succede a mezzogiorno da noi nelle città interessate dai lavorato del terziario, solo che qui è anche di sera. I bar sono pieni di gente di loro che parla, beve, guarda la partita, c’è una vita sociale molto sviluppata: dalle 18 alle 21 tutti nelle strade a fare le vasche, poi le donne si ritirano, gli uomini vanno nei bar, nelle taverne coi loro amici.
Cadice l’abbiamo vista per lungo e per largo, anche se oltre la stazione ferroviaria c’è tutta la parte moderna che abbiamo visto in autobus, un po’ anonima, ma una vera e propria città, il mare alle spalle.

Giovedì 4/5

Sveglia presto e scarrozzamento a piedi alla stazione autobus. Ore 9.00 partenza per Algesiras. Arriviamo alle 11. Gianni va a vedere per una pensione che trova, buona a 25 euro per camera.
La città è una specie di filiale nord africana, siccome tutti i traghetti e le comunicazioni partono da qui. E’ una città molto araba, i locali, le persone ecc. Il porto ha dietro di sé un grande parcheggio di auto, containers, camion; la passeggiata lungomare si trova quindi schiacciata tra la strada principale trafficata e questa grande area di sosta. Il mare quasi non si vede. Siamo andati a Tarifa, perché qui non sanno niente di balene. Tarifa è carina, con l’alcazar che la domina, la città murata e il porto, più in alto la città moderna sorta con il turismo probabilmente. Sì qui si fa avvistamento cetacei, non proprio come dice la Colò, non soddisfatti rimborsati. Costa 30 euro con o senza balene. Oggi i giri sono già presi. Tentiamo domattina se il tempo lo permetterà. Dobbiamo telefonare per sapere se vanno o no.
Al ritorno subito in pullman per La Linea, abbiamo solo cambiato mezzo alla stazione di Algesiras. La Linea si trova a due passi da Gibilterra. E’ la parte spagnola. Per arrivarci si passa una zona industriale vasta, una commerciale e infine, dopo la raffineria, si vede il dirupo di Gibilterra con ai piedi la cittadina lambita dal mare. Dalla stazione bus al confine poche centinaia di metri, ma per arrivare al centro della città ci sono almeno 2 km. Si passa dentro l’aeroporto che è attraversato dalla strada ed è una striscia stretta tra il mare e la città. La cittadina consta di una strada pedonale circondata da abitazioni con al piano terra negozi, dalla strada principale si diramano stradine ai lati; da una parte la montagna, dall’altra la strada carrozzabile e il mare. I prezzi sono alti, si sa la sterlina!
Rientriamo col bus sino alla frontiera, poi alla stazione spagnola e rientro ad Algesiras. Chiediamo per un locale arabo per la cena (visto che siamo circondati di arabi) ci consigliano l’Andalus sulla strada che guarda il porto. Ho mangiato una frittura di pesce che qui non ho mai mangiato, Gianni il tagin di carne, non c’erano alcoolici per pasteggiare, ci siamo accontentati di coca e succo di frutta. Soli 22 euro alzati sazi e leggeri. Telefonata a casa con soli 0.45 euro by internet, un the alla menta in un locale esclusivamente magrebino e poi a letto. All’orizzonte questa sera c’è in giro una perturbazione scura che non promette niente di buono. Inshallah!

Venerdì 5/5

Questa mattina c’è il sole, allora si tenta per Tarifa.
Lasciamo i bagagli alla stazione, il pullman c’è solo alle 10.15, speriamo di farcela, perché la barca parte alle 11. Chiediamo all’autista se ci può lasciare vicino al porto, visto che la fermata é a oltre 1 km, ma ha detto di no, quindi scarpinata di corsa al molo. Gianni, carino, va a fare il biglietto di corsa, prendo la barca per un pelo. Il mare sembra un po’mosso, ma forse è la mia impressione, il natante non è grande e più si va verso il largo e più si muove con spruzzi dappertutto, le borse lasciate sul fondo, sotto i sedili, sono zuppe, noi anche. Dopo mezz’ora, direzione Tangeri, si comincia a vedere un delfino, poi un altro ancora, sono molto più grossi di quelli che ci propinano nei delfinari. Misurano 4 m. Poi c’è una piccola balena col muso tozzo, i delfini sono tantissimi, nuotano di fianco a noi, davanti, immergendosi, riemergendo, saltando giocosi con alti guizzi, è emozionante. Se non fosse che il beccheggìo della barca mi fa star male, l’ultima mezz’ora l’ho passata facendo respiri profondi e sperando che arrivasse presto l’ora di ripartire, stavo troppo male…, che fregatura!
Ma sono contenta di avere fatto l’esperienza. Agitata ed emozionata e forse ancora non troppo in forma, mi sono persa la giacca gilet a vento. Gianni va a cercarla inutilmente. Alle 14 il pullman per Algesiras e coincidenza per Malaga, riusciamo a cambiare l’orario della prenotazione dalle 17 alle 15. Pariamo e facciamo l’autostrada che si trova in alto e permette di vedere la costa,oltre ad esserci una grossa urbanizzazione al piano, sulla cima delle colline costruiscono massicci agglomerati; è un po’ triste.
Arriviamo, dopo un paio di ore e dopo aver chiesto notizie all’ufficio iinformazioni, capiamo di essere un po’ fuori, troviamo un buon hostal a 35 euri e decidiamo di restarci, è a due passi dalla stazione.
Andiamo a vedere la città, molto bella, il centro è a circa 20’ dal nostro alberego, vediamo il museo Picasso con circa una decina di sale con poche opera ognuna – 6 euro. Dopo un giro accurato del centro, quasi totalmente pedonale, cerchiamo il solito ristorante e alla fine ci infiliamo in uno squallido posto dove paghiamo tanto per mangiare male. Un buonissimo bicchiere di vino in una taverna piena di botti, dove facciano una magra chiedendo un vino da dessert, poi beviamo quello che stavano bevendo i vicini, ottimo! Domani sera ancora.
Alla stazione per vedere gli orari dei pullman per le escursioni e a letto.

Sabato 6/5

Non so perché, ma sveglia presto, pullman per Ronda 8.15, il cielo è nuvolo, ma poi viene il sole, poi se ne va ecc., il viaggio è lungo, si passa da Torremolinos, altre spiagge limitrofe, dal mare il paesaggio non sembra così orrendo, anonimo, ma i condomini hanno piccolli spazi verdi, c’è un lungomare ecc., dopo Marbella la strada sale e arriva in una zona di montagna, sembra a metà strada tra il Gransasso e il Carso, si vede questo sasso grigio ovunque e ciuffi di macchia mediterranea o simile, cioè cespugli bassi, ginestre e altri fiori del genere. Ronda è bella davvero: case signorili, le strade strette, poi vi è questo torrente ormai secco quasi che ha costruito nei secoli una strada tra le rocce, in fondo 160 m sotto, le ha tagliate costringendo l’uomo a fare dei ponti per attraversarlo; infatti c’è un ponte romano sul quale poi ci hanno lavorato i posteri, c’è un ponte arabo e infine un ponte nuovo che risale al 1800 circa, che divide o unisce la città più vecchia, dalla nuova meno vecchia (1800 circa). La parte più vecchia ha palazzi anche di origine araba, la cattedrale stessa è stata ricavata da una moschea e dal campanile con più composizioni, si indovina il vecchio minareto. Dal ponte arabo più in basso, la strada si inerpica, attraverso vie pavimentate a sassi, qua e là chiede chiuse, c’è n’è una che sembra risalga ai visigoti. Nella parte nuova c’è una delle più antiche placa de toros della spagna.
Dal ponte nuovo è suggestivo guardare verso valle per quei dirupi a picco altissimi coperti da muschio e in alcuni punti terrazzati con piccoli giardini, norie ecc.
Al ritorno da Ronda troviamo per culo un pullman un’ora prima del previsto e prendiamo un’altra strada: la sierra de les nieves, parco naturale molto bello, con pascoli, aree incontaminate, saliscendi e poi si incontrano i primi paesini bianchi: El Burgos, ecc. sino al piano dove si incontra la superstrada che in pochi km ci porta a Malaga.
Dopo una breve doccia, al centro per gli ultimi acquisti, le foto di rito; sotto la fortezza in un quartiere c’è una festa popolare per raccogliere fondi per una futura processione religiose che ogni quartiere organizza, ornano altari immensi elaborati, da trasportare. Andiamo a mangiare nei locali dove servono tapas, noi abbiamo mangiato quello che mangiano loro, bevuto quello che bevono loro, ci siamo trovati benissimo, anche se appollaiati su alti sgabelli con per tavolo delle botti.
In giro ancora, un bicchierino di vino alla nostra taverna e poi in albergo.

Domenica 7/5

Mi dispiace e sono contenta. Mi dispiace che il viaggio sia finito, sarei andata avanti sempre, se non avessi legami a casa, mamma, Mari, gatti, ecc. i soldi che non sono eterni. L’esperienza con Gianni non è stata male, forse io che non ho più paura di perdere ciò che non ho mai avuto, sono più me stessa con i pro e i contro, se mi fa incazzare, mi fa incazzare e non nascondo i miei disappunti. Gianni forse invecchiando, si è fatto più vulnerabile, malleabile devo dire che in questo viaggio è stato attento, quasi sempre disponibile, più aperto agli altri, alle mie esigenze. Sono contenta di dovermi rivedere su questo. Vuol dire che potremo riprendere a fare i nostri viaggi, per farci compagnia, perché viaggiare soli, spesso è triste ecc. Si vedrà! Con questo non voglio dire niente di più, la nostra storia è finita, ma forse una “compagnia dei viaggiatori” potrebbe essere rifondata, è tutto qui.
Con calma il pullman per Torremolinos, cittadina che poi è carina, non è tanto piccola, anzi. C’è anche una zona pedonale che va verso il mare, che è sotto e per raggiungerlo c’è la strada a scalini comodi o l’ascensore. La spiaggia è ampia, attrezzata, ma che lascia una fvasta fascia ai bagnanti liberi. Il mare è freddo e con una schiumina leggera a riva. Prendiamo ombrellone e due sdraio 8 euro. Ci stiamo tutto il giorno in relax. Riscarpinata fino alla fermata autobus che si trova in altra zona, 300 m oltre quella dove eravamo scesi stamattina. Il pullman a Malaga si ferma in altra zona, percè si tratta di una linea locale, cittadina scarpinata fino in hotel. Doccia e sgambata sino al centro. Questa sera ero proprio stanca delle camminate. Cena in un locale di tapas, dove ceniamo bene a tapas di tutti i tipi, spendiamo 30 euro. Ma è l’ultima cena. Ce lo siamo permessi. C’erano in giro un po’ di persone che chiedevano la carità agli avventori dei bar e dei ristoranti o suonavano per soldi. Un mondo vario, Poveri!
Ultima sera, domani svegli alle 6 e ritorno in Italia.

12.3.06

MILANO
























Ciao
In attesa del mio prossimo viaggio cui sto pensando
e che avverrà fra un mese e mezzo circa, indeciso ancora
fra Senegal in un viaggio di gruppo autoorganizzato
o in Etiopia con una collega etiope che torna al suo paese
per qualche tempo o qualcosa in solitario come è mio solito
magari in Sudafrica o da quelle parti.
Sarà cmq Africa oppure Israele, come ultima opzione.

Intanto giro in bicicletta per Milano, la città in cui vivo da 13 anni
son tornate le giornate di sole, in attesa della Primavera
Ecco:
il Parco Sempione ed il castello Sforzesco
la zona pedonale dal castello a S.Babila
incontrando Piazza Cordusio, La Loggia dei Mercanti
Piazza del Duomo, la Galleria, Piazza della Scala
Via della Spiga con i negozi degli stilisti

6.3.06

MAROCCO


Ciao

Il Marocco fu un viaggio dell'87 in compagnia di Carmen, tutto con i mezzi pubblici (corriere) in tre settimane, attraverso le città imperiali di Fes, Marrakech, Meknes e Rabat oltre a Casablanca ma anche il sud più selvaggio al di là dell'Atlante, fino alle dune del deserto a Merzougà passando per località minori come Ourzazate, Er Rachidia, le gole di Dades.

Il paese è molto bello con dei colori fantastaci, tra l'azzurro del cielo, la terra rosso bruna e le oasi verde scuro.
Ci sono i castelli (ksar), le mura e interi villaggi fatti di pareti in terra battuta.

Le medine delle città sono un dedalo in cui ci si perde piacevolmente fra un negozio di souvenir, un artigiano ed i mestieri antichi dei conciatori di pelle, i tintori, ecc...

Ci sono dei palazzi molto belli, con dei tetti in cedro scolpiti e dipinti, fontane moresche con ceramiche e maioliche che sono un incanto di colori e disegni.

Si vedono moschee, animali da soma (asini), pecore, palme da dattero, donne velate ed altre moderne ed un sacco di gioventù a bere il te e fumare nei bar all'aperto, in attesa di trovare un lavoro o espatriare.
Immagini del re dappertutto.
Un sacco di rompiballe che ti seguono dappertutto per le loro commissioni.
Uno di questi con i quali mi lamentavo per il suo inseguimento continuo mi disse:
"perchè mi mandi via? Se vado via io, ne arriva un altro, dunque, tanto vale che resti io!!!
Mi misi a ridere e accettai. In pratica basta ogni tanto entrare in qualche negozio e far finta di essere interessati. Il tuo inseguitore percepirà cmq delle commissioni, anche se non si compra niente.
In compenso i bambini che si accontentano di qualche mancia, sono delle guide perfette all'interno del dedalo delle medine e sono pure molto simpatici.
La cucina è buona, oltre al couscous, il tagine, pollo e carne varia con tante verdure
saporite dentro piatti pesanti di coccio caldo.
Il vino è eccellente ed il te alla menta il migliore al mondo.
La piazza di Marrakech è uno spettacolo di giocolieri, incantatori di serpenti, venditori d'acqua e bancarelle di souvenir ma anche ristorantini all'aria aperta dove si mangia discretamente.
Marrakech è come Napoli, Bahia in Brasile e Santiago di Cuba.
Fes è come Firenze e Roma.
Casablanca è Milano e Genova assieme.
Andate al sud per vedere il vero Marocco che rimane forse il paese più interessante del nord Africa assieme all'Egitto.

CINA

























Nello stesso anno, l'83, parto in settembre, sempre con la stessa amica triestina, per la Cina
in un lungo viaggio di 5 settimane organizzato dall'Agenzia monfalconese NOSTOP VIAGGI.

Capogruppo un giovane bergamasco alla prima esperienza che se la cava egregiamente.In quel tempo la Cina era completamente diversa da oggi anche se Mao era già morto e iniziava la nuova era del modernizzatore Den Xiao Ping.Entrammo da Hong Kong che visitammo con interesse in un caldo infernale.

Migliaia di negozi sulla Kawloon street e grattacieli altissimi nella baia con imbarcazioni ristorante in mezzo.
Poi attraversammo il confine in treno turistico con il servizio da te in porcellana ai tavolini e le tende ricamate di lino alle finestre.
Arrivammo a Canton dove ricordo l'impatto con le folle sconfinate di cinesi .

Ci si teneva per mano per non perdersi in mezzo alla gente!Visitammo tra l'altro un mercato dove vendevano animali di tutti i tipi (inclusi gli insetti) oltre a verdure e frutta esotiche.

Poi la volta della città più bella e romantica, GUILIN lungo il fiume delle Perle, le grotte con le statue di Budda e le colline incantevoli rappresentate in tutti i quadri dei maggiori pittori cinesi.

Poi Hanzhou con il West Lake dove alloggiammo ciascuno in una suite con mobili antichi , all'interno di una cittadella fortezza con un parco favoloso e le guardie all'ingresso che ci costava solo 10 dollari al giorno.

Poi la deludente Suzhou, la Venezia cinese con qualche canale e un po' di giardini orientali, di pietre, ponti e canali con i bonsai.

La metropoli Shangai con il suo Bund (il lungomare con le case europee) ma senza allora i grattacieli avveneristici dell'isola di Pudong.

Quindi Xian la vecchia capitale polverosa con il suo famoso esercito di terracotta.L'incredibile capitale Pechino con la Città proibita, il Tempio del Cielo, la sconfinata Piazza Tiananmen con il mausoleo di Mao Tse Tung, il tempio tibetano dei Lama, il Palazzo d'Estate ovvero quello che è rimasto dopo la distruzione operata dagli europei durante l'occupazione.

Ci dissero che prima era più grande e preziso di tutte le regge europer messe assieme.
Visitammo anche il parco Behai con il lago e facemmo l'escursione alle tombe Ming ed alla Muraglia cinese.
Mentre il gruppo rientrava in Italia dopo soli due giorni a Pechino, la mia amica ed io ci fermammo ben due settimane da soli, visitando la Città Proibita così grande e interessante con nuove sorprese e scoperte tutti i giorni, assistendo ai favolosi spettacoli del circo cinese e dell'Opera di Pechino, venendo addirittura invitati ad inaugurare un nuovo grande magazzino nella via commerciale di allora, la Wan Fun Jin, con tanto di televisione che ci riprendeva quando comprammo tre pellicce per circa 600 dollari in totale (di cui una di volpe rossa).

Sono pentito di questi acquisti per i poveri animali, ma allora non me ne rendevo conto.Mangiavamo tutti i giorni nel favoloso ristorante del Peking Hotel a due passi dalla Piazza Tiananmen pagando circa 3 dollari a testa chiedendo sempre "chinese food at your choice", cioè cibo cinese a vostra scelta.

Ci arrivava ogni ben di Dio e tutti i giorni diverso, squisito e in abbondanza.
I tentativi precedenti di ordinare cose specifiche finivano in attese lunghissime, incomprensioni e portate deludenti.
Fummo avvicinati da tanti cinesi che volevano imparare l'inglese e addirittura uno studente si rivolse a noi in italiano perfetto.
Era autodidatta e stava facendo la tesi sulla pena di morte con riguardo al famoso libro "Dei delitte e delle pene" di Cesare Beccaria, genero o suocero di Alessandro Manzoni.
Pechino era piena di gente tutta vestita uguale (con le casacche blu e verdi sia per gli uomini che per le donne) tranne i bambini coloratissimi, tutti seri e riservati con il brutto vizio di sputare in giro.

Visitammo un sacco di templi buddisti enormi e antichi, uno più bello dell'altro.
Si mangiò molto bene, soprattutto ravioli ripieni di carne o verdure.
Si bevve tanto te (i cinesi giravano tutti con i termos colorati con l'acqua calda e le foglioline secche di te) e birra (ricordo piju in cinese) ed i panini strani, poco cotti, i baozi.

Avevo imparato anche qualche parola di cinese: yi, er,san uno,due, tre e gongongghecè, biglietto d'autobus, scèscè grazie.
Un mare di biciclette dappertutto, bellissime mostre fotografiche, una visita ad una comune cinese dove donne e uomini venivano tenuti separati nei periodi fertili della donna (il cui ciclo mestruale era segnato nelle bacheche della comune stessa).

Una bella avventura quando la Cina non era ancora il paese in enorme sviluppo, il comunismo stava appena allentando la stretta ed il turismo era all'inizio.
Oggi è tutta un'altra cosa.

EGITTO





EGITTO

Nell'83 proseguo i miei viaggi in giro per il mondo a Pasqua con un classico e MUST:

vado in Egitto con un viaggio di gruppo.

Visitiamo:

Il Cairo (Museo Egizio, Moschea di Hassan, Moschea di Hal Azhar, la Cittadella)
Giza (Le Piramidi e la Sfinge, Menfi, Saqqara)
Luxor e Assuan (I templi, Valle dei Re e Valle delle Regine)
Edfu e Kom Ombo (I templi)
Assuan (Il tempio di Phile, la diga)
E ancora i colossi di Mnennone, il tempio della regina Hatshepsut.Purtroppo, causa tempesta di sabbia non riuscimmo a fare l'escursione ad Abu Simbel.

L'Egitto classico è cmq uno dei posti al mondo da vedere assolutamente: un MUST!

NEPAL - SRI LANKA - MALDIVE














Nell'85 cambio continente e faccio due bellissimi viaggi entrambi con Avventure nel Mondoil primo a Pasqua in Asia di tre settimane il trittico NEPALANKAMALEcioè una settimana nello splendido Nepal, la seconda in Sri-Lanka, la terza alle Maldivementre in Agosto tre settimane in Tanzania.

Come capogruppo abbiamo un medico messinese alla prima esperienza, se la cava bene, il gruppo è di circa 25 persone di varia estrazione, inclusa una coppia di pensionati romani ed una composta da un antipatico e razzista fotografo israeliano in compagnia della più democratica moglie americana.

Il Nepal si rivela uno dei paesi più belli fra quelli da me visitati.

Katmandu e la sua valle, le sue cittadine reali limitrofe, la valle, i templi, le sculture in legno, l'atmosfera: impareggiabili!Passiamo una settimana da sogno visitando tutte queste bellezze a piedi, in bicicletta ed in pulman quando raggiungiamo Pokkara per vedere il monte Everest.

Ci manca solo un trekking attraverso i bei sentieri di montagna con i rododendri in fiore.
Visitiamo molti templi, la maggior parte in legno scolpito di un'impressionante artisticità.Assistiamo con un colpo di fortuna alla processione con la Kumari, una bambina di 6/7 anni ritenuta dea, truccata e vestita come una principessa.

Viene scelta con una selezione dura e seria, non può parlare, ridere, camminare.

Quando diventa adolescente viene abbandonata al suo destino perchè impura e nessuno la vuole più.
Arrivo a due passi da lei, la fotografo, è bellissima e impassibile, non fa una piega.
Visitiamo degli stupa bianchi enormi con le bandiere intorno.
Inoltre la città santa dove fanno le cremazioni e un tempio della dea Kalì dove sacrificano gli animali e lavano la dea continuamente.

Dallo splendido Nepal passiamo in aereo, scavalcando tutta l'India a Ceylon la bella isola ridenominata Sri-Lanka ed in preda alla guerra ed al terrorismo dei Tamil, la popolazione indiana del nord che vuole l'indipendenza e provoca attentati e guerriglia in tutto il paese da decenni.
Ci sono postazioni militari, controlli e zone off-limit.Abbiamo dei pulmini ed una guida, uno studente universitario che ci porta in giro.
Visitiamo alcune località archeologiche con le enormi staute del Budda, molti templi, la brutta capitale di Colombo, la bellissima verde e collinare Kandy all'interno, la rocca di Siggirya con gli affreschi alla parete delle belle e sexy "gioconde" asiatiche, grotte con centinaia di statue di budda di tutte le taglie e colori.
Alloggiamo in alberghi esotici di bambù con giardini rigogliosi assistendo a spettacoli folcloristici di canto e ballo ed alla fine partiamo in aereo per l'arcipelago delle Maldive.

Arriviamo nella brutta capitale Male dove contrattiamo il nostro soggiorno in un'isola con villaggio turistico, pagando 100 dollari a testa per il soggiorno di una settimana, all inclusive, un affare comprato in loco.

Facciamo una traversata notturna, nel buio totale nella lunga e stretta imbarcazione locale, il dhoni, arrivando senza bussola, nè luci, miracolosamente al nostro villaggio.
Passiamo una settimana da sogno in un'isoletta lunga e stretta che si gira tutta in dieci minuti. Al centro il ristorante, il bar, intorno i bungalow spartani in paglia con le docce d'acqua salata. Le spiagge bianchissime, le palme, i cespugli verdi ed un mare da favola.
Coralli, pesci di tutte le forme e colore.

Viviamo perennemente nell'acqua calda ammirando quella fauna multicolore, attenti a non tagliarci con i coralli.
La bassa marea fa sparire il mare per mezza giornata e sale rapidamente girando l'isola.Si vedono fuori tutti i coralli e si può camminare con attenzione alla marea che monta.

C'è una coppia triestina, titolare di un ristorante a base di pesce, che ci prepara il "brodetto de pese" ed una grigliata favolosa della montagna di pesce pescato anche a mani nude.
I locali usano cuocerlo o mischiarlo con il curry e altre salse orribili.
Mangiato alla nostra manieraè tutt'altra cosa.

Ho una mezza storia con una ragazza di La Spezia, contesa a quattro romani che erano andati tutti in bianco.Sono nella splendida forma dei miei 35 anni, reduce da sei mesi di palestra.Un ricordo bellissimo

TURCHIA E GIORDANIA


















L’86 è stato l'anno fatale, l'incontro con la madre di mia figlia durante il viaggio primaverile con Avventure nel Mondo in Turchia/Giordania.

Il viaggio comprendeva il giro dell'Anatolia da Istanbul ad Antalya nella costa sud e da lì in aereo per Amman, capitale della Giordania e visita di questo paese.

Era un bel gruppo con l'ottimo capogruppo storico di AVM Patrizio Rimassa che scrive spesso sulla rivista dell'Associazione che ricevo ancor oggi nonostante che non viaggi con loro dall'86.

Dopo l'interessante metropoli e città storica di Istanbul con le sue moschee, il Topkapi, il Mar di Marmara con l'escursione in battello allo stretto dei Dardanelli, passammo all'incantevole Cappadocia con le sue guglie naturali, le sue chiese affrescate, Pamukkale con le sue piscine naturali ed il vicino sito archeologico di Hierapolis.

Visitammo anche la capitale Ankara con la sua cittadella, il mausoleo del padre della moderna Turchia, Ataturk scoprendo in quei giorni che c'era stato l'incidente nucleare di Chernobyl.

Girammo la Turchia con dei pulmini che si guastavano l'uno dopo l'altro lasciandoci in panne in piena campagna ad aspettare i soccorsi ed il cambio.
Vedemmo paesaggi mozzafiato con laghi salati e vulcani,- Konya la città con il mausoleo del poeta turco e sede dei dervisci danzanti,- la città di Kayseri patria dei tappeti dove comprai un bel tappeto antico che fa ancor oggi la sua bella figura nel salone di casa mia.

Quindi la bella costa meridionale con la fantastica città di Antalya, le sue spiagge, ma soprattutto le sue città greco/romane di Side, Perge e Aspendos con i teatri più grandi e meglio conservati al mondo..

GIORDANIA

La Giordania non fu di meno con Jerasha, il bel sito archeologico non lontano dalla capitale Amman.Passammo alla visita del Mar Morto tuffandoci nelle sue salatissime acque e rischiando un conflitto con i locali eccitati dalle nostre donne in bikini.

Quindi i castelli crociati,il monte di Sinai,il deserto di Wadi Rumfino ad Aqaba il porto del Mar Rosso, adiacente all'israeliana e nemica Eilat.

Il clou del viaggio fu comunque la visita di Petra, la favolosa città dei Nabatei, ricca all'epoca di Marco Polo, città abitata da predoni che assaltavano le carovane di passaggio e si rifugiavano nella valle difesa da profonde, strette e spettacolari gole di roccia rossa.

Visitammo la valle a piedi e a cavallo fra oleandri in fiore, tombe rupestri e facciate di palazzi classici

GRECIA














Ciao
la Grecia è il primo paese che ho visitato fuori d'Italia
Fu nel 1967 in un gita scolastica premio.
Girammo in un gruppo di studenti provenienti da tutta Italia (e soprattutto guarda caso da Roma: circa il 50% di romani ed il resto da tutta Italia , era organizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione!!!!, poi dissero Roma ladrona, ma questi esempi la giustificano, no?????)

Cmq visitammo la Grecia classica: Atene, Corinto, Micene, Epidauro, Nauplia, Delfi.

Ci ritornai già padre a 40 anni in compagnia di mia figlia e sua madre in giro per le bellissime isole Cicladi, con i traghetti, da un'isola all'altra e pure l'anno seguente, completando con le isole non viste l'anno prima.

Cinque anni orsono ritornammo ancora noi tre a Rodi per una bella vacanza nella bella e turistica isola ex colonia italiana.

La Grecia è uno dei paesi più belli al mondo, belle isole, mare, paesi bianchi, discreta cucina ed un senso di vacanza e libertà come pochi paesi al mondo son capaci di dare

27.2.06

AMARCORD DI VIAGGIO

La Paz, Bolivi agosto 1984

Nel nostro gruppo (circa 30 persone) c’è una ragazza, Piera, bruttina e antipatica che tutti evitano.

Dopo aver girato per il mercato indigeno dove vendono amuleti, erbe, pozioni,ecc…
entro assetato in un locale e incontro il gruppetto pazzo e simpatico composto da una romana, un veneto ed un trentino che girano per conto loro in cerca di….roba!

Mi vedono e salutano, mi avvicino al loro tavolo e scambio qualche battuta: li vedo strani e …fatti
Ridono e mi dicono: ciao, guarda laggiù.

In fondo alla sala c’è una donna che balla e canta con foga in piedi sul tavolo mentre i vicini la incitano e battono le mani, guardo bene…..e…..si è proprio Piera, non credo ai miei occhi!.

Uno del gruppo mi guarda e dice: Piera ha voluto provare, una simpaticona….! Guarda che simpaticona!!

La Paz, Bolivia agosto 1984

Decidiamo di affrontare il monte Chakaltaya a 5.500 mt.
Prendiamo un pulmino e iniziamo la salita dai 4.000 mt di La Paz.
Tutta una serie di tornanti con burroni profondi, strada stretta, senza protezioni laterali.

Son seduto in prima fila quasi accanto al guidatore.

Quando il pullman gira nelle curve dei tornanti, il muso è nel baratro
e le ruote toccano a malapena il terreno sottostante.

In un tornante più difficile il mezzo sbanda pericolosamente, d’istinto giro la leva che apre la porta e schizzo fuori rischiando di cadere giù.

L’autista cerca di girare in su ma non riesce col motore che gira impazzito.

Scendono tutti alla chetichella e un attimo prima di precipitare, l’autista riesce miracolosamente a sterzare e risalire.

Ci guardiamo in faccia stralunati.
Nessuno vuole risalire sul mezzo. Siamo a circa 5.000 mt.

Proseguiamo gli ultimi 500 mt a piedi fino alla cima dove c’è un osservatorio ed un rifugio e tanta neve.

La salita è faticosa e manca l’ossigeno. Dopo un’ora arriviamo e la vista è spettacolare: si vede la catena delle Ande innevate ed il Mar Pacifico in lontananza.

Raggiungiamo l’osservatorio in mezzo alla neve
e dopo ci prendiamo una balla collettiva di tequila al rifugio e ci mettiamo a cantare in coro.

Nel frattempo si è fatto buio e dobbiamo scendere.
Nessuno ha il coraggio di fiatare. Saliamo al buio e scendiamo
incoscienti sperando di cavarcela, ma consci del rischio.

Cantiamo per farci coraggio e nessuno guarda fuori dai finestrini, passiamo decine di tornanti, con la strada mezza gelata e i burroni intorno e…..siamo in fondo, sani e salvi.
Il cielo è stato dalla nostra parte!.

Agua Calientes, Machu Pichu, Perù agosto 1984

Decidiamo di scendere l’Urubamba, il fiume locale con i gommoni lungo le rapide.
E’ mezzogiorno e c’è il sole.

Ci spogliamo restando in costume da bagno e ci infiliamo casco e giubbotto salvavita.
Scendiamo in 3 gommoni,circa 10 persone per gommone.

Incontriamo varie rapide e rocce pericolose e affioranti che a volte scansiamo per un pelo, a volte ci cozziamo contro senza danni.

Una ragazza vola in acqua ed annaspa.
Fortunatamente la giacca la tiene a galla e riusciamo ad issarla a bordo tirandola per i capelli.

Dopo un’ora eccitante di rapide il fiume è tranquillo e arriviamo alla meta.
Intanto il sole sparisce fra le montagne, siamo tutti bagnati, in costume da bagno ed i pulmini che dovevano venire a prenderci non si fanno vivi.

Per scaldarci facciamo ginnastica, corriamo su e giù per il prato e giochiamo a bandierina.

Quando ormai è buio arrivano i pulmini e gli autisti si scusano, ma devono pagar pegno: 4 bottiglie di tequila che ci scoliamo in gruppo prendendo una allegra balla e scansando le conseguenze del raffreddamento.

Confine Chile/Argentina agosto 1984

Dobbiamo scavalcare un passo sulle Ande per passare dal Cile all’Argentina e arrivare a Bariloche, la Cortina del Sud America.
Ci sono metri e metri di neve lassù in alto.

I nostri pazzi torinesi, tre maestri di sci amici di cui uno è il capogruppo, decide di noleggiare un mezzo blindato con i cingoli ed un gatto delle nevi.

Entriamo tutti e trenta nel mezzo, tenendoci stretti stretti per lo spazio ridotto.
La porta si chiude alle spalle e siamo chiusi dentro senza finestre come in un sottomarino.

Inizia la salita e ci mettiamo a cantare per farci coraggio.
Dopo un paio d’ore il mezzo si ferma e sbanda, apriamo la porta, fuori è tutto bianco.

Ai lati neve alta ¾ metri. Ci mettiamo a battagliare con la neve divertendoci come bambini e stremati risaliamo per continuare il tragitto.

Dopo un paio d’ore arriviamo al passo e scendiamo a vedere la spettacolare Bariloche con le foreste innevate ed i laghi ghiacciati.

I finanzieri argentini non credono ai loro occhi e ridendo ci chiedono se siamo marziani.

Guardando i nostri passaporti, ridono e uno di loro dice: son italianos, loco italianos, italiani matti!

Parco Ngoro’ngoro-Tanzania agosto 1985

Visitiamo un villaggio Masai.

Le donne sono calve e gli uomini con le treccine colorate!
Hanno monili, collane ed orecchini coloratissimi.

Una ragazzina masai è incuriosita dai fazzolettini profumati ed umidi che usiamo per pulirci.
Le diamo uno, lo annusa, fa una faccia schifata e riesce a stento a trattenere il voltastomaco.

Cosa che riesce a stento anche a noi vedendoli bere il sangue direttamente da un foro praticato sul collo della mucca o a sapere che le donne masai strofinano la pelle per renderla più morbida con orina e sangue.

Discoteca di Dar es Salaam, Tanzania agosto 1985

Sergio, l’amico toscano che incontro casualmente in questo viaggio africano dopo quello sudamericano, mi invita ad uscire per una serata in discoteca nella capitale tanzanese a caccia di bellezze locali.

Chiediamo in giro e ci indicano un posto vicino che raggiungiamo con curiosità.
La sala è al primo piano di una casa isolata.

Si sente la musica assordante , saliamo, paghiamo ed entriamo.

Dentro, nel semibuio fumoso e assordante le coppie nere ballano avvinghiate con movimenti sexy del bacino. Più che ballare sembrano stiano facendo all’amore.
Sono ubriachi quasi tutti.

E s’insinua pian piano ma sempre più forte un odore, un odore di grasso rancido e terribile, insopportabile.

Andiamo al bar per prender fiato, si avvicinano due nere mozzafiato, uno sguardo d’intesa e mi ritrovo vicina quella in vestito bianco attillato, con le treccine colorate, mentre beviamo un cocktail locale, ma……..l’ odore, l’odore è addosso anche a lei…..non ce la faccio a resistere, mi viene il voltastomaco.

Lei mi guarda, capisce che c’è qualcosa che non va, mi guarda e mi chiede: you dont’ like me? Because I’m black? No, no, rispondo. I like you very much, I love black women, but I’ve got a problem, sorry …..I have to go.
(Non ti piaccio perchè sono nera? No, no mi piace, ma ho un problema, devo andare).

Le do un bacio sulla guancia e guadagno l’uscita.

L’indomani incontro Sergio stralunato.
Mi domanda, dove sei finito ieri sera? Ma come, gli chiedo, non sentivi quella puzza orribile?

Si fa lui, a me eccitava, sai, noi toscani, siamo dei veri maiali!
E poi la mia non era tanzaniana, ma una turista del Kenya e non puzzava affatto, anzi aveva addosso del profumo francese!

Parigi, Tour Eiffel maggio 1969

Raggiunto l’ultimo piano dopo 2 o 3 ascensori osservo il panorama pazzesco da quell’altezza vertiginosa.

Mi viene un languorino, mi accosto al bar ordinando un panino.
Sul bancone c’è un piatto con un’invitante salsa bianca dall’aspetto di maionese.

Introduco una spalmata abbondante all’interno del panino caldo e do un boccone famelico facendo fuori mezzo panino.

Il tempo di masticare, guardare il cielo …. mi pare di morire!
Sento che sto perdendo i sensi, mi manca l’aria, mi brucia la bocca, lo stomaco, mi sembra di morire, barcollo.

Il vicino si accorge delle mie difficoltà.
Mi fanno sedere, mi fanno aria, mi danno schiaffi.
No, non è possibile morire in cima alla torre Eiffel a 19 anni, a pochi mesi dalla matura, appena patentato e ancora vergine!!

Ce la metto tutta e piano, piano,piano,piano risorgo, ma che era quella bomba?
Mi dicono trattarsi di creme!!
Pazzesco!

Ginevra, Svizzera maggio 1969

Gita scolastica a Parigi a due mesi dall’esame di matura.
Anno caldo con occupazioni, è il 68 italiano con un anno di ritardo.

Passato il traforo di Monte Bianco alloggiamo alla torre universitaria di Ginevra.
Le femmine al quarto piano, i maschi al pianterreno.

Un viaggio continuo dal pianterreno al quarto piano che sconvolge i compassati svizzeri e li costringe a rifiutarci l’ospitalità al ritorno, memori del casino prodotto all’andata.

In mensa si sente parlare solo italiano, noi siamo una cinquantina, loro forse 500.

La sera passeggiamo lungo il bel lago di Ginevra e scendiamo in gruppo in un locale sotterraneo.
Fanno musica, ma non ci sono i gruppi che suonano, che roba è?

Ci dicono trattarsi di discoteca, ma che roba è?
Mettono la musica a gran volume sul giradischi, senza il complesso!
Che strani questi svizzeri. Poi arriva il pezzo sexy, pazzesco, scandaloso, eccitante.

Che forza! Sti svizzeri! Valli a capire, prima tutti acque chete e adesso senti che roba!!!

Vado alla consolle, chiedo il titolo, mi dicono:
Je t’aime, moi non plus di Serge Gainsbourg e Jane Birking.

In Italia arriverà parecchi mesi più tardi provocando scandalo ma riscuotendo anche un gran successo.
Le prime discoteche arriveranno un anno dopo.


Benares, India febbraio 1987

Carmen ed io rimaniamo bloccati nel traffico caotico del centro di Benares che ci costringe a restare a bordo del nostro ciclo taxi carrozza non riuscendo neanche a scendere, incastrati fra altri mezzi analoghi.

Più tardi raggiungiamo i gath (banchine cementate lungo il fiume) del Gange per curiosare fra le varie cremazioni in atto.
Intorno vediamo templi alti e sontuosi e cataste fumose.

Ci avvisano di non scattare foto pena pestaggi ed ire da parte dei locali.

Vediamo una vecchia morta, distesa sul pavimento a bordo del fiume.
Le aprono la bocca e le versano dentro l’acqua sacra del fiume.

Accanto in piedi il marito con una faccia tristissima ed il figlio che stenta a trattenere le lacrime.

Non è vero che gli indiani non soffrano per la morte dei propri congiunti anche se il trapasso è considerato una liberazione da una vita di sofferenze e credono nella reincarnazione.

Gli affetti sono affetti e la morte è cmq separazione, allontanamento.

L’India non ha molto legname e sembra che un funerale costi un sacco per pagare le cataste necessarie a bruciare il corpo del morto.

Ci sono perfino le cremazioni artificiali nei forni elettrici, più economiche.

Camminando veniamo accostati da un tipo che sussurra:chocolate,chocolate!

Gli rispondo ridendo. It’ so too hot for chocolate! (è troppo caldo per la cioccolata).
Carmen mi spiega che chocolate è hashish!
Mi domanda: siete italiani? Si, rispondo come l’hai capito?
Per l’accento.

Tu sei italiano? Si, vivo qui da anni.
Gli dico: guarda quelli che bevono quest’acqua e si lavano i denti mentre al largo galleggiano cadaveri!
(dei bambini, vedove, bramini e vacche sacre che non vengono cremati).

La bevo anch’io, mi risponde e non ho mai avuto problemi. Quest’acqua è veramente sacra, prova a bere l’acqua del Lambro o del Tevere e vedrai la differenza!

Sarà, ma io non la berrei neanche sotto tortura!

25.2.06

PILLOLE DI VIAGGIO

Gran Canyon Villane – maggio 1982

Rossella ed io mangiamo alla mensa del villaggio e facciamo amicizia con una giovane e simpatica cameriera che ci invita ad un party serale.
Accettiamo incuriositi e arriviamo sul posto: un cortile con tre/quattro case in legno intorno.

Ci sono una ventina di giovani e ci invitano a salire al primo piano di una casa.
Uno ci fa strada e apre la porta del bagno. Nella grande vasca ci sono decine di lattine di birra e coca in mezzo a blocchi di ghiaccio.

Ognuno ne fa abbondante scorta e ci ritroviamo in cortile a bere e ridere.
Mi viene in mente non so perché “Crazy banana” e appena la dico tutti scoppiano a ridere.
Va avanti per un’ora: un successo incredibile. Basta poco.
Gli americani sono simpatici, cordiali, alla mano.

Una ragazza tedesca incontrata lungo il sentiero che porta a Indian Gardens (prima meta in discesa dall’argine superiore) e che vive da sei mesi in America ci conferma la simpatia degli americani, ma lamenta anche la loro superficialità e la quasi impossibilità a stabilire un vero rapporto di amicizia.
Vanno bene sul breve periodo, ma alla lunga stancano e annoiano. Sarà…..

Nashville, Tennessee – maggio 1982

Rossella ed io decidiamo di visitare l’enorme parco musicale Opryland ad una ventina di km dal centro di Nashville (nel cui parco cittadino centrale c’è una copia del Partenone di Atene!).
Da questo posto trasmettono da 50 anni un programma radiofonico di musica country che viene irradiato in tutto il paese.

Ci sono spettacoli di musica e ballo nei vari teatri e palchi sparsi nel parco con show di mezzora l’uno, intervallati e molto piacevoli.

Usciti dal parco scopriamo che non ci sono mezzi pubblici per raggiungere il centro (problema generale degli USA dove i mezzi pubblici , ad eccezione del metrò, cessano verso le 19.00 di sera).

I taxi sembrano cari data la distanza. Così optiamo per l’autostop.
Dopo una ventina di minuti si ferma una portaerei americana (ce n’erano ancora in quel periodo) ed una coppia gentile di locali ci carica in direzione centro.

Quando vengono a sapere che siamo italiani, vanno in visibilio, dato che hanno un figlio militare nella base americana di Vicenza.

Il guidatore afferma che gli americani hanno bisogno dell’amicizia internazionale avendo problemi con i paesi arabi (c’erano già allora, credo con Gheddafi o l’Iran di Khomeini).
Si offre di farci da guida e si ferma presso il palazzo più vecchio della città (del 1870 circa) e rimangono stupiti del fatto che non ci impressiona più di tanto.

Poco dopo ci mollano davanti al nostro hotel, alquanto scandalizzati in quanto è un postaccio a 2 stelle e inoltre non li aggrada sapere che viaggiamo in Greyhound, pulman frequentati soprattutto da neri e latino-americani.
Tira aria di razzismo e pregiudizi!

New York - maggio 1982

Dopo la delusione della mancata celebrazione del 1 maggio nelle vie cittadine, dato che la festa del lavoro è stata iniziata proprio negli USA, ma il labour day lo celebrano in settembre o ottobre, abbiamo la sorpresa di assistere ad una interminabile processione di portoricani che dura un paio d’ore in zona Broadway.
Deve essere una loro festa, ma quanti sono!!!

Visitiamo Wall Street e la NYSE (New York Stock Exchange), la borsa americana.
Ci invitano a partecipare ad un quiz finanziario al computer, al primo piano con finestroni che danno nel sottostante parterre dove stanno trattando le azioni.
Alla fine mi danno un ottimo punteggio e mi sento molto bravo.

Usciamo per prendere il vaporetto che porta ad Ellis Island, l’isoletta con la Statua della Libertà e anche lazzaretto per gli immigrati del secolo scorso che erano costretti a rimanere qualche mese in quarantena prima di essere ammessi al grande paese.
E’ l’ora dell’intervallo: escono centinaia di impiegati dai vari uffici dei grattacieli che ospitano finanziarie e banche.

Alcuni comprano gli hot-dog nelle bancherelle in strada e altri si mettono in fila ordinata……verso un nero seduto su una panchina che vende……droga!
Noi andiamo in un buffet e ordiniamo panini e birra.
Mi chiedono la carta d’identità! Per un paio di birre! E mi infilano le lattine nei sacchetti di carta!
Si possono bere in strada solo dentro i sacchetti di carta, in compenso la droga è venduta quasi apertamente e liberamente.
Contraddizioni americane!

NEW YORK – maggio 1982

Decidiamo di visitare China Town e Little Italy attigue e verso la punta di Manhattan.
Ci consigliano di prendere il metrò.
Scendiamo e……abbiamo una pessima impressione! Vecchia, dall'aspetto dimesso e sporco.

Saliamo in vagone guardandoci un po’ intimoriti e dopo qualche minuto chiedo ad un nero di indicarmi la fermata per China Town. Non mi risponde, provo con un altro e non mi dà bada. Scopro così che c’è un razzismo al contrario: neri verso i bianchi.

Un americano bianco mi consiglia di scendere alla prossima fermata.
Scendiamo e….non c’è nessuno in giro, siamo soli e la scritta sul muro indica : Bronx!
Non capiamo e pensiamo d’aver sbagliato dopo aver consultato la cartina.
Dobbiamo tornare indietro e invertire il senso di marcia.

Siamo impauriti immaginando le aggressioni viste decine di volte nei film americani.
Percorriamo corridoi e scalinate senza indicazioni di sorta.
Dietro l’ennesimo angolo ci ritroviamo in un vicolo cieco con cancello chiuso da inferriata metallica.
In caso di incontri pericolosi siamo proprio in trappola, senza vie d’uscita.
Ripercorriamo il tragitto in senso inverso e fortunatamente non incontriamo anima viva.
Dopo una decina di minuti riusciamo ad arrivare sani e salvi alla banchina opposta ed il treno sta arrivando.
Meno male, ma dove cavolo siamo finiti?

New York/S.Francisco – maggio 1982

Percorriamo a piedi il famoso ponte di Brooklyn e facciamo amicizia con John un inglese di Londra che sta girando l’America da solo. Scherziamo con lui e lo salutiamo.

Un mese dopo camminiamo sul ponte di S.Francisco che conduce a Sausalito.
Dall’altra parte vediamo un ragazzo alto e allampanato: incredibile.......è John!
Lo chiamiamo e ci abbracciamo increduli.
Ci siamo incontrati su due ponti, alle due estremità degli USA!!

Tulum-Yucatan-Messico – agosto 1985?

Siamo una trentina, di cui 25 napoletani, e alloggiamo presso un albergo con piscina e a pochi metri dal mare.
La sera ci mettiamo tutti eleganti per la cena.

Arriva l’avvocato di Capri, elegantissimo e incravattato.
Passa davanti alla piscina e un buontempone lo spinge in acqua.
L’avvocato emerge, si avvicina alla sponda, tutti ridono, qualcuno è imbarazzato.
Si toglie gli occhiali bagnati, il portafoglio con tutte le banconote che sparge a terra per asciugarle e perfino il passaporto che rischia di essere danneggiato irreparabilmente.
Ride e sussurra : so’ragazzi!

Tikal – Guatemala – agosto 1985

Raggiungiamo la capitale Maya in piena foresta dopo una corsa in corriera di circa 10 ore, attraverso una strada bianca e polverosa, piena di buche, correndo il pericolo di venir attaccati dalla guerriglia che ogni tanto ferma, rapina e a volte sequestra i passanti.

Arriviamo distrutti, impolverati e con il fondoschiena a pezzi dato che la corriera ha i sedili di ferro senza cuscini e gli ammortizzatori sono inesistenti.

Dopo una doccia ristoratrice mi incammino nei pressi dell’albergo e incontro una coppia di svizzeri che si stanno godendo il sole ed hanno un aspetto rilassato.
Mi metto a chiacchierare con loro e apprendo che sono arrivati in aereo.
Li informo che noi siamo arrivati in corriera, dato che la nostra guida non era riuscita a trovar posto in aereo.
Gli svizzeri mi fanno notare che l’aereo era praticamente vuoto!!
Qualcosa non torna. Com’è sta storia?

Alla fine capisco e mi vien da strozzare la nostra guida napoletana.
Siccome lui è capogruppo, viaggia gratuitamente, ma non la figlia e l’amante che si è portato dietro.
Per evitare di pagar loro la tratta aerea (circa 40 dollari a testa) ci aveva raccontato la balla dei posti esauriti in aereo!!
Da ammazzare sul posto!
Oltretutto non parlava una parola di spagnolo e contattava i locali esclusivamente in inglese.

I messicani non amano gli yankee per noti motivi
(il vicino prepotente si è impossessato di gran parte del loro territorio nazionale, dalla California, al Nuovo Messico, al Texas e continua a trattarli come vassalli) e tendono a non prenderti in considerazione se ti rivolgi a loro in inglese.

Più di una volta ho dovuto intervenire traducendo in spagnolo che avevo imparato prima del viaggio.
Il colmo fu che l’amante napoletana del capogruppo, una sera mi fece una scenataccia davanti a tutti, accusandomi di voler sostituirmi al suo uomo!!!
A parte la lingua, e la vicenda di Tikal, devo ammettere che per il resto non era male e se la sapeva cavare, destreggiandosi fra la figlia di primo letto e l’amante che si odiavano.

Capogruppi

Qualche anno fa un capogruppo “Rambo” era morto assieme ad altri avventurieri, finiti in mare annegati o mangiati dai pescecani durante un’attraversata in barca fatiscente fra due isole filippine!
Un altro “Rambo” sperimentato dal sottoscritto e gruppo di 30 persone pretendeva di farci attraversare il salares di Uyuni , enorme lago salato della Bolivia, senza guida, nonostante un mese prima un gruppo di turisti francesi fosse finito in salamoia nelle acque pericolose del lago che si attraversa con camion, fino al centro, dove l’acqua sparisce e rimane solo il sale.

Questi individui pericolosi che mettono a repentaglio la propria e’altrui vita, si professano avventurieri confondendo l’Avventura con l’incoscienza.
Essere avventuroso non significa non usare normali norme di sicurezza ed evitare di finire in pasto ai pescecani o in fondo al mare o ad acque paludose!
Occhio a questi personaggi! Chiedete i dettagli e rischi prima di mettervi a repentaglio!


Tanzania – agosto 1985?

A proposito di capogruppo pirla! Quello che ci accompagnò in Tanzania si fece turlupinare alla grande dai nostri autisti e dall’agenzia locale in modo indecente, nonostante i miei ripetuti avvisi e proteste!

Si trattava di questo: prima di partire ci arriva un avviso dell’Agenzia che ci invita a portare più dollari in quanto in Tanzania forse entrava in vigore una norma secondo la quale bisognava pagare tutti i servizi in dollari e non nella valuta locale, lo scellino tanzaniano che si comprava a nero pagandolo venti volte meno del cambio ufficiale.
Praticamente si sarebbe speso molto di più pagando in dollari, non potendo beneficiare del favorevole cambio a nero.

L’ingenuo capogruppo all’arrivo ne fa menzione ai nostri autisti locali, facendo gestir loro tutti i pagamenti, senza neanche premunirsi di verificarli.

Si va incontro ad un’escalation: paghiamo i primi servizi in scellini, poi parzialmente in dollari, alla fine tutto in dollari.
Man mano che si attua questa escalation, gli autisti si ubriacano e spendono sempre di più, arrivando a pagar da bere a tutti,anche agli estranei, comprando di tutto e di più alla grande.

In pratica hanno continuato a pagare tutti i servizi in scellini tanziani e si son tenuti i nostri dollari.
Infatti alla fine del viaggio, incontriamo in aeroporto altri gruppi di Avventure che ci confermano d’aver pagato sempre ed esclusivamente in scellini ed aver così speso un terzo rispetto a noi!!!

Parchi nazionali degli Usa – maggio 1982

Arrivati a Flagstaff, Rossella ed io facciamo la conoscenza con uno svizzero, un israeliano ed..un triestino che girano da soli e ci accordiamo per prenotare assieme un’auto per girare i parchi e successivamente la California.

Il triestino simpaticissimo ci racconta un episodio incredibile.
L’anno prima era stato in Messico e l’avevano derubato di tutto, compresi i vestiti, lasciandolo praticamente in mutande.
Così si presenta alla polizia, che credendolo matto lo manda via in malo modo.
Lui insiste e si ripresenta. Alla fine si mettono a ridere e fanno una colletta per aiutarlo, oltre a contattare l’ambasciata italiana che lo fa rimpatriare.

Gli chiedo: come ti sentisti in quel frangente?
Mi risponde: libero, ero così preoccupato che mi rubassero tutto che quando successe veramente, mi passò tutta la paura perché non poteva più succedermi niente!

Cina - settembre 1983

La mia amica Rossella comincia a star male: non riesce a dormire e va via di testa.

Decido di consultare un medico cinese: arriva, ascolta e comincia a praticarle l’agopuntura.
Le infila una ventina d’aghi in tutto il corpo e non riesce a capacitarsi della resistenza della mia amica.
A suo parere tali aghi avrebbero dovuto addormentare un elefante.
Chiedo cure alternative, il medico sparisce e ritorna dopo una mezzora con una scatola di liquirizia!!!
Per fortuna nei giorni successivi Rossella migliora, ma le cure cinesi............!

Cina/Mosca ottobre 1983

A Pechino fa un freddo cane.
Compriamo delle pellicce a buon prezzo in un grande magazzino in centro a Pechino nel quale veniamo invitati ad entrare ed inaugurare con tanto di telecamere che ci riprendono.

Tornati in albergo i nostri compagni di viaggio vengono ammirati dai nostri acquisti, particolarmente un gruppo di romane che giravano per conto loro.
Si fanno indicare il posto e partono per ripetere l’acquisto.
La sera ci fanno vedere delle misere pellicce di lapin che hanno comprato per quattro lire in un mercato cittadino.

Dopo una settimana ci fermiamo per uno stop-over a Mosca
(viaggiavano con la russa Aeroflot) e tiriamo fuori le pellicce cinesi per affrontare meglio il gelo della capitale russa.

Ci alloggiano all’aeroporto e decidiamo di prendere il pullman verso il centro della capitale.
La corriera è superaffollata e siamo pigiati fra gli altissimi, seri e corrucciati russi che non ridono neanche sotto tortura.

Ad un certo punto, sarà per il cambio di temperatura oper lo scarso valore della concia, le pellicce di lapin delle romane cominciano a perdere il pelo che vola in giro per tutta la corriera, scatenando l’ilarità di tutti.
Penso di non aver mai visto tanta gente ridere così tanto, non solo durante tutto il tragitto di circa un’ora ma anche alla fine, quando tutti cercano di liberarsi dall’insolito piumaggio!

Khajurao – India Marzo 1985

Carmen ed io visitiamo i templi dell’amore a Khajurao, immersi fra prati inglesi e colorate buganville.
Veniamo avvicinati da un tipo che ci vuol fare da guida.
Rifiutiamo gentilmente ma lui insiste, asserendo che non ci avrebbe fatto pagar niente perchè gli piaceva accompagnarsi con i simpatici turisti italiani.

Fcciamo buon viso a cattivo gioco e dopo aver visitato i templi bellissimi con le statue in pietra di centinaia di dei avviluppati in tutte le posizioni, ci chiede se ci interessa incontrare un guru- santone locale.

Accettiamo a patto che non sia lontano.
Ci accompagna presso un tempietto di pietra.
Entriamo e veniamo presentati al santone seduto in posizione loto, con capelli e barba bianca, seminudo con collane di fiori e profumi di bastoncini profumati.

Il guru intona una nenia, ci dona collane di fiori e ci imprime un punto rosso in mezzo alla fronte, simbolo di pace.
A questo punto stende la mano aperta verso di me.
Non capisco, possibile che mi stia chiedendo soldi?
Vedendomi smarrito tira fuori una banconota da 10 dollari e mi fa capire con insistenza e impazienza che ne vuole una.

Rimango deluso ma mi riprendo presto.
Emetto una nenia triestina, gli restituisco le collane di fiori e gli insegno il nostro italico segno dell’ombrello facendolo accompagnare da un italico e convinto ma vaff……..o!

La nostra guida ci accompagna imbarazzata all’uscita e ci invita a pranzo, cercando di minimizzare l’accaduto.
Insiste a pagare il conto e poi ci invita al suo negozio di articoli di antiquariato.

Penso che ci inviterà a comprarli e invece, niente di tutto ciò.
In compenso ci chiede un favore.
Ci fa vedere un elefantino in porcellana, lavorato e colorato e ci prega di portarlo per conto suo a Milano presso un suo cliente che l’avrebbe ordinato.
Rifiuto, pensando subito ai rischi connessi ….al contenuto dell’elefantino.

Invece Carmen ingenua accetta, nonostante il mio invito contrario.
Il tipo si fa dare l’indirizzo di casa sua ed in men che non si dica sparisce, lasciandoci con l’elefantino in mano.
Mi arrabbio con Carmen e le faccio capire il rischio che corriamo, di far da corrieri della droga per conto dell’indiano.

Dobbiamo liberarci assolutamente dell’elefantino senza creare sospetti dato che il tipo conosce il suo indirizzo e non sappiamo in che giro è connesso.

Mi ricordo del bar gestito da una svizzera dove avevamo bevuto un caffè poco prima.

Scrivo una lettera all'indiano di gentile rifiutoa portare a termine il suo incarico , adducendo problemi di viaggio e di fragilità dell’oggetto e la infilo sotto la porta del negozio d’antiquariato.

Alla barista svizzera prego di consegnare l’elefantino all’indiano, spiegandole che il medesimo era avvisato con nostra lettera (per evitare che se ne impossessasse).
Liberi!!!

Fate attenzione all’India, non è solo il paese della spiritualità che tutti pensano, ma anche il paese dei bidoni e lo sanno bene i viaggiatori scafati (come ho letto in alcuni siti) che si tengono alla larga dall’India per i continui imbrogli sempre nuovi e incredibili cui si va incontro nel paese della spiritualità e dell'anima.....in cui sanno trattare molto bene anche la materia!!!!

Sri Lanka/Nepal Pasqua 1984

Viaggiando in gruppo si corrono anche figuracce, tipo la seguente.

All’uscita dall’albergo con giardino esotico presso cui abbiamo pernottato in gruppo veniamo fermati dal gestore in quanto da un salotto mancano dei preziosi quadri.

Il capogruppo invita l’eventuale colpevole a riconsegnare il maltolto, dando la possibilità di rimanere anonimo.

Non succede niente. Allora si decide per l’ispezione dei bagagli. Non si trova niente.
Ci tocca far colletta e pagare i salati danni e a rimediare una figuraccia.

Una settimana dopo facciamo una bella serata di fine viaggio all’hotel Hilton di Katmandu con spettacolo finale.
Una ragazza del gruppo fa notare il bel portacenere artistico ancora pulito al nostro tavolo e se lo infila in borsa.
Protesto e la invito a riconsegnare l’oggetto.
Si mette a ridere e mi prende in giro.
Sono costretto a minacciarla per farla desistere:
Le dico: se vuoi rubare lo devi fare da sola e non coinvolgere i compagni che non ci stanno!


BALI – Ubud Febbraio 1993

Mi sveglio presto e decido di iniziare la mia giornata visitando le belle campagne circostanti la città interna di Ubud mentre il mio compagno di viaggio dorme profondamente.

Giro con le fresche infradito ai piedi come la maggior parte dei locali.
Esco dalla cittadina e mi incammino fra i campi.
Incontro un boschetto con grandi alberi e mi imbatto in un gruppo di scimmie indiavolate che si mettono a ricorreremi.
Siccome tendono a mordere, cerco di evitarle e trovo come unica via di scampo la discesa ripida che porta ad un ruscello.

Mi impantano e perdo le infradito, arrivando malconcio al ruscello.
Le scimmie hanno rinunciato all'inseguimento.
Sono mezzo infangato e decido di pulirmi con l’acqua del ruscello.

Sento delle voci e vedo due donne ad un centinaio di metri: una sta lavando i panni e l’altra è accovacciata nell’acqua e sta…….si , sta….nell’acqua, infatti dopo un po’ il suo ......materiale arriva nei miei pressi e riesco ad evitarlo per miracolo, rischiando di aggiungerlo al fango di cui mi sto liberando.

Ritorno in albergo, scalzo e stravolto.
Il mio amico si sveglia e mi chiede: che ne dici, ci alziamo e andiamo un po’in giro per i campi?

EGITTO/Il Cairo Pasqua 1983

Ristorante dove il gruppo (una trentina di persone) sta pranzando di ritorno dalla visita alle Piramidi.
Un partecipante sta mostrando a tutti il busto in alabastro di un faraone che ha comprato in un mercato.
Tutti guardano ammirati, uno chiede il costo, circa 150 dollari, ....ma è alabastro!!!
Arriva un cameriere egiziano vede la statua e chiede il prezzo.
Saputolo, fa una faccia stupita e dice: per 150 dollari te ne posso vendere 20!
Il turista imbarazzato risponde: ma è alabastro!
Il cameriere prendendo la statua, la scheggia leggermente con l’unghia e replica:
alabastro di fuori, ma gesso di dentro, quindi vale poco più di niente!!!

Isola nel Nilo presso Assuan/Pasqua 1983

Dopo esser arrivati a bordo di una gigantesca feluca all'Isola Elefantina per visitare il bel parco-giardino, saliamo in gruppo la lunga scalinata che porta in cima ad ammirare il panorama.
Nel gruppo con noi c’è una simpatica vecchietta sugli 80 anni che si lamenta durante tutto il viaggio, asserendo:
-sono vecchia ,con un piede nella tomba ed i parenti mi consigliano un viaggio per distrarmi da questo pensiero e dove mi mandano? In un paese dove visitiamo solo tombe!!!

Alla vista della scalinata decide di attenderci alla base.
Però dopo un’orettala vedo arrancare faticosamente lungo la scalinata.
Arrivata in cima la avvicino e le chiedo i motivi della arrampicata.

Nervosamente mi risponde: - va beh che son vecchia, ma quegli ascari laggiù mi facevan le belle, sai com’è ,loro son neri ed io son bianca!!

ISOLA DI BALI – Febbraio 1993

Durante